Intelligence italiana. Ovvero i servi dei servi.

top-secret-segreto-di-stato-servizi-segreti-intelligence-cia-sismi-sisdePiù realisti del re, verrebbe da dire, se in gioco non ci fosse la sovranità nazionale. Invece, ironia a parte, è proprio questa la condizione della nostra Intelligence. Che si prostra (per ordine di Renzi) ai diktat ameriKani, e va a Washington a farsi spiegare come e perché tutte i servizi di informazioni mondiali dovrebbero unirsi e mettersi al loro servizio.
E gli italiani che fanno? Frignano. Perchè? Perché Renzi non ha potuto essere lo scolaretto più diligente e preciso, in quanto gli altri Paesi sono rifiutati (giustamente!) di cedere la loro sovranità alla piovra yankee.

(www.repubblica.it) – Casson, Copasir: “L’intelligence unica non è voluta dai singoli Paesi. Ce lo ha detto la Cia”.

Il Copasir negli Usa dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre per parlare con i servizi Usa. Da loro la conferma che il mancato coordinamento tra 007 è voluto perchè va contro gli interessi politici nazionali dei singoli governi. Un unico centro di agenti segreti europeo era stato chiesto da Renzi.

“La mancanza di coordinamento tra servizi segreti è voluta: non la vogliono i governi. Ce l’ha detto la Cia”. Felice Casson, senatore dem, segretario del Copasir, fa il punto dopo il viaggio negli Usa dell’organismo di controllo parlamentare sui servizi segreti. Viaggio avvenuto all’indomani della strage di Parigi. “I servizi segreti americani – dice Casson a Repubblica – ne parlano in modo ufficiale. L’inteligence unica non si fa perché nessuno la vuole. In particolare non la vuole la politica: i governi dei vari Paesi”. Il Copasir, in America, ha avuto contatti ufficiali di altissimo livello, oltre che con la Cia, con l’Nsa, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale. E da entrambi gli organismi è arrivata la stessa valutazione. Il Copasir è stato ricevuto anche dai servizi segreti belgi dai quali sono arrivate analoghe considerazioni.

Felice Casson, segretario del Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica

A parlare per primo di una intelligence unica, del resto, era stato il presidente del Consiglio italiano, a gennaio di quest’anno, subito dopo la strage di Charlie Hebdo. “L’Europa – aveva detto Matteo Renzi – deve andare sempre di più verso una intelligence unica”. Dopo gli attentati a Parigi del 13 novembre, il mancato collegamento tra 007 europei è stato di nuovo oggetto di critiche da parte del mondo politico. Ma Casson spiega che quel mancato coordinamento ha le sue cause più profonde proprio “nella ragion di stato della politica”.

Dell’istanza di Renzi di una “intelligence unica” il Copasir s’è fatto portatore Oltreoceano. Ma anche in Belgio. E la risposta, la prima ufficiale, arriva ora, a pochi giorni dall’inizio del Giubileo, quando l’allarme attentati in Italia sarà addirittura elevato al IV livello. E quando sarebbe necessaria una sinergia efficace tra gli agenti segreti del mondo occidentale per prevenire un attentato al Vaticano, da sempre uno degli obiettivi principali del Califfato.

“Al momento – dichiara Casson – i servizi non collaborano tra loro perché non si fidano l’un dell’altro. Per motivi di invidia o per gelosie. Ma anche e soprattutto per motivi politici. L’ingaggio che ogni servizio ha dal proprio governo ha finalità e obiettivi politici che collidono con gli interessi nazionali di altri Stati. Per cui le logiche interne a ciascun Paese finiscono per entrare in rotta di collisione con quelli della sicurezza generale”. “Lo stesso concetto che ci è stato riferito in modo chiaro e ufficiale da Nsa e Cia – ha sottolineato Casson – ci è stato ribadito anche dai servizi segreti del Belgio”. I primi a mostrare chiusure – dicono nel mondo dell’intelligence italiana – va detto, sono proprio gli 007 francesi, i quali (a parte quando ci sono rapporti personali) si approcciano con diffidenza con i colleghi stranieri.
Ecco spiegato il mistero del perché non si è arrivati, a quasi un anno dall’appello di Renzi, a una intelligence unica.

“Il giudizio dei servizi segreti americani e belgi – precisa il segretario del Copasir – ci è stato riferito come una valutazione negativa della situazione esistente nei rapporti tra servizi segreti”. “La speranza nostra e loro – aggiunge – è che gli attentati di Parigi, Charlie Hebdo prima e quelli del 13 novembre poi, suscitino una riflessioni sia all’interno dei servizi, sia nel mondo della politica, affinchè si superino diffidenze gelosie invidie oltrechè fini di politica interna. E prevalga l’interesse della sicurezza generale”.