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[Pillole cinematografiche] L’Aquila è Roma

Diciannovesima puntata di “Pillole cinematografiche”, rubrica settimanale che raccoglie spezzoni di film, i quali visti indipendentemente dal contenuto e dal messaggio della pellicola dal quale sono ritagliati, possono suggerire interessanti riflessioni riguardo l’azione dell’uomo contemporaneo, filtrata secondo una prospettiva tradizionale.

La pillola di oggi è tratta da “The Eagle” film del 2011 diretto da Kevin Macdonald.

Il 21 Aprile si festeggia il Natale di Roma per cui la pellicola di oggi è un occasione ulteriore per meditare sul Mito di Roma che incarnò la spiritualità ardente e virile, portatrice di luce rappresentata dai valori di Ordine, Eroismo, Virilità, Volontà, Gerarchia, Aristocrazia e Impero.

Roma, prima ancora di vincere la piccola militare guerra santa si era proposta di vincere la Grande guerra santa tracciando un modello di uomo e di stato fondati su principi di ordine superiore quali l’Onore e la Fedeltà.

“Roma era fondata sulla parola data” (cit. di Rutilio Sermonti).

Il valore simbolico di Roma – e della sua origine – consiste nell’essere il tentativo di restaurare l’Unità delle origini, attraverso una spiritualità virile e dominatrice che sa arrestare il processo di decadenza spirituale che caratterizza l’umanità.
Roma è il luogo fatidico, raggiante di luce, espressione sensibile del Centro, dell’Origine, da cui derivano tutte le cose. E’ il luogo dove le tendenze contrarie si armonizzano, neutralizzandosi in un perfetto equilibrio. Compito di Roma è quello di ristabilire l’Ordine in un mondo in preda al Caos.

La Tradizione Romana poneva al centro della vita di ogni uomo il Sacro e oggi essa rappresenta più che mai quella traccia, quell’Orma da seguire per chi intende liberarsi da quel “torpore morale” che caratterizza la vita dell’uomo contemporaneo. Con ciò per riaffermare in sé la “dignità di uomo” che si è persa. Quel che di essenziale va ripreso dallo stile del Romano è il senso dell’Onore e della Fedeltà, che differenzia la linea di condotta, lo stile, dell’uomo del nostro schieramento, da quella dell’uomo della decadenza. Bisogna far proprio il “carattere” del Romano, colui che aveva come via quella dell’azione, lucido nelle scelte da prendere, formato interiormente. Essere responsabile di ogni azione che si compie indipendentemente dal suo esito, vigilare su sé stesso e sui propri camerati. Acquisendo tali doti, proprie al Vir romano, assolveremo al nostro compito di lasciare un’orma a chi verrà dopo di noi.

Un’orma tramandata con Amore.