Riflessioni| Identità

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Riflessioni (dentro e fuori le mura)

Tratto da Heliodromos, Primavera 2000

La distinzione tra sovversivo e uomo della Tradizione, o più in piccolo e in un ambito tutto sommato relativo qual è quello politico, fra comunista e fascista, è antropologica prima che ideologica. Il fascista e il comunista sono due archetipi, che da sempre si contrappongono e si combattono, quasi istintivamente, riconoscendosi incompatibili. Prima che l’ideologia venisse, era già la natura umana che, di volta in volta, era andata ad animare e a dare l’uno o l’altro carattere alle diverse realtà storiche succedutesi nel cammino dell’umanità. Ed è cosi che ci si sente istintivamente attratti per l’una o l’altra realtà, per l’una o l’altra realizzazione politica e sociale, per l’una o l’altra civiltà.

E ciò è tanto più vero, quanto più marcato sia il carattere e la presenza di un proprio essere e di una propria autonoma personalità. Che oggi, poi, nella condizione caotica dominante ci sia un prevalere di esseri spezzati ( “né carne né pesce”) in grado solo di fare confusione e in continua oscillazione fra pulsioni sovversive e nostalgie pseudo-tradizionali, ciò non fa altro che confermare quanto detto sopra; oltre a costituire un chiaro indice del processo di decadimento subito dall’essere umano in quest’ultima fase del ciclo.