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Ali, l’amore di Mishima sotto le bombe

aereo-guerra-giapponedi Cristina di Giorgi

(www.ilgiornale.it) – Poche pagine, scritte e pubblicate nel 1951, in cui Yukio Mishima “racconta favolisticamente – disse lui stesso – l’esperienza dolorosa di un giovane che sopravvisse suo malgrado, durante e dopo la guerra, alla morte dell’amata”.

Yoko e Sugio sono due giovani cugini, che vivono una storia d’amore fatta di silenzi e di sguardi. Dopo essersi persi di vista per alcuni anni, una mattina, mentre vanno a scuola, si incontrano su un treno affollato. La calca li spinge e si ritrovano uno accanto all’altra, schiena contro schiena. Non si sono ancora riconosciuti, ma da quel contatto fortuito percepiscono un calore particolare, un raggio di luce proveniente da lontano. E si convincono che siano ali. “Avvertirono l’energia come di ali piegate e nascoste, che trattenevano il fiato. Infine si voltarono e si guardarono”. Riconoscendosi, si salutano affettuosamente. E nelle ore successive, maturano un sentimento fatto di sogni. E di ali. Non parlano mai della reciproca convinzione che l’altro abbia le ali e fantasticano, nei loro pensieri, sulla dolcezza meravigliosa e triste insieme di poter volare via insieme, spinti dall’amore, nel cielo limpido dell’ultimo periodo della guerra. “Purtroppo entrambi, credendo che solo l’altro avesse le ali, provarono un immenso sconforto, perché erano sicuri che un giorno l’altro sarebbe volato via da solo”. E così purtroppo accade, ma non nel senso temuto dai due ingenui innamorati. E’ la guerra che li separa: Tokyo, dove Yoko si reca per lavorare in un ufficio dell’esercito, nel marzo del 1945 viene bombardata. “Le amiche la chiamavano tra l’eco delle esplosioni. Stava per raggiungerle quando alle sue spalle, a soli venti metri dall’ingresso del rifugio, scoppiò una bomba. Yoko non aveva più la testa. Inginocchiata in terra, non cadde, come sostenuta da una forza inesplicabile: solo, batté ripetutamente entrambe le braccia bianche su e giù con violenza, come ali”.

Sugio, distrutto dal dolore, spera che la guerra lo uccida. Ma non succede. Ed allora il giovane si avvia verso una vita ordinaria, seria e taciturna. Non seppe mai che la sua amata era convinta che lui avesse le ali. E non fu mai consapevole di averle. Sentiva solo uno strano peso sulla schiena, che non lo abbandonava mai. Anche se “senza ali, la sua vita sarebbe molto più leggera. Le ali non sono adatte per camminare sulla terra”.