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Il pugile De Carolis, un campione

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di Emilio Del Bel Belluz 

Non so quanti italiani sappiano che il nostro Paese ha un campione del mondo che, alcuni mesi fa, in Germania ha conquistato il titolo mondiale dei pesi Supermedi Wba: Giovanni De Carolis. Questo nostro campione è riuscito a strappare il titolo mondiale in una terra difficile come quella tedesca.  Molti nostri pugili, in più occasioni, avevano cercato di farsi strada in quel Paese, ma non ci sono riusciti. Solo Paolo Vidoz, il nostro campione dei pesi massimi, era riuscito a conquistare la corona europea proprio in Germania nel 2005. Un incontro preparato in una settimana, ma il nostro Paolone riuscì nel miracolo e fu festa.

In Germania De Carolis ha difeso il suo titolo mondiale dopo la conquista avvenuta nel mese di gennaio. Questa volta l’incontro si è svolto nello stadio dedicato al grande amico di Carnera: il tedesco Max  Schameling. De Carolis  ha combattuto contro Zuegge e ha ottenuto un pareggio che gli ha dato modo di riportare il titolo in Italia. Dalle cronache dei giornali si è letto che questo pareggio non lo soddisfaceva perché meritava la vittoria. Combattere fuori casa e specialmente in Germania non è mai cosa facile. Ogni pugile quando sale sul ring avrebbe bisogno di poter avere i suoi tifosi. L’impresa di De Carolis è ancora più grande.

de-carolis-campioneHo visto su un quotidiano una bella foto che gli è stata fatta appena finito il match, dopo la proclamazione. Ritraeva l’abbraccio ed il bacio  di Giovanni De Carolis alla moglie che lo aveva seguito in Germania. Devo dire che quella foto ha rappresentato la vera felicità che nasce dall’amore. Dalla foto a colori si vede il nostro pugile che tiene strette a sè le due cinture mondiali. Una cosa molto bella sono stati gli omaggi dello sconfitto. La felicità della vittoria si ottiene con il duro sacrificio e con tanta solitudine. . Credo che il pugile romano ora si godrà la sua meritata vacanza in Grecia con la sua bella famiglia. Nel mese di luglio, il mese che Sequals festeggia il suo Campione Primo Carnera,  un grande onore gli è stato attribuito da questo pugile romano. Ora si parla che i due pugili si incontreranno nuovamente  per una rivincita nel mese di novembre, sempre in Germania, come da contratto che è stato sottoscritto dalla organizzazione tedesca. Leggo sempre con piacere gli articoli su De Carolis, ogni qual volta, i giornali li pubblicano. Credo che questo nostro campione avesse meritato uno spazio ancora più grande. Un campione che come Carnera ha conquistato il mondiale in un Paese estero.

Spesso ho pensato a questo giocane che a 31 anni ha raccolto queste belle soddisfazioni.   Nel maggio scorso il pugile aveva rilasciato una bella intervista  su “Sport week”, nella quale gli erano state dedicate alcune  pagine con delle belle fotografie. Trascrivo le parole poste prima dell’intervista sotto il titolo: “ Il romano è l’unico italiano campione mondiale in carica e a luglio difenderà la cintura Wba dei supermedi. Non viene dai bassifondi ma dalla facoltà di architettura : “ Avete visto troppa boxe al cinema: io con lo studio di me stesso e la tecnologia negli allenamenti ho imparato a battere quelli più forti di me”. Le sue sono parole di una persona determinata che  sa di dover affrontare grandi sacrifici per raggiungere un obbiettivo. 

Si allena con il massimo zelo, come chi ha una volontà di ferro e ha sopportato sulla sua pelle che nulla viene regalato nella vita. Tutto si conquista con il sudore della fronte e con dei duri allenamenti. Allo stesso tempo, nessuno potrà mai togliergli quella laurea che ha ottenuto alla facoltà di Architettura. Non è facile trovare dei pugili che oltre alla boxe siano riusciti a trionfare anche nello studio. Questo di sicuro gli fa molto onore e mi fa gioire questo padre di famiglia così realizzato. Leggendo questa intervista ho amato con il cuore le parole che ha espresso nei confronti di un pugile di cui si sono occupati i giornali, non per le sue imprese pugilistiche, ma per un fatto di cronaca.  I giornali sono più  propensi a riportare notizia di cronaca giudiziaria piuttosto che avvenimenti di gloria sportiva. Sicuramente ci può essere qualche pugile che sbaglia. Mi riferisco al pugile Mirko Ricci. L’autrice della bella intervista gli pone una domanda su quello che ha coinvolto Ricci. Prima della risposta alcune parole di questo campione meritano molta attenzione. “C’è la tendenza a romanzare le nostre vite, a parlare della boxe come rivalsa sociale. Anche quando ho vinto il titolo, più che del successo si è scritto del ragazzo che dalla palestra popolare è arrivato in cima al mondo. Ma basta ! Forse era così in passato, fino agli anni ottanta, quando il riscatto era anche economico, i soldi giravano e molta più gente sceglieva il pugilato. Oggi per farlo ad alti livelli devi essere una persona, permettetemi il termine con i  controc….. nel senso che agli allenamenti, per campare, devi necessariamente accostare un’altra professione. Serve testa sulle spalle”

Poi l’intervistatrice pone  questa domanda: “Poi però apri il giornale e leggi di Mirko Ricci pugile titolato e romano come lei, arrestato in passato per rapina e lesioni gravi e ora per il sequestro di un bambino  a scopo di estorsione”. De Carolis risponde: “Lo conosco bene, ci siamo allenati a lungo insieme, in palestra è sempre stato un amico, uno a posto come gli altri, non lo riconosco in ciò che leggo oggi. Quando ho saputo di questa storia, su cui spero si faccia chiarezza, ci sono rimasto male e mi ha dato fastidio veder sottolineato che fosse un pugile: con gli altri mestieri non mi pare accada. I media si occupano di pugilato solo in questi casi e mi dispiace. Tanto per essere chiari, si è scritto molto più del caso Ricci più che del mondiale che ho vinto a gennaio”.