Articoli, Cuib Femminile Raido, In evidenza

Monarchia assoluta (di massa)

massa-popolo-gente-democrazia
Commento a cura del Cuib Femminile Raido
Celebrare se stessi! In qualunque modo e in qualunque forma. Un imperativo per chi vive al mondo di oggi. Se non appari, non conti. Punto. 
Nella società in cui viviamo, la vanità gioca un ruolo chiave nel sovvertimento dell’ordine delle cose. L’autocelebrazione di se stessi e delle proprie convinzioni va a braccetto con la voglia di apparire sempre perfetti e belli, lasciando chiaramente da parte la volontà di migliorarsi attraverso il confronto critico con un prossimo dal quale imparare. Siamo diventati ottimi avvocati di noi stessi e giudici ancora più severi nei confronti degli altri, dei quali ci sentiamo migliori a prescindere. Individui atomizzati con la presunzione di onnipotenza, convinti di essere il centro del mondo, misantropi insicuri e nevrotici con uno smartphone in mano.
Eppure basterebbe alzare lo sguardo dallo schermo per scoprire che proprio sopra le nostre teste c’è la prova della infinitesimale piccolezza dell’uomo: l’Universo.

Cuib femminile raido(www.marcelloveneziani.com) – Qual è oggi la cultura dominante nel mondo globale, il rifugio delle masse al tempo della crisi, la religione superstite dopo la perdita delle fedi ultraterrene, degli ideali politici e dei valori comunitari? È il narcisismo. L’egoismo è la sua espressione primordiale, l’egocentrismo è la sua versione artistico-puerile, l’individualismo è la sua evoluzione moderna. Il narcisismo è la celebrazione estetica e spettacolare di sé, è l’apoteosi dell’io che si specchia, si ama e vuol lasciare traccia di sé. Io sono Narciso e non avrò altro dio all’infuori di me.

Cresce nell’età globale la generazione Narciso col salva-immagine. Tre manie narcisiste dilagano nel mondo dei social media: una attiene agli smartphone, l’altra investe internet e la terza si esprime direttamente sui corpi. La prima è nota come selfie e riguarda la mania di autofotografarsi, a cominciare dai più giovani, per poi mandare in circuito, su facebook o in altri social network, la propria immagine. La seconda, invece, è nota come egosurfing ed è la ricerca di una traccia di sé nel vasto mare del web tramite i motori di ricerca e google alert: vediamo se qualcuno parla di me. La terza forma di narcisismo segue percorsi più primitivi perchè si serve del proprio corpo: sono i piercing e i tatoo. I tatuaggi sono diventati un mezzo per celebrare il proprio corpo e trasformarlo in figura, simbolo e testo. Un modo per rendere monumentale e loquace il proprio corpo, lanciare un messaggio al mondo, entrare nel mito. I murales ne sono la versione urbana, sono tatuaggi alla città, ai muri, ai treni.

L’espansione dei new media a livello di massa non ha dilatato la dimensione sociale dell’esistenza ma quella individuale: non si sono moltiplicati i rapporti umani, le amicizie vere e i colloqui ma si è allargata a dismisura la sfera dell’io, il desiderio di ergersi a giudice del mondo, di dare risonanza alla propria vita e di perpetuare ed estendere la propria immagine, fino a configurare un esibizionismo quasi autistico e di massa. Si è acuita la solitudine anche se connessa col mondo in una specie di adozione a distanza. I media sono usati come specchio prima che come finestra. Il narcisismo favorisce la disintegrazione dei contesti comunitari, dalla famiglia al partito alla comunità, la scomparsa del legame politico e del legame sociale; la perdita della realtà e dell’alterità. Navigando nel web non vogliamo conoscere ma farci conoscere, cerchiamo conferme di noi stessi. Il narcisismo è una monarchia assoluta di massa.