Scompare la censura cinematografica

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Con la nuova legge che riforma la normativa relativa al cinema e all’audiovisivo, viene definitivamente abolita la censura di Stato, introdotta nel 1962. Lungi da noi voler fare della piccola morale un po’ borghese e un po’ perbenista, lungi da noi fare la parte degli ipocriti. Molte volte in nome della censura sono state fatte scelte discutibili o ridicole. Ma, lo sappiamo: in quest’epoca buia, persino strumenti logori, stantii, borghesizzati, possono rappresentare un argine estremo al disfacimento. E’ sotto gli occhi di tutti cos’è diventato il cinema, e più in generale l’arte (o presunta tale) nell’epoca moderna, e sappiamo bene a quali cliché risponde, e qual è l’obiettivo destabilizzante, sovversivo e distruttore che si cela dietro la cosiddetta libertà degli artisti(quali?).
Pensare che nel 1976 la Corte di Cassazione ordinò la distruzione di tutte le copie e di tutti i negativi de “L’ultimo tango a Parigi” di Bertolucci fa sorridere, pensando a cosa c’è in giro oggi, ed a qual è il tenore odierno delle sentenze della Cassazione. In quarant’anni, il fronte della sovversione ha fatto passi da gigante anche su questo delicatissimo ambito. “Il cinema è l’arma più forte”, diceva il Duce. Appunto.    

(www.agi.it) – 03/11/2016 – Con il via libera definitivo da parte della Camera, diventa legge il ddl che riforma la normativa relativa al cinema e all’audiovisivo. La legge dispone l’aumento delle risorse destinate al settore, con l’istituzione di un fondo specifico che non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro di dotazione. Inoltre, è previsto il potenziamento del credito di imposta, sono introdotti incentivi per chi investe e un piano straordinario per la realizzazione di nuove sale cinematografiche. Infine, la riforma prevede anche l’abolizione della censura di Stato, introdotta nel 1962.

  • FONDO DI INVESTIMENTO: nasce il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo. Le risorse del Fondo saranno destinate a interventi per il settore attraverso incentivi fiscali e contributi automatici. La dotazione non può essere inferiore a 400 milioni di euro annui. A partire dal 2017 il complessivo livello di finanziamento del Fondo è commisurato annualmente all’11% delle entrate Ires e Iva del settore.
  • CONTRIBUTI PER GIOVANI E START UP: Largo alle opere prime e alle iniziative dei giovani. La legge, infatti, prevede una quota di contributi garantita, a partire dal 15% e fino al 18% del fondo, pari a circa 70 milioni di euro, a sostegno dei progetti realizzati da giovani, alle start up, alle opere prime, ai film d’essai, nonchè contributi per la Biennale di Venezia, l’Istituto Luce Cinecittà e il Centro Sperimentale Cinematografia.
  • STOP CONTRIBUTI SOLO PER INCASSI AL BOTTEGHINO: i contributi non saranno più erogati solo sulla base degli incassi. Si tiene conto anche della qualità dell’opera, della partecipazione a festival internazionali, dei premi conseguiti, e non soltanto del successo ottenuto al botteghino come accade ora.
  • TAX-CREDIT: la legge aumenta il credito di imposta fino al 30% per le imprese di produzione, distribuzione, esercizio cinematografico, industrie tecniche e di post produzione, promozione di opere italiane ed europee nelle sale, attrazione in Italia di investimenti, infine imprese non appartenenti al settore che investono per la produzione e distribuzione di opere cinematografiche e audiovisive. Il credito sale fino al 40% per i produttori indipendenti che si distribuiscono il film in proprio.
  • PIANO STRAORDINARIO PER NUOVE SALE: 120 milioni di euro di contributi a fondo perduto, per cinque anni, per favorire la diffusione delle sale sul territorio nazionale, con particolari agevolazioni per i centri storici e per i piccoli comuni. I contributi sono destinati a soggetti pubblici e privati per la ristrutturazione di sale dismesse, per l’apertura di nuove sale o per l’adeguamento strutturale e tecnologico di sale già esistenti.
  • ABOLITA LA CENSURA DI STATO: la legge prevede l’abolizione della ‘censura di Stato’, introdotta in Italia con la legge del 21 aprile 1962. Adesso, attraverso una delega al governo – che avrà tempo un anno – spetterà all’esecutivo riformare le norme in materia di tutela dei minori nel settore cinematografico e audiovisivo.
  • PIANO STRAORDINARIO DIGITALIZZAZIONE: 10 milioni di euro per tre anni a fondo perduto o per finanziamenti agevolati sono previsti per interventi di digitalizzazione delle opere audiovisive e cinematografiche da parte di imprese italiane.
  • CONSIGLIO SUPERIORE CINEMA E AUDIOVISIVO: viene istituito il Consiglio superiore, che sarà composto da 11 membri di alta competenza ed esperienza e da rappresentanti delle associazioni.