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Campo invernale 2017 – recensione

campo invernale fuoco

L’Inverno è un momento dell’anno assai importante, ricco di riferimenti e spunti simbolici. Per noi è anche il momento del nostro consueto Campo Invernale, che ci vede tutti a raccolta per trascorrere due giorni in montagna vissuti comunitariamente.

Ritrovo e partenza sabato verso ora di pranzo e dopo molta strada in auto, raggiungiamo la meta abruzzese dove parcheggiamo nel tardo pomeriggio. Subito, ci affrettiamo con i preparativi, perché l’imbrunire incombe: l’oscurità renderebbe difficoltose le operazioni di montaggio delle tende e di raccolta della legna. La maggior parte di noi, per affrontare la neve, infila le ciaspole, ma c’è chi preferisce gli sci… e chi addirittura inediti sci che, una volta rimontati, diventano snowboard!

Già il buio cala mentre, raggiunto il luogo designato a campo-base, piantiamo le tende e accendiamo il fuoco, ognuno operativo per dare il proprio contributo attivo al bene comunitario. Si abbassano rapidamente anche le temperature e ci riuniamo in cerchio per la lettura di fronte al fuoco che arde.

gruppo-campo-invernale-montagnaLe riflessioni fatte attorno al fuoco hanno sempre un “sapore” diverso. In questa occasione è stata rimarcata l’importanza di questi momenti comunitari trascorsi in montagna, che sono come boccate di aria pura, immersi come si è solitamente nella vita borghese con tutti i suoi condizionamenti e vizi, fortemente contaminata da dannose energie psichiche negative. 

Frequentare certe persone e certi luoghi piuttosto che altri è sempre risultato di una scelta che compiamo, che deve essere sempre volta a vincere i nostri egoismi, scegliendo il vero e il giusto anziché l’utile. Questa è la strada da intraprendere per migliorarci, donandoci anziché pretendendo, in qualsiasi ambito della nostra vita.

Dopo queste considerazioni, che lasciano sempre spazio ad un esame di coscienza interno, ricordiamo il nostro Gaetano, venuto a mancare 5 anni fa, con un brindisi e gli occhi rivolti alle stelle. Quindi, tra un bicchiere di vino e un po’ di carne cotta sul fuoco, trovano poi spazio racconti e risate che ci accompagnano fino al momento del coprifuoco: domani ci attende la vetta e bisognerà farsi trovare preparati.

L’indomani la sveglia è alle 5 e dopo la preghiera comunitaria ci incamminiamo per raggiungere la cresta e assistere all’alba. Mano a mano che il cielo si schiarisce ben poche speranze nutriamo di riuscire a goderci lo spettacolo, perché tutto sembra completamente coperto!… ma una volta arrivati in cima, ecco che uno squarcio nelle nuvole proprio all’orizzonte ci permette di osservare la nascita del nuovo giorno. Si parlerebbe banalizzando di fortuna, ma crediamo che il dono che ci viene offerto dall’alto non sia un caso, ed anche il cuore si infiamma con i primi raggi che ci toccano. Il freddo panorama invernale, bianco e grigio, silenzioso e solenne, ci si presenta quindi in tutto il suo splendore.

campo invernale 2017Si torna al campo base che viene smontato e si fa colazione: chi offre al camerata che gli sta a fianco un pezzo di cioccolata, chi spartisce un frutto… tutto diventa essenziale e comunitario in un contesto di austerità cosciente e gioioso sacrificio com’è la montagna.

Si torna indietro, quando i sentieri cominciano ad essere nuovamente frequentati dagli escursionisti domenicali, che ci guardano un po’ straniti nel comprendere che qualcuno ha potuto recarsi in montagna trascorrendovi la notte e che a quell’ora del mattino è perciò già sulla via del ritorno!

Saliamo quindi in auto e riscendiamo per goderci un ultimo momento comunitario: il pranzo che ci aspetta prima di rientrare, riflettendo sull’esperienza trascorsa che, se vissuta pienamente e con lo spirito giusto, è sempre opportunità di crescita. Siamo ora stanchi fisicamente, ma rigenerati e rinvigoriti nello spirito, e carichi delle giuste energie per poter tornare ad affrontare la battaglia quotidiana contro il mondo moderno che non si fermerà mai… Niemals!