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G. De Giorgio | La donna non è una cosa


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di Guido De Giorgio

La donna non è una “cosa”, ma è un animale e, quel che è peggio: ora sta divenendo un burattino, perché all’uomo è piaciuto così. L’avversione per la donna, con quella benedetta mania di “volere”, è una ossessione moderna che prova la menoma­zione dell’uomo europeo in quanto asceta e in quanto guerriero. Le due sole attitudini che l’uomo dovrebbe assumere di fronte alla donna sono queste: attitudini pure, non intristite da ruggine o acide.

L’Orientale vede le cose differentemente: sa che la donna è, di fronte all’uomo volgare, un essere la cui superiorità è palese in una zona in cui l’uomo è poverissimo: libertà – seppure senza luce e senza coscienza, come nei bimbi—, assenza di pregiudizi, nettezza miracolosa e sorriso in quel che l’uomo chiama “male”; non affer­mazione, ma scrollata di spalle là dove l’uomo borghesemente edifica; essere capace di tutto, pervia a tutto, ricettacolo di tutto, senza fondo, simbolo della matrice cosmica, insaturabile. L’ Orientale, che è uomo in un senso assoluto che l’Occidentale ignora, deve ciò all’essere anche donna – cosa che I ‘Occidente non saprà mai essere.

donnapoliaEcco perché l’Orientale è squisito con la donna: la carezza, la uccide e la chiude. Le dà, insomma, la sua vera libertà, la sua forza. Presa com’è, e non come l’uomo l’ha costruita, la donna ha un valore – ed ecco perché la divinità le ha dato quella cosa miracolosa che è la danza: il ritmo dell’anca, il canto che corona il ritmo, il sorriso di evasione che si ritrova soltanto nell’Asceta che nuota e si svuota: quel sorriso che nell’amplesso l’uomo non ha e che solo la donna ha, e che plasticamente si trova soltanto in alcune teste khmere. E non ho mai visto l’indicibile affiorato in fissazione plastica, come in quelle pietre khmere, e in quella scultura di Ellora, figurazione assoluta dell’assoluto congiungimento e dell’assoluta integrazione –beatitudine, ainanda.

Questo è il sorriso che ha la donna, che ha il bimbo nel sonno e che ha l’Asceta; l’uomo non lo ha che allora, quando la perme­azione è assoluta, quando il mare trabocca – e alveo e acque. Gli orientali vedono le cose così, non possono vedere le cose che così.

Sotto la Cavalleria medievale c’era, certamente matematica­mente, nell’uomo una libertà che ora non ha più e nella donna una sottomissione e una dolcezza che ora può riacquistare solo che l’uomo ridiventi uomo, cioè più donna. Che l’Uomo sia donna, e si vedrà che cosa diventa la donna: un essere fecondissimo, dolcissi­mo, sottilissimo. Ora l’Europeo è un Maschio e la donna una Femmina con la maschera del Maschio. Ma l’uomo veramente uomo (Oriente) più femmina della femmina, sottile, serpentino, ritorna donna a quel che è.

Cuib femminile raidoPraticamente; che la donna non circoli più, che sia chiusa, che sia rispettata; che ciò che gli Occidentali chiamano “corruzione” invece di essere esterna, apparente, sia confinata – quindi libera, non-convenzionale. Dentro le donne fuori gli uomini: e vedreste l’azione della donna – azione dionisiaca, sregolatrice, menàdica – riprendere la sua forza antica.

Il sistema islamico era, nei riguardi della donna, completo, integrale. In Europa, la cosa è mostruosa: l’uomo spinge la donna nella via, le toglie il velo, la prostituisce al sole, la pone là ove non può essere, dove è innaturale che sia: nelle scuole, nei vagoni, nei caffè, nel letamaio. I popoli anglo-sassoni hanno voluto ciò: e da noi, con quell’ottusità che ci spinge verso la spazzatura, si sta seguendo l’esempio di quei bestioni.

Un’ultima osservazione: la danza è unica (danza-orientale: danza del ventre): l’Europa ha distrutto anche questo ed ha introdotto la coppia. Se si seguisse il filo di questa constatazione si andrebbe molto lontano nella visione del pervertimento occidentale.

Tratto da Heliodromos n. 20/21, anno 2008 – Speciale Guido De Giorgio.