Cosa sarà del Daesh dopo il Daesh?

daesh-vignetta-usaForse non ve lo siete mai chiesti ma, presto o tardi, lo Stato islamico sarà militarmente sconfitto: è evidente che non potrà durare a lungo il califfato e le lente ma inesorabili riconquiste stanno a dimostrarlo. E, al di là degli scenari legati al predominio ed al controllo di quel territorio, si porrà un problema: che fine faranno quelle decine di migliaia di terroristi fanatici accorsi da ogni angolo del mondo? Scordatevi che scompariranno come neve al sole. Ecco, invece, 5 possibili scenari del dopo-Daesh da considerare per tempo.

(www.corriere.it) – 16/03/2017 – Cosa faranno i jihadisti dopo che Daesh sarà sconfitto?

Daesh è in ripiegamento. Se questa tendenza dovesse tramutarsi in un’ampia sconfitta militare cosa farebbero i volontari arrivati da quasi 100 paesi?

Scenari futuri, tutti da verificare. Daesh, incalzato dalla Siria all’Iraq, è in ripiegamento. Se questa tendenza dovesse tramutarsi in un’ampia sconfitta militare cosa farebbero le centinaia di volontari arrivati da quasi 100 paesi? E il resto dell’esercito del Califfo? Su The Atlantic provano a rispondere formulando alcune ipotesi, peraltro già considerate da esperti e intelligence.

Proviamo a sintetizzare alcuni «filoni»:

1)Una parte del movimento si trasforma, per l’ennesima volta: da forza combattente semi-convenzionale torna alla guerriglia e al terrorismo, cercando nuovi santuari nel territorio siro-iracheno. Una forma di lotta che prevede anche la clandestinità.

2) Non è escluso che, superando le vecchie ostilità, cerchi di formare un’alleanza con al Qaeda.

3) Un gruppo raggiungerà altri fronti: Libia, Yemen, Afghanistan.

4) I volontari stranieri proveranno a tornare in patria, ma dovranno superare controlli e retate. I servizi di sicurezza sono in allerta da tempo.

5) Tra i reduci vi sarà chi, deluso e stanco, rinuncerà alla lotta armata e magari accetterà di cooperare con le autorità. Una “porzione” proseguirà le attività scegliendo l’arma del terrore, una situazione già vista negli anni ’90, con la fine della guerra anti-russa in Afghanistan, e nel 2001 in seguito alla cacciata dei talebani da Kabul.

È una minaccia che riguarda tanto l’Europa che il Nord Africa, dove i “ritornati” possono saldarsi con chi non è riuscito a partire. Insomma, problemi per tutti. Anche se non c’è dubbio che la conoscenza del fenomeno Daesh è oggi molto più ampia rispetto alla marcia trionfale del 2014 quando al Baghdadi ha guidato le sue unità nella grande cavalcata verso Mosul.