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Fedeltà a Roma

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a cura della Comunità Militante Raido

Non è nostra intenzione ricordare semplici date o avvenimenti storici, ma focalizzare l’attenzione sull’essenza della Romanitas, che è innanzitutto visione del mondo e stile di vita, realtà che in ogni tempo permettono all’uomo di poter realizzare un’esperienza sacra. Le moderne ricerche archeologiche e filologiche spesso si sono fermate allo studio di rovine, alle elaborazioni di testi o alle ricostruzioni di avvenimenti storici, imbalsamando l’essenza della romanità e privandola di quanto ancora oggi è vivo.

La civiltà romana è un insieme di valori divenuti realtà e organizzazione politica, virtù creatrice dello spirito e complesso dinamico di realtà etiche, sforzo omogeneo ispirato ad un ideale consapevole che si fonda sulla tensione agonistica della volontà. Un’azione creatrice che ha costituito un’armonia e una sintesi tra vita e cultura, una tensione eroica, religiosa ed ideale che ha dominato la realtà, traducendosi nell’elevazione degli uomini e dei popoli.

Nel riaffermare la nostra adesione ai principi che caratterizzano l’universalità di Roma, in occasione della sua fondazione, non ci si può esonerare dal sottolineare innanzi tutto la nostra estraneità verso qualsiasi sentimento nostalgico. Ogni nostro riferimento a Roma, alla civiltà romana, allo stile e all’etica che hanno contraddistinto l’uomo romano, è privo totalmente di nostalgia. La nostalgia, il riferirsi alle vestigia dell’Aeternitas Romae, è un sentimento “incapacitante”, che non porta a nulla anzi, nella migliore delle ipotesi, rappresenta uno sbandamento dell’anima, che conduce all’inerzia e all’archeologia.

In questo 21 aprile, dinanzi al millennio che si chiude ed al nuovo che si affaccia, Raido contro ogni ideologia riafferma la sua fedeltà al mondo della Tradizione e a Roma. Si è coscienti del fatto che oggi Roma è diventata solo una informe megalopoli affogata dai liquami della società moderna, un teatrino di ruderi di una ex capitale di un antico impero (rimessi a nuovo per il trascorso giubileo), questo non ci spaventa affatto. Roma è stata, è e rimarrà il preciso punto focale di un tempo e di uno spazio e di una visione sacra per l’uomo, che nulla può confondere con i volgari sedimenti che sopra di essa sono stati depositati. Fino a quando Roma – omphalos mundi – non ritornerà ad essere il collegamento tra le forze di luce del cielo e quelle della terra, il mondo non vedrà il riscatto dell’uomo, ma solo sciagure e ingiustizie, frutto dell’allontanarsi dal Sacro.

Roma è il simbolo, è il cardine, fisso ed eterno, lontano dal quale vi sono solo le tenebre della civilizzazione, il disorientamento e la barbarie. È solo attraverso questo simbolo, da vivificare quotidianamente nella propria esistenza, che il militante della Tradizione potrà recuperare equilibrio e stabilità. Al tempo stesso, per mezzo dei valori incarnati dall’uomo romano – il Vir – il giovane combattente dello Spirito “buca” i secoli e riafferma con la propria esistenza e quella della sua comunità la volontà di riconvertire alla normalità questa civilizzazione moderna al suo massimo grado di decadenza. Il mondo attuale può e sarà sostituito da una civiltà Tradizionale.

Rimaniamo quindi fedeli all’eredità dei nostri antichi padri e resistiamo interiormente alla marea montante, fedeli con coraggio, sacrificio, a volte con dolore, ma sempre con gioia, all’esempio di Roma eterna e ad i suoi Valori. Questi valori, risiedono nel binomio Vis et Amor, forza ed amore, elementi essenziali, dotati di una potenza irriducibile a qualsiasi mistificazione moderna. È per tutto ciò che riteniamo che una rinascita visibile della eternità di Roma dipenda esclusivamente dalla capacità di far rivivere in noi stessi, il mistero della nascita di Roma, una nascita e una grandezza che si può concordare in ambito storico e geografico, ma che si pone per la sua profondità ben aldilà di essi. Essa può collocarsi per la sua peculiarità sia in via metastorica, che mitica. Il Mito è sempre presente in istante della nostra vita, perché si pone al di sopra della storia e sta a noi farlo rivivere in ogni momento della nostra giornata.

È nostro compito dunque, farlo riemergere dai nostri cuori con prorompenza in ogni nostro atto, per l’affermazione della Tradizione contro la falsità della realtà che ci circonda. È proprio il destino ineluttabile della forza di Roma che fa vivere in sé la battaglia interiore, quella di forze tra loro opposte che vede da una parte quelle della luce vivificante e dall’altra quelle mortifere della tenebra.

Anche per questo 21 aprile non intendiamo abdicare dinanzi ai tentativi di stritolamento della moderna società dei consumi e rimaniamo indifferenti alle lusinghe di un mondo totalmente falso fin dalle sue fondamenta. Sappiamo bene, che dinanzi ai militanti della Tradizione il potere mondialista abbassa la maschera per mostrare il suo vero volto, osceno e criminale, poiché non tollera la resistenza delle comunità tradizionali. Il militante della Tradizione, riconosce in Roma e nello stile romano, la propria aspirazione più profonda e originaria, può capitare di sentirsi a disagio, ma non è mai spaventato, vinto o addirittura “convertito”. Nonostante ogni giorno qualcuno con le sue lusinghe ci faccia credere di essere ricchi ed importanti, così da recitare la nostra parte assegnata da loro signori. Può essere che qualcuno in questa parte ci si identifichi e si creda realizzato nel lavoro, nella società avendo a disposizione soldi, macchine e ogni altra comodità. Per noi questi sono e restano strumenti, niente altro. Questa società non ci rappresenta, è solo una oscura diatriba tra mercanti e plebei.

È per tutto questo, e per molto altro ancora che non può essere esposto in un semplice articolo, che rimaniamo fedeli all’Universalità di Roma. Siamo coscienti che se la degenerazione dell’uomo occidentale è iniziata con il venir meno della centralità dell’idea di Roma, solo il restaurarsi della Tradizione romana consentirà il rifiorire della civiltà.

Perché là dove c’è Roma c’è l’Impero, l’Ordine, la Gerarchia, la Virtù ed il Rito, e lì vogliamo essere anche noi. Noi con i nostri cuori ardenti che portano in sé quell’Orma, donata dall’Amore che ha fatto germogliare quel Ramo dall’albero della Tradizione primordiale chiamato Roma.