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La Nuvola crolla. L’architettura pure

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Il mostro incompiuto della Nuvola di Fuksas prosegue nelle sue sventure. Uno scempio nato male, che impallidisce e collassa di fronte alla Forte Bellezza Romana dell’EUR di Mussolini, duraturo, splendente e granitico.
Ma, d’altra parte, nel mondo moderno anche l’architettura è destinata a finire in rovina…
(www.ilfattoquotidiano.it) – 04/05/2017 – Roma, Nuvola di Fuksas “spostata”. Eur Spa pronta ad “aprire indagine interna” A quanto apprende IlFattoQuotidiano.it da fonti qualificate, l’ente committente dell’opera potrebbe presto aprire un’inchiesta interna legati ai costi effettivi per la risistemazione di viale Europa e, soprattutto, ai danni d’immagine derivanti dalla “figuraccia”.

Una figuraccia internazionale. E ora è caccia ai responsabili, sia all’esterno sia all’interno della pubblica amministrazione. Il Nuovo Centro Congressi di Roma, meglio conosciuto come “Nuvola di Fuksas”, è stato traslato di 2 metri rispetto al punto esatto in cui sarebbe dovuto sorgere, sfondando così il muro ideale e invadendo il marciapiede su viale Europa. Un “inconveniente tecnico” che probabilmente costerà solo qualche centinaio di migliaia di euro ai cittadini romani e il sacrificio del restringimento della strada. Resta il danno d’immagine però, che è gigantesco, anche perché nessuno ha ancora dimenticato gli oltre 9 anni trascorsi dalla posa della prima pietra fino all’inaugurazione – avvenuta il 29 ottobre 2016–413 milioni di euro di costi complessivi (ma secondo Eur Spa sono 353 milioni + Iva) contro i 275 milioni inizialmente preventivati, le 12 varianti intervenute, le inchieste della Corte dei Conti tuttora in essere e i 4 edifici di pregio “svenduti” a meno di 2.000 euro al metro quadro, operazione necessaria affinché fosse possibile ottenere la liquidità necessaria per far ripartire il cantiere.

DI CHI SONO LE RESPONSABILITÀ? – Due metri in un cantiere del genere non sono certamente pochi. Va specificato che l’errore non va per nulla a minare la stabilità dell’edificio, né questo ha subito aumenti di cubatura: semplicemente è come se fosse stato preso e spostato due metri più in là. Come è potuto accadere? Eur Spa – l’Ente partecipato al 90% dal Ministero dell’Economia e al 10% dal Comune di Roma, che è anche il committente – e il Dipartimento capitolino ai Lavori Pubblici hanno aperto già da alcune settimane un tavolo ad hoc, ma pare che tutto sia nato da uno sbaglio nell’individuazione di quello che in architettura si chiama “punto zero”, ovvero il punto dove posizionare l’ipotetico compasso ed iniziare a realizzare l’edificio: parliamo di fatti che risalgono al 2008, poco dopo l’apposizione della prima pietra.

Partendo da questo elemento, bisognerebbe capire se si è trattato di un errore di progettazione, dunque a carico dello Studio Fuksas, o di esecuzione dei lavori, quindi in capo alla società Condotte SpaIlFattoQuotidiano.it ha contattato lo studio romano guidato da Massimiliano Fuksas – a cui l’Autorità Vigilanza Contratti ha contestato nel 2014 l’esosità di una parcella di 19.9 milioni e che successivamente è stato escluso dalla direzione artistica dell’opera – ma attraverso il suo ufficio stampa l’architetto ha spiegato di “non voler al momento rilasciare dichiarazioni”. E’ andata meglio con la società appaltatrice, che fa sapere: “Abbiamo eseguito l’opera in conformità al progetto di contratto e alle varianti che di volta in volta ci venivano richieste, rispettando tutte le indicazioni che esso conteneva e le disposizioni impartite”. Tradotto: ci dicevano quello che dovevamo fare, e noi lo facevamo pedissequamente.

L’INDAGINE INTERNA E I RIMEDI – Ovviamente anche la pubblica amministrazione dovrà farsi carico dell’ennesima sventura di questa opera, voluta dal sindaco Francesco Rutelli e avviata dal suo successore, Walter Veltroni. L’Ente Eur Spa si è potuto accorgere soltanto nelle ultime settimane, ben dopo la data dell’inaugurazione, di quello che era accaduto e solo dopo sono iniziati i contatti con gli uffici capitolini competenti sul da farsi. Proprio ad Eur Spa facevano capo i dirigenti e i direttori dei lavori che avrebbero dovuto controllare quanto avveniva in cantiere. Ed è a loro che la società governativa potrebbe rifarsi per un eventuale danno erariale: a quanto apprende IlFattoQuotidiano.it da fonti qualificate, infatti, non è escluso che possa essere aperta presto un’indagine interna legati ai costi effettivi per la risistemazione di viale Europa – non dovrebbero superare i 200-300mila euro – e, soprattutto, ai danni d’immagine derivanti dalla “figuraccia” mondiale.