Fermare l’immigrazione? Si può. Basta organizzare un G7 permanente in tutta Italia.

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E’ paradossale, ma è proprio così. Fermare l’immigrazione si può o, almeno, la fase finale: quella degli sbarchi. Il problema non è, dunque, che “non si può”, ma che “non si vuole” fermare gli sbarchi. Infatti, è bastato una direttiva firmata dal capo della polizia Franco Gabrielli per far si che tutti i porti siciliani venissero interdetti da ogni eventuale sbarco. Ovviamente, non pensiamo che una direttiva di Polizia possa, da sola, fermare un esodo che ha ben altre, e più grandi, proporzioni. Tuttavia, già da solo questo semplice gesto, è emblematico della differenza (abissale) fra ciò che si vuole e ciò che non si vuole fare, in Italia, per contrastare questo fenomeno.

(www.corriere.it) – 24/05/2017 – Migranti, sbarchi vietati per una settimana durante il G7 di Taormina. Sulle coste dell’Isola niente approdi: la direttiva firmata dal capo della Polizia Gabrielli. Le altre misure: protezioni da attacchi hacker, i posti di blocco, le aree di sicurezza.

L’inizio del G7 a Taormina è fissato per il 26 maggio, ma le misure di sicurezza cominceranno ad essere operative già questa mattina. E da lunedì prossimo tutti i porti siciliani saranno interdetti. Vuol dire che nessuna nave potrà avvicinarsi, vuol dire che le imbarcazioni cariche di migranti che già affollano il Mediterraneo centrale dovranno attraccare altrove.

La direttiva

Lo prevede la direttiva firmata dal capo della polizia Franco Gabrielli diramata già da qualche giorno per pianificare i servizi necessari a proteggere i capi di Stato e di governo che si riuniranno per due giorni. Saranno oltre 8.000 gli uomini impegnati a far funzionare un dispositivo che deve tenere conto della minaccia terroristica, delle proteste dell’area antagonista e dei possibili attacchi di pirateria informatica.

 
Le aree di sicurezza

Sono tre le “aree di sicurezza” disegnate dal dispositivo del prefetto. Si parte della cosiddetta area “di rispetto” «che comprende gli itinerari terrestri, marittimi e aerei di accesso alle località interessate da sottoporre a eventuali interdizioni». Si entra poi in quella “riservata” «contigua ai luoghi del summit e di altri eventi collegati con specifici divieti e varchi di controllo dove far accedere persone interessate e mezzi accreditati». E infine si arriva a quella di “massima sicurezza” «dove si svolge l’evento e ci sono le strutture interessate al soggiorno delle personalità dove attuare le massime misure di vigilanza e controllo con personale specializzato e tutte le tecnologie disponibili, accessibile solo con appositi accrediti». Comprende il San Domenico Palace di Taormina dove si svolgono le riunioni, l’antico Teatro greco, il Palazzo dei congressi.

I divieti in mare

Anche la navigazione sarà limitata con una progressione sempre più stringente via via che si arriva verso la data fissata. Ecco perché, oltre a prevedere una serie di provvedimenti che “isolino” quel tratto di mare di fronte a Taormina e Giardini Naxos, si è deciso di ampliare l’area degli interventi. La direttiva è chiara: «È già stata rappresentata la necessità di realizzare, a partire dal 15 maggio, una riduzione progressiva degli sbarchi a Messina e poi per l’intera Sicilia evitando comunque di impegnare i porti dell’isola nei seguenti periodi: porto di Messina, dalla mezzanotte del 18 maggio 2017 fino alle 24 del 28 maggio successivo; tutti gli altri porti della Sicilia, dalla mezzanotte del 22 maggio 2017, fino alle 24 del 28 maggio successivo».