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Ultimo appuntamento con “KULTUR LAB” – 20 e 21 Maggio 2017 (recensione)

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Sabato 20 e Domenica 21 Maggio, si è svolto l’ultimo appuntamento di “Kultur Lab” per questa stagione. Nel solco dei precedenti appuntamenti, come sempre animata da comunità militanti di diversa appartenenza geografica ed orientamenti specifici, si chiude questa prima edizione.

Cosa sia stato questo “laboratorio” crediamo sia ormai evidente, ed è dunque tempo di concentrarci su alcune conclusioni e risultati ottenuti da questa esperienza. Senza perdere di vista i concetti di sintesi ed unità – senza alcuna velleità pan-cameratistica o “di parrocchia” – possiamo ben dire che il bilancio è positivo, come fieramente condiviso da tutte le Comunità partecipanti.

Comunità che non si conoscevano ed hanno avuto modo di conoscersi; metodologie operative e prassi politiche, reciproche, sono state analizzate e confrontate; idee e suggestioni hanno circolato fra i partecipanti mettendo a fattor comune esperienze e contatti. Ci si è guardati negli occhi e si è compreso appieno che ci sono principi eterni ed immutabili che trascendono i territori in cui si opera e le attività che si conducono: la Tradizione, per dirla in breve.

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Nell’epoca della disgregazione totale di un ambiente sempre più parcellizzato e, a tratti, confuso, senza avere la presunzione di aver creato chissà cosa, crediamo comunque che il valore aggiunto di Kultur Lab sia stato proprio quello di aver creato occasioni di incontro (anche con personalità di altissimo profilo e valore come Mario Polia, Gianluca Marletta e Maurizio Rossi), confronto e spartana vita in comune fra dirigenti e quadri militanti che forse mai avrebbero avuto l’occasione di incontrarsi, pur condividendo la fondamentale visione del mondo.

Lo abbiamo fatto anche in questo ultimo appuntamento. Dapprima con una conferenza a cura della Comunità Militante Raido intitolato “Ripartire dall’Uomo” e dedicato a fornire spunti e strumenti di riflessione per una seria, radicale, ricostruzione di un fronte di resistenza al mondo moderno partendo, appunto, dall’uomo e dal militante. L’intenzione del militante deve tradursi nella volontà granitica di attuare la rivoluzione dentro se stesso, superando le viscide giustificazioni borghesi e le molli lamentele dell’uomo moderno. Per riaffermare il solare e romano Stile, quella torcia portata a braccio in questa buia notte.

Ritmi serrati, proseguiti poi con la tavola rotonda. Circa 10 comunità militanti, si sono confrontate faccia a faccia, partendo anzitutto dall’esperienza di questa prima edizione di Kultur Lab proponendo, criticando, costruendo ponti e dando suggerimenti. Non solo avendo in vista l’edizione 2018 di Kultur Lab – ancora tutta da costruire… – ma, soprattutto mettendo al centro della discussione le attività svolte dalle singole realtà, nell’ottica di cercare opportunità di collaborazione e sinergia. Si è percepito sensibilmente la voglia e la determinazione per dare seguito a questa esperienza di Kultur Lab, con profondi giudizi sulla prima edizione, nonché suggerimenti ed idee (alcune molto interessanti) per il futuro.

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Il giorno dopo, partenza molto presto per una escursione comunitaria nelle montagne del reatino: perché KL non è “teoria”, ma applicazione pratica di insegnamenti che vanno tradotti nell’azione inesorabile e quotidiana. Nonostante le previsioni (teoricamente) favorevoli, freddo, pioggia e nebbia hanno accompagnato gli escursionisti che, in marcia, hanno comunque raggiunto la meta coronando così la due giorni in vetta, quale simbolo di quel lavoro verticale che ogni militante deve realizzare dentro e fuori di sé.

Tirando le somme, una “palestra delle idee” dove abbiamo contribuito a edificare una visione del mondo che speriamo sia utile ad ognuno dei partecipanti quando ritornerà a praticare la propria militanza quotidiana a casa propria.

Questo è stato KL 2017, all’insegna del coordinamento e della collaborazione. Arrivederci alle prossime iniziative e in alto i cuori