Bergoglio, presidente ambientalista, quando fai il Papa?

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Ci piacerebbe un giorno vedere Bergoglio difendere le vite uccise dagli aborti, richiamare i fedeli cristiani alla pratica dei dogmi, difendere la famiglia tradizionale composta da Padre-Madre-figli, ristabilire l’ortodossia del rito della Messa e ripulire la Chiesa da chi la sporca con i propri personalismi e la propria mancanza di fede, solidarizzare con i Musulmani plagiati e denigrati a causa dell’imperialismo che finanzia il terrorismo.
Invece no, Bergoglio si sente solo quando c’è da difendere i fiorellini e i livelli di smog dell’aria (argomenti pur importanti, ma secondari rispetto a quello che dovrebbe veramente preoccupare la Chiesa).
Così fa contenti gli atei materialisti che fanno gli ecologisti e – almeno – trova qualcosa da dire, oltre le solite baggianate pro-gender e pro-immigrazione.

(www.ilmessaggero.it) – 05/06/2017 – Sconcerto, preoccupazione, inquietudine. Sono i sentimenti che si registrano stamattina in Vaticano, a vari livelli, dopo la dichiarazione netta del presidente Donald Trump di accantonare gli accordi sul clima siglati a Parigi. «Tutto si può rinegoziare». «Io penso ai lavoratori di Pittsburgh».

«L’America viene prima». Una dichiarazione di intenti che, di sicuro, non può non preoccupare Papa Francesco considerando i colloqui avuti con il Presidente americano sul tema della necessità di contenere l’inquinamento, i livelli di anidride carbonica nell’aria, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, quando lo aveva ricevuto in Vaticano, la scorsa settimana. Gli aveva anche regalato il testo della Laudato Si, consigliandogli la lettura della prima enciclica dedicata all’emergenza ambientale, una sorta di Sos planetario declinato dal punto di vista della morale cattolica. La sensibilizzazione del peccato ambientale per non compromettere il futuro delle giovani generazioni.

In fondo l’uomo è solo il custode della Natura. L’intervento del Presidente Trump fatto ieri nel cortile della Casa Bianca ha avuto l’effetto di una doccia scozzese. I primi a reagire, portavoce di un dissenso ampio e trasversale nel mondo cattolico, sono i vescovi americani. Il loro comunicato è di una inusitata durezza ed è stato concordato con la Santa Sede. «La conferenza dei vescovi americani, assieme a Papa Francesco e l’intero mondo cattolico hanno costantemente sostenuto gli accordi di Parigi come un importante meccanismo internazionale per promuovere la causa ambientale e mitigare i cambiamenti climatici. La decisione del Presidente Trump di non onorare gli impegni americani di Parigi è profondamente preoccupante. Le Scritture affermano i valori di prendersi cura della creazione e tutelarle in modo solidale (…)». Cosa accadrà ora è difficile da prevedere ma di sicuro il mondo cattolico (Papa compreso) non pare intenzionato a restare alla finestra.