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Caro Corriere, si chiamano “zingari”!

zingari
Siamo al paradosso: il Corriere riporta una notizia su una donna nomade che faceva la ‘maestra’ per aspiranti ladri e nel titolo, nel sottotitolo e nell’articolo si cita solo di passaggio e sotto traccia il fatto che sia una rom, una zingara.
E se invece fosse stata fascista? E se fosse stata italiana? Se fosse stata anti-immigrazione? Sicuramente queste belle caratteristiche sarebbero finite nel titolo… e anche in prima pagina! Corriere, ci fai sempre più schifo.

(www.corriere.it) – 05.07.2017 – di Federico Berni

Nel suo campo era un’autorità, una vera e propria «maestra» dei borseggi, che eseguiva personalmente o che faceva eseguire dai suoi giovanissimi «allievi» portando con sé bande di 7-8 ragazzini nei luoghi turistici e nelle stazioni ferroviarie e del metrò di Milano e Roma. Dopo un continuo «dentro e fuori» dal carcere durato anni, ora per Mensura Hrustic, 31 anni, bosniaca di etnia rom, il conto da saldare con la giustizia è ben più pesante. Grazie alle indagini dei carabinieri della Squadra catturandi, comandati dal capitano Marco Prosperi, in collaborazione con l’ufficio esecuzioni del pm Adriana Blasco, alla donna è stato notificato un ordine di carcerazione per un cumulo pene pari a 11 anni e 9 mesi.

L’equivalente di ben 12 anni di furti, scippi e rapine, ai danni soprattutto di comitive di turisti orientali e sudamericani, ma anche di anziani e persone con disabilità. La donna agiva tra Milano e Roma, dove faceva base nei campi nomadi di Baranzate e di Tor de’ Cenci. Spesso portava in strada bande di minorenni – non imputabili perché sotto i 14 anni – che instradava nella «professione».

A suo carico risultano 36 diverse generalità che la donna ha fornito alla polizia, in pratica cambiando nome ogni volta che rientrava in Italia dopo i periodi trascorsi in Francia o in Bosnia. I bersagli preferiti erano i turisti orientali, perché di solito viaggiano con costose apparecchiature fotografiche, e quelli sudamericani, spesso provvisti di grandi quantità di contanti. A Milano, i suoi territori di «caccia» preferiti erano la stazione Centrale, quella di Lambrate e le stazioni della metropolitana più affollate come San Babila o Duomo.