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Martiri d’Irlanda

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Documenti per il Fronte della Tradizione – Fascicolo n. 36

Autore: M. Rossi

Pagine: 52

Anno: 2008

Prezzo: €4.00

Introdurre l’argomento non è facile. Richiede serietà, come serio deve essere l’approccio di chi, attraverso la lettura delle pagine seguenti o in qualsiasi altro modo, decide di interessarsi a questa grande ed epica storia d’Irlanda. Grande perché ha chiamato a raccolta energie profonde di un intero popolo così come di singoli uomini; epica perché, fino ai giorni nostri, in essa rimane radicato il riferimento alle origini.

Quindi storia di Irlanda, ma ancor prima degli uomini e delle donne d’Irlanda, e di come questa gente ha voluto esser nazione. E l’autore ce lo racconterà con una passione coinvolgente, stirando la sua breve narrazione su un arco di secoli e sapendo comunque inchiodare la nostra attenzione sui particolari più significativi. Trasuda, dalle vicende narrate, la fredda realtà della vita di un popolo in armi, la cui prolungata sofferenza non ha saputo soffocare la poesia che silenziosa assiste alla sua tragedia. Perché vi è poesia in ogni storia d’amore, ed è sempre l’amore più puro che sottende ogni azione sacrificale ed è ragione di coerenza estrema. Anche qui, in questa storia, dove amore e coerenza si sono nutrite di morte e violenza.

Entreremo in un viaggio avventuroso, partendo da tempi lontani per arrivare fino a noi, forse fino a dentro di noi. L’autore ci trascinerà in una danza a ritmi serrati, ci farà correre tra audaci guerrieri, flemmatici druidi, paracadutisti inglesi e bombe dell’IRA…i secoli sembreranno passare veloci con immagini sempre più vivide mano a mano che si avvicineranno ai nostri giorni: ma la storia, vi renderete conto, rimarrà sempre la stessa: quella sulla via tracciata dalla volontà più forte. Una corsa attraverso epoche, in cui assisteremo a scontri di culture, dove politica e religione si inseguono a causare venti di guerra; sentiremo soffrire e -se avremo la capacità di immergerci nella corrente di questo fiume in piena- verremo tirati giù, in fondo a gironi infernali, in quei luoghi dove l’anima torna ad urlare, dove riscopre ciò che vuole.

Ma condotti per mano dalla penna abile dello scrittore, noi continueremo ad andar veloci, così che la nebbia delle pianure irlandesi sembrerà confondersi con il fumo delle barricate di Belfast…poi…poi all’improvviso ci fermeremo ansimanti di fronte agli occhi fieri degli hungerstrikers, ci sentiremo impietriti dal loro sguardo, come in una realtà sospesa, un baratro lasciato da coscienze assenti. Rimarremo in un buio denso, in cui ci troveremo appesi, ascoltando ormai solo i sussulti dei loro corpi allo stremo. Ci sembrerà di percepire la lacerazione dei corpi da cui uno spirito troppo grande vuole uscire per non esserne più prigioniero. Questa è la storia dell’Irlanda che ha voluto essere libera, una storia da cui affiorano uomini capaci.

Uomini che hanno affrontato situazioni estreme e che si sono trovati spesso a fare scelte difficili, scelte che avrebbero impegnato il futuro del proprio popolo, con implicazioni sulla vita di molti altri uomini. Scelte non sempre condivise che spesso hanno portato divisioni nella divisione. Vicende dure quindi, e l’autore ce le descriverà, delineandoci con esse personaggi fieri e a volte controversi. Giudicate, senza presunzione, ma giudicate pure -a questo in fondo siamo chiamati ogni giorno- perchè ogni giudizio, se vuol essere intelligente, prevede un interessamento, un affondare nell’avvenimento, un provare a sentirlo.

Terra d’Irlanda, terra che ha unito in un sogno, diviso nella lotta, terra resa fertile col sangue e ancora prodiga di ammonimenti per coloro che non sanno cosa costi la libertà. Tuffiamoci in questa storia con la voglia di uscirne diversi. Se ci riusciremo, da allora non vedremo solo il verde delle colline irlandesi più acceso e più vero, ma anche la nostra vita.

Lasciamo ora luogo al racconto. A noi lo sforzo di fare, delle molte parole scritte, un’opera vivente e capace; di trasformarle in unico solo incitamento al risveglio di coscienze; a noi lo sforzo, scorrendo con gli occhi sulle righe, di unirci a quegli uomini, al loro stesso sogno…magari riusciremo ad immaginare Bobby Sands che ci passa il corno del mitico antico eroe Cuchulainn affinché pure noi, almeno una volta nella vita, suoniamo un’adunata.

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