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Chiesa a 4 ruote grazie ad Uber

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In America, la vita è sempre più uberizzata. Ecco l’ultima novità: la vita moderna ti togli il tempo per andare in chiesa? Facile, chiama un Uber e, mentre ti accompagna, l’autista ti confesserà, o, semplicemente, consolerà se sei triste.
Che tristezza questo “progresso”, che desertifica l’anima e mortifica l’essere umano…!

(www.repubblica.it) – 25/07/2017 – La vettura del pastore-autista Kenneth Drayton porta i passeggeri a destinazione e offre sempre una parola di conforto, in chiave religiosa o umana.

Una chiesa su quattro ruote. Prenotabile attraverso il circuito Uber. Ecco l’idea del pastore statunitense Kenneth Drayton, ordinato nel 1986, che ha trasformato la sua auto in un confessionale mobile. Una parola di conforto, una preghiera, un consiglio o semplicemente l’ascolto, ecco cosa offre il pastore-driver ai suoi passeggeri di Brooklyn, oltre che portarli a destinazione.

E così scopriamo le storie di una signora che ha perso il figlio da pochi mesi, dell’imprenditore con problemi finanziari, gente comune che magari non va regolarmente in chiesa ma apre il suo cuore al predicatore al volante, attivo da agosto scorso.

“Le richieste sono aumentate dopo le elezioni – racconta Drayton al New York Post -, molta gente era scontenta”. E il pastore-autista ha sempre regalato una parola di conforto a tutti, in chiave religiosa o semplicemente umana. Stando al punteggio raggiunto sulla app di Uber, Drayton sta facendo un ottimo lavoro, le sue performance sono valutate 4,8 su un massimo di 5.

La sua vettura, una Mercury Grand Marquis del 2009, è sempre pulita e a bordo si ascolta solo musica classica, ma è la conversazione che aggiunge valore al servizio di trasporto. Anche se non mancano quelli scontenti: “Alcune persone sono maleducate e non gli importa ciò che faccio o dico. Ma va bene anche questo”, conclude il pastore.