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L’Arte di comandare

alessandro-magno-battaglia-isso-guerra-conquista-impero-condottiero-capoCome essere un buon leader?

di Antonio Medrano

Poche epoche hanno avuto così tanto bisogno di buoni leaders come quella in cui attualmente viviamo, interessata da una grave crisi e scossa da pressanti problemi di ogni tipo.
Ma anche poche sono state così digiune di autentica autorità, così prive di dirigenti come Dio comanda. Non si può certo dire che i buoni leaders, gli autentici dirigenti, abbondino ai nostri giorni, sebbene siano in tanti a mirare ad esserlo o pretendano di essere dei capi geniali.
Oggigiorno chiunque esige di essere a capo di qualcosa, detenere qualche porzione di potere, dirigere quel che sia, comunque sia; soprattutto, è chiaro, per gratificarsi, presumere e sentirsi importanti, in una parola, per soddisfare il proprio io. Perfino l’ultima scimmia si crede un leader nato, autorizzato ad assumere un incarico direttivo, condurre masse, mettersi alla guida di un partito politico, dirigere grandi imprese o organizzare una rivoluzione. Pochi sono, indubbiamente, coloro che si chiedono seriamente se presentano le condizioni per svolgere il duro e difficile compito di leader, e ancor meno coloro che sono disposti la disciplina richiesta per la conquista delle qualità indispensabili a un tale compito. Chiunque si crede legittimato a dirigere, senza altri requisiti se non la propria brama e il proprio desiderio di farlo. Tutti vogliono essere leaders, ma nessuno è disposto a fare lo sforzo che la funzione di dirigente richiede.

Una constatazione si impone con chiara evidenza: le pretese a comandare proliferano proprio in proporzione inversa alle doti per dirigere, alle virtù che qualificano al comando: quantomeno uno è portato per comandare e dirigere, tanto più veementemente proclama il proprio diritto a farlo; quanto più indegno si dimostra un individuo ad occupare un posto dirigenziale, tanto più si ostina nell’ottenerlo. E’ l’ambizione del potere a motivare questa frenesia per comandare; però, di fatto, e questa è un’altra constatazione quotidiana, man mano che aumenta l’ansia di potere in uomo, diminuisce la sua capacità di dirigere.
Ma, intanto, cosa serve per essere un buon leader?  Quando si può dire che ci troviamo di fronte ad una autorità ben esercitata o davanti ad un individuo che corrisponde al modello del leader nato, del perfetto dirigente?

Potremmo riassumere la questione dicendo che il buon leader è quello che si sforza per esserlo. Sebbene sembri banale l’affermazione è più importante di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Vale a dire, quella persona che si impone come meta di conseguire l’ideale dirigente, che si fissa l’obbiettivo di rendere reale nella propria vita un tale ideale e che fa dello stesso il contenuto del proprio progetto esistenziale. Convinto della necessità di avvicinarsi al modello del buon leader, si sforza per adeguare la propria condotta a ciò che questo paradigma contiene e lo eleva a criterio normativo per il  proprio vivere quotidiano; va forgiando il proprio carattere in accordo con questa norma che si è imposto; coltiva con la massima cura le virtù e le qualità proprie del perfetto leader.Come devo comportarmi per arrivare ad essere un leader come Dio comanda? Eccola la domanda che deve porsi qualunque persona con la vocazione di leader. Il semplice fatto di porsi una simile domanda è già un buon indizio: vuol dire che ci troviamo davanti a qualcuno con la stoffa del leader, poiché in questa domanda c’è la volontà di mettersi in cammino per conquistare la vetta del comando. Tutt’altro è l’atteggiamento dell’anti–leader, il quale si chiederà: cosa devo fare per farmi strada, per scalare le posizioni, per conseguire più potere, fama o denaro? O forse, in maniera più sibillina: come mi devo comportare per apparire leader nato, potente, geniale, ed essere acclamato come tale dalla platea?

Innanzitutto, deve essere chiaro che l’arte di comandare è una questione di carattere. L’essenziale nell’arte di dirigere è il carattere, l’attitudine etica, la mentalità, il modo di essere e di agire. Il comandare è fondamentalmente e principalmente un talento afferratore di valori decisivi per la vita umana. La prima cosa che dovrà fare chi ha delle aspirazioni o vocazioni di leader è, pertanto, costruirsi un carattere forte, solido e vigoroso, nel quale possano fiorire le virtù e le qualità del buon leader. O, se si preferisce, al contrario: coltivare quei valori, virtù e qualità che contraddistinguono il perfetto leader, per andare così costruendo un autentico carattere dirigente.
Quali sono queste qualità e virtù del buon dirigente? Quali sono le condizioni che deve presentare uno affinchè di lui si possa dire che è un autentico leader, con tutti i crismi? A mio giudizio, sei fondamentali: la nobiltà, l’obbiettività, la generosità, il senso della responsabilità, l’umiltà e il coraggio. […]

Tratto da Heliodromos n. 16 – Terza serie 2000