Articoli, Tradizione

Altezze

VettaMonteAmaro

(www.heliodromos.it) – 29/07/2017 – C’erano una volta le cime più elevate e più inaccessibili dei monti, dove uomini di cui si è persa la memoria salivano per dedicare riti alla divinità, dove templi vennero costruiti a tale scopo, dove con l’avvento del cristianesimo si sovrapposero chiese e monasteri. Epoche, uomini e tradizioni diverse, legati dal medesimo orientamento verso l’alto. Da un lato ci si avvicinava al divino, dall’altro si diffondeva sulle valli circostanti il benefico influsso di quel contatto realizzato. Giunse infine l’epoca di uomini incapaci di guardare verso l’alto, con lo sguardo sprofondato nel ristretto orizzonte della loro materialità. Le vette furono abbandonate alla loro solitudine e al loro silenzio, gli edifici divennero rovine, le rovine scesero sulle valli.

Oggi quei luoghi son tornati ad essere frequentati, da uomini, da cose e da “sottili influenze”…Antenne d’ogni tipo sono spuntate come funghi, proprio là dove lo sguardo libero abbraccia l’orizzonte più vasto: a cogliere segnali e a diffonderli verso valli bombardate da umane, troppo umane, telecomunicazioni. Addirittura in America, le compagnie telefoniche finanziano la costruzione dei campanili delle chiese che ne sono sprovviste, a patto che in cima esse possano piazzare i loro moderni simboli del chiacchiericcio universale.

Basterebbero solo segni come questi a dare il senso dell’irreversibile decadenza che interessa l’intera umanità, dell’irrimediabile perdita della direzione verso cui l’uomo dovrebbe, per sua natura e suo destino, indirizzare la propria esistenza.