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I “Padroni dei rubinetti”

padroni-mondo-moderno-banche-potere-capitalismo-finanzaTratto dal nuovo sito www.pergiustizia.com, che invitiamo i lettori a visitare e sostenere.

di Carlo Corbucci

I “Padroni dei Rubinetti” è il titolo di una rubrica che, di volta in volta, si occuperà di quei fenomeni che non sono altro che effetti aberranti di programmazioni e violenze di ogni genere che l’uomo attuale subisce spesso senza comprenderne la causa, l’origine, la ragione autentica.

PRIMA PARTE

Perché “Padroni dei Rubinetti” e perché “rubinetti”?

La vita moderna nella sua fase più attuale è stata imbastita in modo tale da aver stretto in una morsa di ricatto e di condizionamento l’intera umanità in una maniera tale che, la stessa sopravvivenza anche di poche ore, di intere comunità e dei singoli, dipende ormai da una serie di “centrali di potere” impersonali, nascoste dove nessuno sa.

La vita attuale è fondata sull’erogazione di servizi e consumo di beni fatti ormai diventare per le varie popolazioni del mondo vitali per la stessa sopravvivenza fisica collettiva e individuale quali: la distribuzione dell’acqua, dell’energia elettrica, delle fonti di comunicazione, delle catene alimentari, delle fonti energetiche, del riscaldamento,  della circolazione monetaria, ecc. ecc.  Orbene, nessuno sa veramente ed in termini pratici, da dove provenga l’acqua che entra nelle case, il gas con il quale cucina, la luce con la quale si illumina e la linea telefonica con la quale comunica.  Si tratta di servizi senza i quali la stessa sopravvivenza dei più non si protrarrebbe più di poche ore se riguardasse vaste aree come intere regioni o addirittura un’intera nazione.  La cosa terribile sulla quale nessuno si sofferma mai a riflettere è che, l’erogazione di quei servizi è “centralizzata” nelle mani di pochissimi la cui collocazione è quasi sempre persino ignota e che, quei servizi, giungono, addirittura intendendolo alla lettera, proprio attraverso una serie di canali che, simili a condutture, trasportano la vitale linfa che rende possibile il servizio.  Al di fuori delle modalità di erogazione convenzionale di tali servizi non c’è ormai più modo di arrivare ad avere neppure un bicchiere d’acqua così come non c’è più neppure lo spazio fisico dove un escluso dal contesto sociale, un povero realmente tale, possa gettare il suo corpo anche soltanto per riposare un attimo.

E’ evidente a tutti, quando si abbia ancora la capacità di voler vedere, come basti un semplice giro di “chiavetta”, il distacco di un filo, la chiusura di un “rubinetto” ubicato non si sa dove, comandato non si sa da chi, per far si che, improvvisamente, un’utenza sia sospesa; un apparecchio divenga muto; una persona sia tagliata fuori dal contatto con la realtà, un intero paese resti isolato, al buio o nella fame.  Il silenzio cala, l’isolamento improvviso pervade la realtà del singolo o di una collettività. La soluzione? Seguire una serie rigorosa di indicazioni grazie alle quali, come per incanto, il servizio si “riaccende” attivato da… lontano, da interlocutori che spesso neppure ci sono, comunque misteriosi ed anonimo, quasi sempre impersonali ed automatizzati. Una morosità, un inspiegabile difetto, un’interferenza, un blocco spesso incomprensibile, una sanzione, un’operazione virtuale da un “computer centrale” sospendono la distribuzione di acqua, di energia, di gas, di comunicazione, di luce, di denaro, di farmaci, ecc. rendendo chi ne è colpito in una condizione di impotenza tale da non avere paragone con nessun’altra epoca del mondo.

Sembrerebbe un’osservazione banale eppure esprime una realtà talmente drammatica da suscitare un’inquietudine e suscitare il presentimento di quale potere disporrebbe un vertice “politico-economico” che arrivasse al punto di accentrare (come del resto sta accadendo) in poche mani il controllo ed il monopolio, anche in termini di competenze tecnologiche e funzionali, di certi servizi e la distribuzione di certi beni.

L’invadenza nella sfera privata e personale, addirittura intima, di questi “centri di potere” è arrivata in alcuni campi a livelli mostruosi. Il controllo del singolo in ogni suo minimo movimento e spostamento in qualunque parte del mondo si muova, attraverso il possesso di un semplice cellulare, di una carta di credito, di un microchip inserito in un qualsiasi documento reso elettronico così come il blocco di ogni sua attività e fonte di sopravvivenza e di movimento ovunque si trovi, attraverso la disattivazione dei suoi conti, degli apparecchi che porta con se ed attraverso altri mezzi addirittura impensabili perché non ancora resi di pubblico dominio.

Nelle varie rubriche che seguiranno il presente articolo che è solo una premessa, ci è stato chiesto di trattare ed evidenziare praticamente e concretamente, sulla base della nostra esperienza legale, i mezzi attraverso i quali si sta preparando una “civiltà-società” dove tutto questo diventerà l’unica realtà possibile e dove, attraverso mezzi palesi e subdoli (non ultimo l’utilizzo di nanotecnologie persino attraverso farmaci) tutto ciò diverrà una realtà globale senza scampo per impossibili alternative.

In questo primo articolo rimarremo nel generale e nel vago ma quando andremo ad esaminare il perché, nell’uso delle varie tecnologie diventate vitali, accade come spesso succede qualcosa che normalmente non riusciamo a spiegarci, scopriremo che, quel “qualcosa” lungi dall’essere casuale ed accidentale, è una precisa programmazione dietro la quale agisce una precisa volontà e non è altro che l’effetto voluto di frodi e di meccanismi di condizionamento che costituiscono “tappe”, “preparativi”, “pianificazioni” e “sondaggi occulti” in vista della preparazione, della predisposizione e dell’ attuazione di quella da tempo promessa  “nuova civiltà”.

Alla luce degli esempi di vita concreta e vissuta forse qualcuno sarà stimolato ad assumere un’attitudine più vigile e più consapevole di fronte a certe fascinazioni della cosiddetta “civiltà del progresso e dei consumi”.  Si avrà allora consapevolezza, forse, di quanto i “padroni dei rubinetti” (così ci si può ben esprimere) agiscano dai loro “centri di potere” non soltanto per erogare o sospendere servizi ma anche per renderli sempre più indispensabili; per creare costantemente forme di evoluzione, di aggiornamento e di adeguamento di quelle catene di diramazione tali che impediscano ogni riequilibrio non fosse altro che per “adattamento”, ogni acquisizione definitiva che possa in qualche modi immunizzare ed ogni possibilità di apprendimento degli stessi meccanismi, che andando troppo in profondità, consentisse di poter mantenere una sfera di autonomia e di autogestione.

Se dal campo dei servizi ci spostassimo a quello dell’informazione e della politica mondiale troveremmo altre modalità di azione dei “padroni dei rubinetti” ed una serie interminabile di frodi delle quali la vita moderna è ormai intessuta: frodi alimentari, frodi culturali, frodi farmaceutiche e “scientifiche”, frodi “militari e politiche”, frodi mediatiche di ogni genere. Non c’è capo, nella realtà attuale dove la frode non regni sovrana e agisca ad ogni livello.

Qualcuno potrebbe chiedere come sia possibile che frodi di portata così invasiva e generale come quelle cui abbiamo fatto cenno, possano non tanto prodursi quanto mantenersi senza che quasi nessuno se ne accorga ma la risposta è fin troppo semplice: chi dovrebbe accorgersene? E perché? Ed in che modo dovrebbe o potrebbe?  E con quali mezzi potrebbe? E quali ragioni dovrebbe avere la stragrande maggioranza della gente per sospettare qualcosa di diverso da quello che ufficialmente viene presentato allorché un’innovazione, un prodotto, un servizio, vengono presentati con quella potenza di suggestione che sempre li accompagna?

Quando parliamo di controlli, di frodi e di mistificazioni riteniamo che pochi siano veramente consapevoli del fatto che ormai le cose sono giunte ad un punto che la fantascienza appartiene già all’archeologia.  Senza alcuna esagerazione può ben dirsi che è ormai una realtà, per quanto sconvolgente, che l’intera umanità si trova sotto il costante controllo oltre che fisico anche mentale ed emozionale, di una  “centrale operativa” capace di entrare sin dentro le camere da letto e le latrine oltre che nell’intimo della stragrande maggioranza degli uomini.

Non c’è più individuo oggi che non sia costantemente sotto l’obiettivo di una videocamera nascosta nei più recenti apparecchi televisivi, radiofonici, nei computer, negli orologi, nei cellulari telefonici, nelle vetture, nei microchip delle carte di credito e delle tessere metropolitane. Le possibilità tecnologiche di controllo di cui dispone la “centrale operativa” ubicata negli Stati Uniti e nei centri  Nasa, con i suoi pochi addetti ai lavori, fanno impallidire la tecnologia dei “servizi” dei Paesi che passano per i più avanzati o dei satelliti, applicata ai navigatori terrestri con i quali è già tuttavia possibile persino alle forze di sicurezza dei paesi meno tecnicizzati disporre di idonei apparecchi capaci di individuare da migliaia di chilometri di distanza ed in tempo reale, se una persona stia uscendo di casa o rientrando, se una macchina sia ancora posteggiata nel luogo dove è stata lasciata, se un’autostrada lontana migliaia di chilometri sia intasata di traffico o meno; se in quel traffico sta circolando anche la propria vettura con estranei o con la propria famiglia; se, nascosto dietro la foglia di un fiore di zucca piantata nella foresta amazzonica, c’è un documento o un qualunque oggetto.

Tanto l’ebetismo collettivo favorito non addirittura indotto da uno stupore fascinoso per la scienza della tecnologia è giunto a livelli tali che l’ammirazione prevale, se non addirittura l’oscura completamente, sulla preoccupazione e sulla consapevolezza della mostruosità di simili fenomeni. E se un residuo di coscienza dovesse ancora mantenersi tanto da “turbare” gli animi di qualcuno ancora troppo sensibile, fanno la loro buona funzione gli ormai sempre più invadenti e numerosi programmi televisivi del “grande fratello”, dell’”isola dei famosi” e analoghi, attraverso i quali, in tutto il mondo ormai, viene instillata lentamente e sottilmente, come veleno, una dose crescente di “abitudine” ad assimilare ogni sorta di “morbosità“ molto simile a quello che possiamo chiamare un “piacere masochistico” di essere visti ed osservati in tutte le occasioni, finanche, addirittura, nell’esecuzione delle funzioni organiche e fisiologiche. Una umanità malata dove l’apparenza di una normalità la fornisce ormai quasi esclusivamente l’ipocrisia o l’interessata ostentazione di una funzione di ordine e di potere.

In quei casi, come ormai in quasi tutti i campi del vivere sociale, non si tratta soltanto dell’espressione inconsapevole di una stupidità umana o soltanto di interessi economici collegati al successo del programma, allo sfruttamento economico di certe morbosità collettive, ecc. ma di una serie di progettualità consapevoli, mirate a precisi risultati di potere a vasto raggio e dirette da pochi “strateghi” la cui funzione è legata ad una vera e propria “missione” la cui natura è ben più inquietante ed estesa di quanto non sia l’immediato utile economico e sociale che pur ne deriva.

In questo quadro, ancora una volta pochi sanno che c’è un obiettivo ravvicinato rappresentato, tanto per fare un esempio fra tanti altri che potrebbero essere fatti, dal programma in atto ed in via di ultimazione, di applicare a tutti i neonati nel mondo un microcip  (nella mano o sulla fronte… è ancora in discussione la scelta) che contenga tutte le informazioni possibili sull’individuo: da quelle sull’identità e l’origine a quelle genetiche. Con semplici interventi esterni è poi possibile caricare il programma del microchip con ulteriori informazioni sui futuri conti bancari, sulle carte di crediti, sui sistemi di navigazione satellitare, ecc. in modo da riunire in un unico ridottissimo strumento che rimane sempre con l’individuo nel suo corpo senza pericolo di essere perduto o dimenticato, tutta quella serie di informazioni che richiederebbero sempre più numerose carte, da quelle di identità a quelle di guida, dai codici fiscali, alle carte di credito e dei vari abbonamenti.  In questo modo, inoltre, l’individuo godrebbe della sicurezza che in ogni momento sarà protetto, rintracciabile, sicuro nei suoi itinerari.  Tra i progetti di più immediata attuazione, il ritiro della moneta dalla circolazione mondiale e l’obbligo di ogni pagamento con le “carte elettroniche”.  Qualcosa che entusiasma letteralmente i poveri, futuri “schiavi” ai quale resterà possibile solo una forma di “baratto”  peraltro nei limiti di quella disponibilità minima di moneta, di libertà e di movimento, che i “padroni” apparentemente “virtuali” ma ben reali nella loro dimensione nascosta, decideranno di stabilire con la misura del loro metro.

Ma ancora: attraverso l’ingestione di frammenti di pillole simili a farmaci sarebbe già possibile sin d’ora trasferire nel corpo molecole e particelle note in quella scienza denominata “nanotecnologia” capaci di “ricreare” l’uomo eliminando da lui tare ereditarie anche collegate a certi aspetti del carattere che in certe condizioni lo porterebbero ad assumere atteggiamenti autoritari ed estremistici o a forme di depressione. Immaginiamo già le vaccinazioni di massa attraverso le quali sarà “formata” la nuova umanità.

Se tutte queste prospettive non vengono più negate in quanto sono ormai troppo note attraverso la non disinteressata divulgazione scientifica ed anche la semplice informazione, ne vengono attenuati se non più nascosti i pericoli allorquando qualcuno ponga in risalto l’inevitabile abuso che, di tutto questo, i pochi padroni coadiuvati dal loro servitori di turno, non già “potrebbe” ma che sicuramente ne sarà fatto, costituendone, del resto, il reale scopo che sottendo tutta questa agitazione al di la delle proclamate applicazioni secondarie e contingenti.

Immaginiamo già la risposta pronta di molti, interessati o ingenui: non ci si fiderebbe dunque della “democrazia”? Forse che un sistema democratico non avrebbe sufficienti metodi per regolamentare, controllare e limitare l’uso e l’abuso di certe “meravigliose” scoperte e sanzionare gli abusi?

Abbiamo conosciuto persone che metterebbero addirittura la mano sul fuoco escludendo in assoluto che, certi abusi, non potrebbero mai avvenire, anche soltanto che venisse eletto questo o quel leader politico della loro area di condivisione: se le cose sono così già sin d’ora  può ben immaginarsi quanti saranno ancora capaci anche soltanto di capire che cosa stia accadendo intorno a loro, nel momento in cui non ci sarà più bisogno di certe coperture e di certi giochi di falsa alternativa e questi progetti in atto diventeranno realtà definitiva.

Ma anche in questo campo dagli Stati Uniti viene la soluzione: dopo aver annunciato il radioso avvenire che attende l’umanità nell’imminente nuova società umana globalizzata, viene immediatamente lanciato il messaggio che anticipa la sorte di coloro che pretendessero di insorgessero con troppa efficacia intellettuale contro quelle innovazioni e che osassero affermare ancora che, in realtà,  si tratta di sistemi di “controllo globale”.  A questi verrà immediatamente applicata, come già è dato di osservare in gran misura, l’etichetta di “malati” affetti da una malattia recentemente inventata “ad hoc” e chiamata  “Sindrome di Truman” che indurrebbe, così è detto, a sentirsi troppo spiati e ad avvertire la realtà come ridotta ad un “reality show”.  In America nascono i fenomeni e quando questi vengono avvertiti come invasivi, viene immediatamente definita una specifica malattia per la quale è già pronto il rimedio che riconduca tutto alla… “normalità”.

Nello stesso contesto fraudolento rientrano tutta una serie di frodi, di inganni e di meccanismo inibitori e paralizzanti che hanno ridotto l’uomo all’assoluta impotenza portandosi in tutti i campi della vita privata, sociale e lavorativa.  Come le malattie sono monitorate dalle case di produzione farmaceutica, del pari, i cosiddetti “virus” dei computer sono creati dalle stesse case produttrici dei computer stessi associati alle case di produzione degli “antivirus”.  La violenza, la prepotenza e l’imposizione si portano al punto che i sempre nuovi, necessari, programmi dei computer stessi hanno il potere di distruggere lentamente quei computer precedentemente immessi nel mercato e, con la scusa, vera o falsa che sia, di ricercare se nei vari computer sono installati programmi pirata (cioè riprodotti da una matrice vera e poi venduti a prezzi irrisori contro le centinaia di euro richieste dalla casa produttrice) disabilitano o distruggono funzioni vitali della macchina quando non riescano a trasmettere alla centrale l’informazione sul possessore.  D’altra parte anche questo modo di agire non appare in fondo neppure tanto scorretto a molti se si osserva come costoro sono affascinati sempre di più dalle ultimissime novità dei prodotti sempre più sofisticati per cui perdere i propri pezzi non è in fondo un gran dramma ed è anzi uno stimolo ad aggiornarsi. Di fronte a tutto questo cosa si può osservare: è più responsabile di questo stato di cose il “servo” che chiede o il “padrone” che da e che stimola a chiedere?

Significativo, a questo proposito, un versetto coranico che riferisce di quando Allah dopo la resurrezione chiamerà i corrotti e chiedendo loro perché furono corrotti, questi risponderanno a loro giustificazione: “Ma noi fummo ingannati dai nostri capi”.  Allora Allah chiamerà quei capi dei popoli e chiederà loro perché indussero i loro popoli alla corruzione sicché essi diranno: “Ma noi non abbiamo fatto altro in fondo che dare ad essi ciò che essi reclamavano e desideravano e in ciò fummo semmai sviati da satana”.  E satana, chiamato a rispondere, dirà: “ma io non ho fatto altro che dare ad essi ciò che volevano”. “Allora, tutti a riempire la geenna”, conclude Allah nel versetto coranico.

Forse ancora pochi sanno che, come sarà evidenziato nei vari casi che tratteremo nelle rubrica, è già stato legiferato che tutta una serie di servizi ormai indispensabile, quali i trasporti pubblici, le telecomunicazioni, che è fatto addirittura divieto di ricorrere in via diretta e immediata al giudice togato per tutelarsi anche contro malfunzionamenti, abusi, inadempimenti contrattuali, truffe, bollette contenenti consumi non effettuati, errori ecc.  L’obbligo è: prima pagare pena la sospensione del servizio (che come ben si sa è ormai diventato vitale) e poi adire ad un organismo gestito dai gestori dei servizi di fronte al quale si compare, previa domanda via E. Mail, dopo qualche mese. Soltanto all’esito negativo di questa commissione si può adire eventualmente al giudice e comunque con numerose limitazioni”. Insomma il presente è già subire e tacere; il futuro probabilmente molto di più.