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Quello strano lavorio compiuto sulle coscienze umane

Alla base della società contemporanea vi è l’utilizzo costante e scientifico di tecniche sempre più sofisticate di manipolazione per plagiare le menti e ottenere il consenso.  Attraverso i media, la cultura, lo spettacolo e le legislazioni  oggi viene imposta una vera e propria “mutazione antropologica”. Il controllo si presenta sotto forma di tendenze culturali apparentemente spontanee, attraverso cui gli architetti del mondialismo plasmano la mentalità e il pensiero della masse. Ecco allora il tentativo di rimodellare l’immagine stessa dell’uomo ed imporre un tipo di “uomo artificiale”, senza identità, senza famiglia, senza personalità, da omologare in un pensiero unico e globalizzato.

di Adriano Segatori

(tratto dalla rivista Il Borghese – Luglio 2017) – I «media» internazionali si sono scatenati in toccanti pantomime per il fatto che nella foto ricordo delle mogli dei rappresentati di Stato presenti al vertice Nato di Bruxelles non fosse stato citato Gauthier Destenay, marito del primo ministro del Lussemburgo Xavier Bettel. A parte il fatto che per essere precisi Destenay risulta essere il marito e non la moglie di Bettel, in questo caso la femmina della coppia – una questione di culo e camicia, e non di lana caprina -, quello che è sconcertante che un simile evento sia stato interpretato come un frivolo e simpatico fatto di costume, oppure censurato secondo i parametri più beceri di una scontata ignoranza da marciapiede.

Il fatto, invece, assume una estrema gravità, tanto dal punto di vista politico che da quello culturale. Quando nel 1973, l’Associazione degli psichiatri americani derubricò l’omosessualità dalla condizione di malattia dell’orientamento sessuale dal Manuale Diagnostico e Stati-stico con una semplice votazione (5.816 voti a favore e 3.817 contro) nessuno immaginava le conseguenze alle quali avrebbe portato una simile decisione. E soprattutto molti sottovalutarono le potenti forze che stavano dietro a questa pressione condizionante. Lo stesso Robert Spitzer, all’epoca presidente della Commissione e favorevole a tale cambiamento, negli anni modificò la precedente opinione dopo essersi reso conto che una grottesca votazione su un argomento clinico aveva portato ad «una “giustificazione scientifica” per sostenere ulteriori manipolazioni ideologiche».

 Ed è a questa manipolazione ideologica che si deve fare riferimento quando si percepisce la pericolosità della questione. Ciò che un tempo era sempre stata una scelta personale, vissuta in maniera conflittuale o serena, a seconda del soggetto interessato, oggi è diventata legge, norma e potere. Un potere che è economico, principalmente, e quindi pervasivo nella sfera pubblica attraverso l’enorme investimento in promozione spicciola, propaganda mirata e condizionamento giudiziario. Dal 1973 ad oggi si è giunta ad una pressoché totale manipolazione delle coscienze mediante tattiche precise ben indicate nel saggio Unisex di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna Editrice).

L’infiltrazione propagandistica dell’ideologia gender è iniziata con l’operazione di «desensibilizzazione» (desensitize): una progressiva e metodica presentazione quotidiana di messaggi e modelli gender fino ad inflazionare il concetto stesso di omosessualità e sovradosare la presenza di questa credenza intossicando l’opinione pubblica e immunizzandola da ogni pensiero critico.

 Poi, i poteri preposti a questa vera e propria «campagna di propaganda» sono passati al «bloccaggio» (jam) sia attraverso l’attivazione di regole poliziesche che impedissero ogni forma di opposizione e di analisi approfondita del fenomeno, sia con la stigmatizzazione di qualsivoglia giudizio non conforme, marchiando il dissenso come manifestazione di razzismo, di intolleranza, di pregiudizio e di fobia. Questa questione dell’omofobia assume, per altro, dei contorni tragicomici: perché una fobia è un disturbo psichico che non può essere condannato per legge, come non si processano gli aracnofobici, i misofobici, gli ofidiofobici e via via via elencando.

Infine, si è puntato ad una vera e propria «conversione» (convert), cioè alla seduzione di massa comprendendo ogni ordine di età, censo, cultura e classe, con un occhio di riguardo ed una modalità di intervento quasi subliminale verso gli scettici, i moderati, quelli disposti al dialogo e meno preparati dal punto di vista psichico e scientifico.

 Con queste tattiche, sottolineano gli Autori del saggio citato, «la maggior parte delle persone non si è  minimamente accorta del “lavorio” compiuto sulle coscienze». Ecco, allora, che si commentano con tenerezza le effusioni durante i matrimoni omosessuali, la foto di gruppo di donne con il marito di un altro uomo, l’annuncio ufficiale del primo gay indiano, la commemorazioni del poliziotto morto da parte del suo compagno.

 Insomma, tutto un grande sentimentalismo ed una diffusione emotiva, disarmati di fronte ad un pensiero critico che impone una domanda cruciale: ma cosa c’è dietro a questo fenomeno dilagante? Dietro c’è il potere del capitalismo che necessitava di sfondare l’ultima difesa della soggettività e della comunità per raggiungere quel transumanesimo indifferenziato e informe da plasmare secondo propri codici e indirizzi. Si dovevano scardinare le stesse leggi della natura e rifondere la società su un uomo artificiale, senza identità, senza famiglia, senza personalità, da omologare in un pensiero unico e globalizzato: amorfo, nel senso etimologico di senza forma e senza carattere.

Del resto, si può credere che personaggi come Soros, il miliardario mondialista delle rivoluzioni planetarie, o banche o fondazioni come Rockefeller e Goldman, o ancora gruppi finanziari come l’Ibm, la Microsoft, la Pepsi, la Amazon e decine di altri sponsor distribuiscano miliardi di dollari senza un lauto tornaconto? Dietro a questa operazione c’è la volontà quasi metafisica di manipolazione mondialista, di sovversione dei costumi e delle leggi universali, di asservimento dell’uomo agli idoli del nuovo ordine planetario fatto di effimera felicità, di illusoria libertà, di deforme volontà. È forse questa la rappresentazione degli ultimi uomini di Nietzsche? Di quelli che in Zarathustra perseguono «Una vogliuzza per il giorno e una vogliuzza per la notte: salva restando la salute»? Anche sì. Con la sterilizzazione dei corpi e delle anime si passa sopra alle pedofilia e al vergognoso diritto all’adozione, a conclusione di un ciclo di degenerazione e di distorsione della realtà.

 Questa operazione non ancora conclusa non è soltanto grottesca, e neppure simpaticamente alternativa, ma una guerra in corso che si può concludere o con la fine di una civiltà o con una riscossa etica, psichica e culturale. Ogni altro metodo di comprensione e di rettifica è destinato al fallimento.