Comunità Militante Raido, Consigli per gli acquisti, Fronte della Tradizione

Orientamenti | Indicazioni sotto traccia…

“Nella zona che sta fra cultura e costume sarà bene precisare ulteriormente un atteggiamento. Dal comunismo è stata lanciata la parola d’ordine dell’antiborghesia che è stata raccolta anche nel campo della cultura in certi ambienti intellettuali «impegnati».

Questo è un punto in cui si deve vedere ben chiaro.

Come la società borghese è qualcosa d’intermedio, così esiste una doppia possibilità di superare la borghesia, di dire no al tipo borghese, alla civiltà borghese, allo spirito ed ai valori borghesi.

L’una corrisponde alla direzione che conduce ancor più in basso di tutto ciò, verso una umanità collettivizzata e materializzata col suo «realismo» alla marxista: valori sociali e proletari contro il «decadentismo borghese» e «capitalista».

Ma l’altra è la direzione di chi combatte la borghesia per innalzarsi effettivamente di là da essa. Gli uomini del nuovo schieramento saranno, sì, antiborghesi, ma per via dell’anzidetta superiore concezione, eroica ed aristocratica dell’esistenza; saranno antiborghesi perché disdegnano la vita comoda; antiborghesi perché seguiranno non coloro che promettono vantaggi materiali, ma coloro che esigono tutto da se stessi; antiborghesi, infine, perché non hanno la preoccupazione della sicurezza ma amano una unione essenziale fra vita e rischio, su tutti i piani, facendo propria l’inesorabilità dell’idea nuda e dell’azione precisa. Un altro aspetto ancora, per cui l’uomo nuovo, sostanza cellulare per il moto di risveglio, sarà antiborghese e si differenzierà dalla generazione precedente, è per la sua insofferenza per ogni forma di retorica e di falso idealismo, per tutte quelle grandi parole che si scrivono con la lettera maiuscola, per tutto ciò che è soltanto gesto, frase ad effetto, scenografia. Essenzialità, invece, nuovo realismo nel misurarsi esattamente coi problemi che si imporranno, nel far sì che valga non l’apparire, bensì l’essere, non il ciarlare, bensì il realizzare, in modo silenzioso ed esatto, in sintonia con le forze affini e in aderenza al comando che viene dall’alto. “

Julius Evola, Orientamenti