Articoli, Storie

Pastorizia solidale never dies!

Una storia semplice. Bellissima. Vera. Come tutte le storie di questo mondo dovrebbero essere. Al giovane pastore sardo, cresciuto con la passione dell’allevamento, vengono rubate tutte le pecore. E scatta ‘sa paradura’: gli altri pastori gli regalano una pecora a testa, per solidarietà. E lui ha di nuovo il gregge. Semplice. Bellissimo.

(www.repubblica.it) ~ 24/10/2017 ~ La favola di Elia, pastore a 17 anni: “Grazie ai sardi, ho di nuovo il mio gregge”La favola di Elia, pastore a 17 anni: “Grazie ai sardi, ho di nuovo il mio gregge”

Le pecore con cui aveva avviato la sua attività gli sono state rubate una notte. Scatta “sa paradura”, gesto di solidarietà della Sardegna rurale: ogni membro della comunità dona un capo: “Ora ne ho 80, non dimenticherò mai questa generosità”
Elia Taberlet è ancora un po’ incredulo, perché non pensava che la sua storia facesse tanto clamore. Invece la vicenda di questo ragazzo sardo, di Posada, che vuole fare il pastore, è diventata famosa. Sia per la giovane età di Elia, che ha 17 anni, sia per ciò che la storia rappresenta, un simbolo di generosità e di amicizia.

“Ho iniziato ad avvicinarmi alla campagna da bambino, quando avevo sei anni. Andavo in campagna con mio padrino ed ero affascinato dal contatto con la natura e con gli animali. Poi ho pensato che questa passione poteva trasformarsi in lavoro; la mia famiglia mi ha regalato una pecora a testa: una nonna, una padrino, una i miei genitori…un dono che è stato un punto di partenza per il mio futuro”.

Futuro che, a settembre, ha corso il rischio di cambiare. Una notte, dal terreno poco fuori dal paese dove Elia teneva le pecore, gli animali sono scomparsi. Qualcuno li aveva rubati. “Non ho pensato di rinunciare, però ero molto deluso – racconta il ragazzo – erano il regalo dei miei parenti e la base del mio mestiere”.

Elia non voleva che tutti sapessero del furto, ma il padrino non poteva accettare che il sogno del figlioccio finisse così, a 17 anni, per colpa dei ladri. Ha scritto una lettera al quotidiano “La nuova Sardegna” raccontando la tristezza del ragazzo e di come quegli animali fossero importanti per lui.

Dai banchi ai monti: a Parma si studia la transumanza

Ma nemmeno il padrino di Elia immaginava di creare così tante reazioni; invece si è scatenata una gara di solidarietà con la complicità del web. Una delle prime a chiedere di dare un aiuto a Elia è stata la pagina Facebook Laura Laccabadora, proponendo di regalare qualche animale al ragazzo. E le risposte non si sono fatte attendere. “Io ho due capre, posso dargliele” scrive un utente, mentre un’altra chiede: “Non ho animali, potrei comprargliene uno?”

Il tam-tam del web ha smosso anche i componenti del gruppo sardo Istentales che per Elia hanno organizzato “sa Paradura”, un gesto di solidarietà della Sardegna, nato nel mondo agropastorale dell’isola: una tradizione antichissima dedicata ai pastori che, in seguito a furti o catastrofi naturali, hanno perso il gregge. Insieme, ogni membro della comunità dona allo sfortunato un animale dei suoi affinché il pastore possa ripartire e non perda le speranze. Un atto di fratellanza che i pastori sardi hanno compiuto anche verso gli allevatori del Centro Italia colpiti dal terremoto dell’agosto 2016.

“Sa paradura pro Elia” si è svolta venerdì 20 a Posada, e Elia non ha smesso di ringraziare i suoi “colleghi”, circa un centinaio, e gli artisti che in serata hanno cantato nell’auditorium del paese. Ora Elia può riprendere quello che aveva iniziato. “Adesso di pecore ne ho 80 – spiega – È stato emozionante, non smetterò mai di pensare a quello che hanno fatto per me”.