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Kennedy approvava i fascismi europei?

Leggete un po’ cosa scriveva il John Kennedy (ammazzato alla solita maniera losca) su fascismo e nazionalsocialismo, su Hitler e sul comunismo… Ma piano con l’entusiasmo: la denuncia del Grande Fratello incombe!

Dai diari e Unter Deutschen: Reisetagebücher und Briefe 1937-1945 (Aufbau Verlag, 2013).

«Sono giunto alla conclusione che il fascismo è la cosa giusta per la Germania e per l’Italia, il comunismo per la Russia e la democrazia per l’America e l’Inghilterra. Che sono i mali del fascismo al confronto del comunismo?» (3 agosto 1937)

«Hitler aveva ambizioni senza confini per il suo paese, cosa che lo rese un pericolo per la pace del mondo, ma c’era un mistero intorno a lui, alla sua vita, e alla sua morte. Aveva la stoffa di cui le leggende sono fatte». (1 agosto 1945).

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Da Why England Slept (Wilfred Funk, 1940)

Per questo, dico che grande è la debolezza della democrazia davanti a un sistema totalitario. La democrazia è la miglior forma di governo perché fondata sull’idea di uomo come essere ragionevole. Nella lunga durata, la democrazia è superiore. Ma nel breve periodo, è estremamente debole. Quando affronta un un sistema di governo al quale la durata non interessa, un sistema concepito per la guerra, la democrazia, un sistema concepito per la pace, è in svantaggio. E la democrazia deve ammettere le sue debolezze. Deve imparare a salvare le sue istituzioni, se vuole sopravvivere. (…) Oggi che la minaccia è vicina, tutti i gruppi sociali devono accettare il sacrificio dei propri interessi particolari in nome dell’interesse nazionale. Dobbiamo eguagliare, con la sola forza della volontà, lo sforzo imposto dai dittatori ai loro popoli. Dobbiamo fare in modo che i nostri armamenti siano sempre alla pari rispetto ai nostri impegni.

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Da Ritratti del coraggio (Oaks, 2017 ma 1955)

Norimberga, insistette il senatore (Taft, ndr) era una macchia sulla storia costituzionale americana e una seria frattura della nostra tradizione anglosassone, che garantisce a tutti un trattamento imparziale ed equo; tradizione che sino a quel giorno aveva fatto rispettare il nostro paese nel mondo intero. (…) Ma noi non vogliamo stabilire se Taft avesse ragione o no nel condannare nel condannare i processi di Norimberga. Ci interessa invece la prova, fornita da questo discorso, del coraggio di essere un conservatore e che coniò queste durature definizioni del liberalismo e della libertà: «Il liberalismo implica specialmente la libertà di pensiero, la libertà dal dogma ortodosso, il diritto degli altri a pensare diversamente da noi».

Citazioni riportate da IlGiornale.it, 27/10/2017