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Caos Kurdistan, gli USA hanno voltato le spalle?

Il Kurdistan iracheno è nel caos. Il presidente Barzani si dimette ma non ci sono candidati. Dopo l’annuncio uomini armati assaltano Parlamento. Barzani, spiazzato, farnetica: accusa Baghdad di aver violato gli accordi. E attacca gli Usa: “Senza l’appoggio dei peshmerga l’Isis non sarebbe stato sconfitto in Iraq e Mosul non sarebbe stata liberata: perché Washington vuole punire il Kurdistan?
Sembra infatti che gli Stati Uniti, In perfetto stile yankee, dopo aver foraggiato la causa curda, si siano defilati una volta ottenuto il loro obiettivo: il caos. E il grido di Barzani ci suona così: “Padre perché mi hai abbandonato?”…

(www.repubblica.it) – 31/10/2017 – Nel pieno di una situazione di tensione con Baghdad in seguito al controverso referendum sull’indipendenza, il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Massud Barzani, ha annunciato le sue dimissioni al Parlamento di Erbil che le ha accettate. Quindi attacca gli Usa: “Senza l’appoggio dei peshmerga l’Isis non sarebbe stato sconfitto in Iraq e Mosul non sarebbe stata liberata. Perché Washington vuole punire il Kurdistan?”. Subito dopo l’annuncio delle sue dimissioni, un gruppo di dimostranti, in parte armati di mazze, ha assaltato il palazzo del Parlamento per protesta contro la decisione Barzani.

Barzani ha annunciato che non eserciterà più il suo ruolo a partire dal 1 novembre. In una lettera indirizzata al Parlamento della regione autonoma dell’Iraq, ha scritto: “dopo il 1 novembre non eserciterò più le mie funzioni e chiedo che il mio mandato non sia prolungato”. “Cambiare la legge sulla presidenza del Kurdistan o prolungare un mandato presidenziale non è accettabile”, ha aggiunto poi il 71enne presidente della regione autonoma curda in Iraq. Barzani, promotore e architetto del recente referendum sull’indipendenza del Kurdistan, ha concluso dicendo che continuerà “a essere un peshmerga nelle fila del popolo curdo che difenderà sempre le vittorie ottenute dai curdi”.

Barzani ha pronunciato in serata un discorso alla nazione, trasmesso dalla televisione, in cui ha accusato le autorità del governo di Baghdad di violare la tregua e la Costituzione, occupando con la forza la città di Kirkuk. Fin dalla metà di ottobre, ha puntato l’indice, le operazioni a Kirkuk si sono svolte secondo un “piano prestabilito” messo a punto indipendentemente dal referendum per l’indipendenza del Kurdistan di metà settembre. La consultazione avrebbe invece costituito un semplice “pretesto”. Inoltre “il governo di Baghdad sostiene che l’occupazione sia stata decisa per garantire l’applicazione della Costituzione, ma questa vieta l’uso della forza come mezzo di risoluzione delle crisi politiche”.

Siria. L’inviato Usa Brett McGurk ha incitato i curdo-siriani a dichiararsi autonomi – Kobane, gennaio 2016

Accuse anche alle forze americane presenti nella regione, ree di aver assistito in silenzio ad attacchi “mossi alle forze curde grazie ad armamenti fabbricati negli Usa”, mentre ci si dovrebbe ricordare che “senza l’appoggio dei peshmerga l’Isis non sarebbe stato sconfitto in Iraq e Mosul non sarebbe stata liberata”. “Perché – chiede Barzani – Washington vuole punire il Kurdistan?”.
Barzani ha parlato in televisione esprimendosi anche a proposito del referendum per l’indipendenza che si è svolto il mese scorso scatenando una ritorsione militare ed economica nei confronti della regione: “Tre milioni di voti per l’indipendenza del Kurdistan hanno fatto la storia e non possono essere cancellati”. “Nessuno si è alzato al nostro fianco a parte le nostre montagne”, ha detto, parlando davanti alle bandiere curde e irachene.