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Il giudice dice che un uomo è una donna. Orwell, ci hai preso!

Nel mondo invertito assistiamo, in Italia, anche a questo: un giudice riconosce a un ragazzo – che si veste da donna ma i cui organi genitali sono incontrovertibilmente di un uomo – il sesso femminile (prima era richiesto l’intervento chirurgico – che comunque non cambia la natura del sesso di una persona ma ne altera solo la conformazione, perché un pene resta un pene – mentre adesso nemmeno quello. Queste sono sentenze che vogliono prendere le prime pagine. Queste sono notizie che ci fanno capire come questo sia il mondo della menzogna. Qui si capisce come sia pienamente in corso la sovversione di ogni verità: addirittura, quando ci dicono che un uomo in realtà è una donna!
Le uniche ‘verità’ innegabili sono quelle che ci impongono con leggi e sentenze, mentre la Natura oramai è piegata all’individualismo e al capriccio. Lasciateci dire, allora, che l’acqua non bagna e che 2 più 2 fa 5: perché vogliamo divertirci anche noi mentre distruggono ogni principio e verità. Domani magari ci sveglieremo, ci sentiremo dei cavalli e troveremo un giudice pronto a riconoscere che siamo proprio cavalli. Queste ‘libertà’ sono veramente comiche.

(www.today.it) – 09/11/2017 – Lorenzo diventa Olimpia: quando una sentenza ti cambia la vita.
Con una decisione storica, la seconda in Italia, i giudici del tribunale di Frosinone hanno permesso la rettifica dei dati anagrafici senza previo intervento di riattribuzione chirurgica del sesso.

Lorenzo, diciotto anni da compiere a dicembre, è un ragazzo di Alatri, in provincia di Frosinone. Oggi Lorenzo è diventato Olimpia, e dopo una lunga battaglia legale affiancato dall’avvocato Tito Flagelli ha potuto completare il suo percorso di reinserimento sociale, come racconta FrosinoneToday. Alla 17enne transgender di Alatri i giudici Paolo Sordi, Gemma Carlomusto e Simona Di Nicola del Tribunale di Frosinone, con una sentenza storica (la seconda in Italia, la prima era del 2015), hanno consentito la rettifica dei dati anagrafici senza previo intervento di riattribuzione chirurgica del sesso. Intervento cui, in ogni caso, Olimpia desidera sottoporsi.

Felicissimi i genitori della ragazza che le sono stati sempre vicino pur essendo da tempo separati. «Oggi – spiega commossa a gaynews.it la mamma Mariella – è nata Olimpia grazie a una sentenza storica che in ogni caso desideriamo che non sia solo la nostra. Olimpia è nata Lorenzo e compirà 18 anni a Natale. Fin da piccola ha dimostrato una predilezione particolare per tutto ciò che attiene al genere femminile. Le piaceva indossare gli abiti delle sue amichette. Aveva le sue collezioni di Barbie e di bambole. Nella mia ignoranza pensavo agli inizi di non assecondarla ma poi ho capito. Ho iniziato a informarmi e mi sono rivolta per consigli al Mieli, ad Agedo e a Beyond Differences. Ho avuto poi il supporto affettuoso e amicale del prof. Paolo Valerio, presidente dell’Onig».

«Siamo divorziati da dieci anni – continua Mariella – ma lui non le ha mai fatto mancare il suo affetto, anche se a differenza mia che sono una combattiva, non si è mai esposto. Non ho mai visto nostra figlia sorridere in passato. È stata ripetutamente bullizzata. È stata anche aggredita da coetenee. Ancora nei mesi scorsi è stata insultata da alcuni studenti. Come ho reagito? Chiedendo alla preside che disponesse per loro alcuno ore di educazione socio-affettiva».

Questo il motivo per cui Mariella ha organizzato ad Alatri nei mesi scorsi un convegno sulle persone trans. «Perché è necessario – dice – lavorare sulla formazione e informazione. Lorenzo – spiega – ha fatto il suo coming out come omosessuale all’età di 13 anni. L’anno scorso, quando mi sono risposata, ha fatto il suo secondo coming out quando mi ha detto con ironia: “Mi sento donna e voglio operarmi”. Ho chiamato subito il Saifip e Olimpia è stata seguita dalla dottoressa Mosconi. Ho potuto conoscere lì una mamma coraggio, la cui figlia è stata la prima minorenne a ottenere una sentenza positiva di rettifica dei dati anagrafici. Mi ha messo così in contatto con un avvocato splendido e sensibile come Tito Flagella, che ha presentato l’istanza l’11 aprile”.