Letto da un militante | Inchiesta sul darwinismo

Titolo completo: Inchiesta sul darwinismo. Come si costruisce una teoria. Scienza e potere dall’imperialismo britannico alle politiche ONU

Autore: Enzo Pennetta

Anno: 2011

Pagine: 216  

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La scelta del sottotitolo Come si costruisce una teoria dato al libro Inchiesta sul darwinismo, scritto dal professor Enzo Pennetta, sintetizza in modo chiaro e lucido il lavoro che difatti l’autore tratteggia, delineando le varie tappe che nel susseguirsi del processo storico hanno portato prima allo sviluppo e secondariamente all’affermazione della cosiddetto Darwinismo.

Invero, analizzando le diverse fasi che hanno influenzato e contribuito all’affermazione di tale teoria, il professor Pennetta attraverso uno studio oggettivo, frutto di documenti e fatti storici, porta alla luce non tanto la portata e l’importanza che questa teoria ha manifestato dal punto di vista strettamente scientifico, quanto piuttosto le forti implicazioni antropologiche e soprattutto politiche.

Per affrontare l’analisi di un fenomeno cosi eterogeneo come il darwinismo, inizialmente l’autore introduce il concetto di “paradigma”; termine utilizzato in riferimento ad una teoria scientifica per indicare dei modi di pensare che, emergendo nell’ambito di una comunità scientifica, tendono ad influenzarla prolificando delle resistenze al cambiamento. Tuttavia, ciò che determina l’imposizione di un nuovo paradigma non è essenzialmente la sua capacità di spiegare tutti i fatti con cui ha a che fare, o per meglio dire, il raggiungimento di un’evidenza sperimentale della sua veridicità ma bensi, la semplice accettazione della comunità scientifica. E’ sufficiente dunque, che il nuovo paradigma “sembri” migliore del precedente.

Nella prima parte del suo approfondimento lo scrittore, volge l’attenzione all’analisi dell’ambito socio-culturale nel quale la teoria di Darwin fu proposta e si affermò. E nel far ciò si focalizza principalmente sul ruolo svolto da quella che può essere definita la più importante comunità del mondo scientifico inglese: la Royal Society. Essa non solo rappresentò la prima comunità che accettò la teoria di Darwin (1859), svolse anche un ruolo altamente sintomatico e di primo piano nell’affermazione del paradigma evoluzionistico.

Oltre allo sviluppo della politica coloniale, il nuovo secolo ha visto affiorare nuove tematiche legate al nascere della classe operaia e del capitalismo. E’ su questo sfondo che dunque si assistette alla nascita dell’economia politica e ad emergere nel quadro degli economisti fu soprattutto la figura di Thomas Robert Malthus (socio anch’egli della Royal Society). Come dichiarato dallo stesso Darwin, Malthus rappresentò proprio quel collegamento tra il pensiero socio-economico e la sua teoria dell’evoluzione per selezione naturale. La teoria malthusiana poneva come suo fondamento il controllo demografico, proponendo tesi atte a ridurre la natalità, al fine di favorire “il progresso del genere umano verso il suo benessere”.

La teoria di Malthus aspirava ad assumere validità scientifica, ma nonostante ciò, riusci’ ad attestarsi come una semplice ipotesi. Aspetto questo, assolutamente non banale in quanto rappresenta proprio la chiave di volta per comprendere l’analisi di quell’ambito socio-culturale nel quale il darwinismo si affermò, tanto è vero che, lo stesso Charles Darwin pose l’ipotesi di Malthus tra gli elementi fondanti della sua teoria.

Successivamente, il professor Pennetta, dopo aver delineato il ruolo e l’influenza che Thomas Robert Malthus ebbe all’interno della teoria scientifica darwinista, sottolinea l’importanza e l’impatto che ebbe il cosiddetto “Darwinismo sociale” attraverso la figura di Herbert Spencer (ex vice direttore dell “Economist”), considerato uno dei suoi fondatori.

Conferma del fatto che il darwinismo sociale nacque prima di quello naturalistico, ci è data proprio da Spencer stesso, quando nel 1857, pubblicò un articolo nel quale caldeggiò la concezione secondo la quale viene considerata l’evoluzione come il principio tramite il quale è possibile spiegare tutte le scienze.

Non c’è da stupirsi se dunque, due anni più tardi, nel 1859 Charles Darwin pubblicando “L’origine della specie” sintetizzò in biologia, il corrispettivo di quanto ormai espresso in economia.

Ed è di fatti, proprio su questo orizzonte che la teoria di Darwin venne accolta e supportata, in quanto strumento atto a supportare e consolidare quella visione ideologico politica ormai sviluppatasi presso quell’entourage vicino alla Royal Society.

L’autore inoltre, individua nella Fabian Society – associazione istituita a Londra nel 1884, dalla quale avrà origine il moderno socialismo inglese – un’altra società che a partire dagli ultimi anni dell’ottocento giocò un ruolo estremamente significativo nel promuovere l’interpretazione in chiave evoluzionistica della società.

Il fabianesimo dunque, in quanto espressione della strategia portata avanti dalla Fabian Society – la cui denominazione deriva dal nome di Quinto Fabio Massimo, detto il “Temporeggiatore” – si estrinsecava attraverso una tattica gradualistica e temporeggiatrice finalizzata ad impedire l’eventuale pericolo di una rivoluzione marxista. Frutto di tale strategia doveva essere pertanto, quello di trasferire le teorie della storia della natura a quella della società, svolgendo una funzione “addormentatrice” rispetto a quelli che potevano essere i furori della classe operaia del tempo.

Al termine di questa inchiesta è possibile comprendere il motivo per il quale la teoria di Charles Darwin, può essere considerata la legittimazione scientifica di quelle politiche portate avanti inizialmente dall’Impero britannico e successivamente dai grandi poteri mondialisti.

George Orwell in “1984” scriveva: “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”.

E del resto, Aldous Huxley individuava proprio nella cultura scientifica stessa, l’espediente tramite il quale istituire quel Mondo Nuovo, dove l’uomo ridotto ormai a semplice atomo scisso da qualsiasi legame ed eredità con il passato, ingabbiato dalla sua stessa falsa libertà, potrà essere manovrato come una semplice marionetta .

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