Articoli, Attualità, In evidenza

Siamo oltre Orwell: nasce il “reato di bacio”

Ormai siamo agli psicoreati e al terrorismo femminista. Un pizzaiolo romano, reo di aver fatto quel gesto che tutti i film d’amore e la retorica sul tema è satura, ha cercato di baciare una collega, dopo che questa si era palesemente mostrata ben disposta verso l’uomo.
Apriti cielo. Quel bacio innocente è diventata, nella denuncia della giovane, una aggressione a sfondo sessuale. L’uomo, in attesa di chiarire la sua posizione, si è fatto una settimana di carcere e, poi, un mese ai domiciliari. Peccato che un video incastri, poi, la giovane dimostrando le buone e reciproche intenzioni dell’uomo. Ma nessuno farà una manifestazione per lui, come quella di sabato a Roma, perché essere uomini è ormai una pregiudiziale di colpevolezza.

di Francesco Salvatore

(www.repubblica.it) – 28.11.2017 – È finito in carcere per cinque giorni, e poi se ne è fatto altri 42 ai domiciliari, con l’accusa di aver palpeggiato e dato un bacio sul collo a una collega di 20 anni, nel retro della pizzeria in cui lavoravano. Ieri il processo a carico di un pizzaiolo romano, di 24 anni, incensurato, ha raccontato un’altra verità: un filmato inedito della telecamera a circuito chiuso della pizzeria, visionato dai giudici, lo ha fatto immediatamente scarcerare. La sentenza è stata fissata al prossimo gennaio.

Nelle immagini, infatti, l’abuso raccontato dalla vittima non sembra che un semplice approccio tra due coetanei. Il contatto tra i due comincia con il solletico dell’uno ricambiato dall’altra. Poi i due sorridono e lui le si avvicina mettendole le mani sulle guance per baciarla. Quindi, da dietro, la cinge con le braccia intorno al corpo per poi metterle il viso sul collo. “Sono andata dietro nel locale e lui ha iniziato a farmi il solletico sul costato. Io ho ricambiato – ha raccontato la ragazza in aula – Poi mi ha preso i polsi, mi ha stretto e ha provato a baciarmi. Io mi sono ritratta. Mentre ero girata mi ha tirato indietro e mi ha dato un morso sul collo. Si appoggiava a me. Ero bloccata“.

Diversa la versione fornita dall’imputato: “Pensavo che la ragazza cercava un contatto fisico perché esprimeva interesse e simpatia per me. Il 7 ottobre stavo lavorando quando mi ha chiesto se soffrivo il solletico, per poi cominciare a farmelo. Ho reagito rispondendo al solletico e cercando di baciarla. Non volevo fare niente di male. Non avevo intenzione di morderla. Poi lei ha detto che doveva andare e l’ho lasciata andare. Quando è arrivata la polizia non mi capacitavo che mi stessero arrestando. Non ho mai pensato di averla forzata a fare qualcosa che non voleva”.

A chiamare gli agenti, e poi a sporgere denuncia, è stato il padre della ragazza. Quando i poliziotti sono arrivati nella pizzeria, che si trova nel quartiere Prenestino, nei pressi di Villa Gordiani, è stato arrestato in flagranza. Una settimana dopo i difensori del giovane si sono procurati il video e hanno provato a farlo acquisire dagli inquirenti ma il processo per direttissima era già stato fissato. “A prescindere dalla decisione dei giudici, che valuteranno secondo giustizia, ciò che appare iniquo sono i 47 giorni di custodia cautelare patiti, nonostante il Riesame avesse avuto modo di vedere e valutare il video – ha detto l’avvocato Gabriele Vescio, che difende l’imputato con l’avvocato Marianna Rociola – il tribunale, appena lo ha visto, ha scarcerato il nostro assistito”.