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Denunce per stupro? Spesso è un falso per rovinare un uomo

Interessantissima intervista al Prof. Enzo Pennetta che, con lucidità e semplicità, ci spiega questa escalation di denunce anti-maschi e quali sono i loschi obiettivi che si nascondono dietro questa notizia. Lungi da noi ritenere che non vi siano violenze verso le donne in questo mondo marcio, ma spesso è solo la macchina del fango ad agire, quella sporca una reputazione per sempre, anche se innocente.

di Marina Tantushyan

(www.sputniknews.com) – 19.11.2017 – Lo scandalo delle molestie a sfondo sessuale si arricchisce ogni giorno di nuovi capitoli coinvolgendo oltre trenta politici tra cui dell’ex ministro del governo gallese Carl Sargeant suicidato a causa delle accuse fortissime. Inoltre più di 150 artiste, curatrici e direttrici di musei hanno firmato una lettera per denunciare le molestie sessuali nel mondo dell’arte. È chiamato in causa pure l’ex numero uno della federazione mondiale Sepp Blatter.

Per capire meglio perché questo vaso di Pandora è stato aperto solo adesso, Sputnik Italia si è rivolto al Professore Enzo Pennetta, saggista, studioso di dinamiche socioeconomiche.

Professore, come si può spiegare la lunga catena degli scandali di carattere sessuale che sta colpendo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna? Perché si sta scatenando la corsa a denunciare solo ora?

— La corsa alle denunce avviene solo ora e non prima perché negli ultimi anni qualcosa è cambiato, basti pensare che nel 2009 la reazione all’arresto del regista Roman Polanski, accusato dello stupro di una ragazza di soli 13 anni avvenuto nel 1977, fu quella di una mobilitazione compatta del mondo del cinema e della politica a sua difesa. Fu anche sottoscritta una petizione per chiederne la liberazione e tra i firmatari, insieme ad altri nomi noti, c’era anche la stessa Asia Argento che in questi giorni è stata invece impegnatissima nel denunciare sui grandi media il produttore cinematografico Weinstein.

Il problema è che la maggior parte di queste accuse sono infondate oppure addirittura false, ma ciononostante, riescono a rovinare la reputazione di una persona nota per sempre… Perché le donne denunciano per le molestie sessuali solamente e principalmente gli uomini famosi e ricchi che appartengono al mondo della politica o dello spettacolo?

— Questo ci riporta proprio alla mutazione culturale di questi ultimi anni, l’immagine negativa del maschio bianco è stata costruita spesso sulla figura dell’uomo affermato e quindi di potere e la massima rappresentazione di questa tipologia avviene proprio tra gli uomini di successo più in vista presso il grande pubblico e cioè quelli del mondo della politica e dello spettacolo.

Si può, a Suo avviso, costatare che le accuse di molestie sessuali stanno diventando una sorta di arma mirata all’eliminazione dei concorrenti? Per esempio, Il ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, si è recentemente dimesso sull’onda delle accuse di molestie sessuali e comportamenti impropri. Nel 2002, a una cena, egli aveva insistentemente allungato le mani sul ginocchio di una nota giornalista, Julia Hartley-Brewer. Il Sun e il Daily Mail rivelano che Fallon si è dimesso da ministro della Difesa dopo le proteste presentate a Downing Street da Andrea Leadsom che aveva un conflitto con Fallon. Dicono che utilizzando questa “arma” Leadsom voleva semplicemente eliminare un suo concorrente politico. Cosa ne pensa?

— Il caso di Michael Fallon è molto significativo, siamo di fronte ad un fatto di lieve entità accaduto quindici anni fa che però è stato in grado di determinare la caduta di un ministro. Ma a pensarci bene la cosa non era imprevedibile, con la costruzione di una categoria colpevole per definizione, come quella dei maschi bianchi, si crea automaticamente un’arma di facile impiego che chiunque può usare per scopi che nulla hanno a che fare con una rivendicazione di giustizia. Si è creato qualcosa che somiglia all’istituto della delazione usato dai regimi totalitari dove il denunciare qualcuno di attività contro il partito unico può essere usato come un modo per saldare vecchi conti o eliminare un concorrente. Il caso Fallon è rappresentativo di questo meccanismo: creata un’arma qualcuno prima o poi la userà. Ma ancor prima del caso Fallon l’arma sembra essere stata usata proprio negli USA, la risonanza data alla prima denuncia contro Weinstein ha infatti innescato un processo all’intero mondo del cinema che si è sempre schierato contro il Presidente Trump e che viene in questo modo delegittimato a dare giudizi morali e politici. Inoltre lo scandalo potrebbe aver battuto sul tempo analoghe accuse che erano nell’aria contro Trump stesso e che appaiono adesso disinnescate.

Questo tema scivoloso ha fatto tremare anche l’Italia. Molte le accuse mosse da attrici a produttori e registi italiani, a cominciare da Asia Argento fino alle testimonianze riportate nel programma televisivo Porta a Porta dalla 90-nne Gina Lollobrigida che dopo anni di silenzio ha rivelato di essere violentata due volte. Come la società italiana ha reagito a questa tendenza?

— Tornando sulla nota vicenda di Asia Argento non sono mancate, spesso anche da parte di altre donne, forti critiche riguardo il tempismo della denuncia e le circostanze generali della vicenda. L’opinione pubblica italiana ha una lunga tradizione di diffidenza verso le tendenze del momento e così dopo un’iniziale adesione alle reazioni scandalizzate si sta sviluppando adesso una dovuta distinzione tra caso e caso, ma comunque resterà nella società una maggior diffidenza nei rapporti tra uomini e donne.

Le Sue previsioni. Quando finirà tutto questo scalpore riscaldato dalla stampa sempre in cerca della notiziona?

— Lo scalpore giornalistico finirà presto perché le dinamiche dell’informazione divorano velocemente le loro stesse creature, resterà però un cambiamento nella sensibilità generale, qualcuno potrà ancora finire facilmente coinvolto in accuse di molestie anche in condizioni di prove non certe, ed ad essere da ciò danneggiato nell’immagine. Quel che va dunque compreso è che gli scandali delle molestie sessuali non sono un fenomeno occasionale ma la manifestazione di una tendenza in atto nel mondo occidentale, qualcosa nel rapporto tra i sessi è cambiato. Dopo lo scandalo Weinstein il dispositivo di alleanza tra maschio e femmina risulta incrinato in modo visibile, nel momento in cui all’interno di una società già molto liquida si genera una reciproca diffidenza tra maschi e femmine vengono creati i presupposti per una tipologia di individui sempre più atomizzati e soli. Si realizza così anche a livello di coppia la condizione di quell’homo homini lupus teorizzato dal filosofo Thomas Hobbes, quella guerra di tutti contro tutti che è funzionale al liberismo assoluto il quale per compiersi ha bisogno di individui sempre più soli e deboli.