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Ecco lo strumento che vi salverà dalla Smartphone-dipendenza. O forse, no.

Dopo la sigaretta-elettronica, ecco lo strumento che vi salverà dalla Smartphone-dipendenza. O forse, no.
Il substitute phone funziona come una protesi, suggeriscono alcuni, proprio perché permette di replicare il gesto. E già solo questo dovrebbe inquietare, perché significa che – a livello clinico – il presupposto è una menomazione di chi, utilizzandolo, si trova senza il tanto amato smartphone e deve perciò compensare tale deficit, appunto, con una protesi rappresentata da questo Substitute phone…

(www.repubblica.it) – 30/12/2017 – Una fila di sfere sullo schermo serve a simulare la gesture che utilizziamo più spesso: lo swipe. Il dito, cioè va da sinistra a destra, o viceversa, per eseguire una funzione (ad esempio, l’eliminazione di un sms o di una email). Ma è solo un passatempo, perché la configurazione che offre il Substitute phone è un surrogato dello smartphone.

L’oggetto ideato dal designer austriaco Klemens Schillinger ha l’ambizione di aiutare a “disintossicarsi” dall‘uso del telefonino, diventato ormai un riempitivo di tutti i momenti che non trascorriamo impegnati in altre attività. Seduti in metropolitana, suggerisce il sito che presenta lo smartphone ‘muto’, può funzionare se impugnato “ai primi sintomi di noia o appena la persona che abbiamo al nostro fianco riceve un messaggio”. Funziona come una protesi, suggeriscono alcuni, proprio perché permette di replicare il gesto, ma finisce qui. L’approccio terapeutico è basato sul contatto.

Case di plastica (poliossimetilene) e biglie di marmo, il Substitute phone è interattivo solo fino a un certo punto: le palline permettono al massimo di replicare il gesto che facciamo per ottenere uno zoom sul display o gli altri movimenti che ci permettono di abbassare o alzare i menu del telefonino. Insomma, un gioco fine a sé stesso che potremmo definire l’anti device da tenere in tasca per evitare di prendere in mano il suo clone digitale.
Per il momento, avverte l’ideatore che lo ha lanciato attraverso la rivista Dezeen, non è in vendita. Ma arriverà a momenti, fa sapere con un laconico “coming soon”. A meno che non abbia deciso di prendersi gioco di tutti noi, vittime inconsapevoli o meno della dipendenza da smartphone.