Legge sul fine-vita: ennesimo anello della collana della morte

(a cura della Redazione di AT.com)

Adesso il biotestamento è legge. Tralasciando le lacrime di gioia della Bonino (quella degli aborti clandestini con le pompe della bici), che già di per sé ci fanno capire il disegno diabolico dietro questa legge, si vede subito come ciò sia l’ennesimo passo compiuto dai signori della morte. Quelli tanto bravi e solerti quando si tratta di limitare e controllare le vite sulla terra, quanto inerti e inutili quando si tratta di praticare politiche in favore della vita e dei vivi, di quelli che vogliono vivere anche se malati, di quelli che scelgono la vita anche se è dura.

Eppure ‘la gente’ non si accorge di questo: le leggi sulle pensioni, sul lavoro, sulla tutela dei bambini, sulle gravidanze, sulle gestazioni incontrano sempre mille ostacoli insormontabili; invece, al contrario, quando si tratta di morte, piano piano tutte le leggi vengono approvate e così se vuoi vivere devi fare da solo, se vuoi morire lo stato ti accompagna alla porta di uscita. Il tutto sempre condito da lacrime, buonismo, presunta insensibilità di chi – invece – richiama tutti a maggiore considerazione e attenzione su certe tematiche così delicate, dove occorre mettere da parte ogni sentimentalismo, per addivenire ad una misura corretta. Ma il progresso impone di andare avanti (e di andare in basso), di correre, di non fermarsi, abbattendo T U T T I  i principi etici o anche solo morali.

E ci sorge una domanda inquietante: ma se ora un tizio dispone di non voler essere curato ma poi, quando non può più esprimersi a causa di una malattia, ci ripensa, chi gli dà la possibilità di tornare indietro e quindi di proseguire nella sua esistenza terrena? Immaginiamo l’angoscia di questo uomo condannato a morire, mentre una sola parola e un solo gemito potrebbero invece salvarlo dalla ‘cura’ che i suoi ‘cari’ gli stanno sottoponendo: la morte…