Iran sotto attacco delle serpi. Ma vincerà (ancora)

Nonostante si parli di ‘regime dittatoriale’, in Iran si verificano talvolta (comunque molto più raramente che in Occidente) manifestazioni pacifiche di alcune parti del popolo. Ma in questi giorni, come già avvenuto in Siria, Egitto, Yemen, per non citare le cd. ‘rivoluzione colorate’ dell’Est Europa, in queste manifestazioni si sono infiltrati i famosi ‘regime changers’, i soliti agenti provocatori esterni che, non appartenendo a nessuna delle fazioni in gioco, hanno solo interesse alla protesta violenta, al caos sociale e provocare incidenti, così da poter – per l’appunto – cambiare il regime. Così, questi vermi striscianti infiltrano i loro elementi nelle manifestazioni e causano le uccisioni dei manifestanti per far cadere – con la connivenza dolosa e criminale della stampa internazionale (e degli intellettuali da salotto) – la colpa sul legittimo governo.
Ma, come accadde nel 2009 con la ridicola Onda Verde (finita come è finita), c’è un glorioso popolo, un esercito di uomini coraggiosi, una Guida Spirituale lucida e risoluta a difendere l’Iran: le serpi verranno calpestate.
Quindi, occorre ridere in faccia ai media e ai politici occidentali che parlano di ‘rivoluzione liberale’, perché l’Iran non ha bisogno del cancro modernista, come ogni essere sano non ha bisogno della malattia, anzi… E se nei salotti buoni di New York trovate Saviano che sorseggia un drink, raccontateglielo.

(ilfarosulmondo.it) – 02.01.2018 – Durante gli eventi degli ultimi giorni, i nemici dell’Iran, usando i vari strumenti a loro disposizione, inclusi denaro, armi, politica e apparati di sicurezza, si sono alleati l’uno con l’altro per creare problemi all’establishment islamico”, ha dichiarato oggi l’Ayatollah.

L’Ayatollah Khamenei, tuttavia, ha descritto “lo spirito di coraggio, sacrificio e fede” della nazione iraniana come un ostacolo sulla via del nemico. Il Leader iraniano ha fatto queste osservazioni durante un discorso a un incontro settimanale con le famiglie dei martiri. L’Ayatollah Khamenei ha fatto riferimento alla dolorosa situazione che ha colpito alcuni Paesi dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale, che sono stati l’obiettivo dell’invasione straniera.

Nel corso dell’incontro, Khameni ha anche commemorato i sacrifici fatti dai soldati iraniani che hanno combattuto e perso la vita durante la Guerra Imposta con l’Iraq del 1980-1988. Se il nemico fosse penetrato in Iran durante la guerra degli otto anni, “non avrebbero avuto pietà e una situazione considerevolmente peggiore di quella della Libia e la Siria sarebbe stata creata per l’Iran”, ha dichiarato l’Ayatollah Khamenei.

Da giovedì scorso in Iran gruppi di teppisti hanno organizzato proteste in diverse città, tra cui Teheran, Arak, Kermanshah, Khoramabad, per esprimere la loro rabbia contro l’aumento dei prezzi e la disoccupazione. Se i media occidentali, come nel 2009, sbavano sulle proteste auspicando un imminente crollo della Repubblica Islamica, fonti vicine ad organi di sicurezza riferiscono che delle oltre 500 persone arrestate durante i disordini, più dell’80 per cento ha ammesso di avere ricevuto denaro e ordini dall’esterno del Paese per abusare delle proteste popolari e diffondere il caos.