Il Ministero della Felicità, per garantire un diritto che non esiste

L’ultima bizzarra trovata del potente africano di turno? Sì. Un maldestro tentativo di creare nuove poltrone dove piazzare amici degli amici e parenti? Senz’altro. Ma, dietro l’istituzione di un Ministero della Felicità in Nigeria, c’è qualcosa di più. C’è la secolare menzogna dell’esistenza di un “diritto alla felicità“, formulata per la prima volta nella massonica Dichiarazione di Indipendenza americana del 4 luglio 1776, che entusiasticamente asseriva che «a tutti gli uomini è riconosciuto il diritto alla vita, alla libertà, e al perseguimento della felicità». (Non suona come una beffa, vedendo cosa hanno combinato nei 250 anni seguenti?)
Nulla di più falso. La felicità, intesa come stato permanente di piacere e benessere (quella che ti prova a vendere ogni giorno la pubblicità a 9,99€), non esiste. Esiste invece la gioia del dono, del sacrificio, che non deriva dal soddisfacimento di appetiti dell’io, ma dalla rinuncia, dall’abnegazione di sé. L’uomo si realizza combattendo, dando il proprio contributo ad una causa superiore all’interesse individuale. Chiudersi alla comunità ed al principio superiore che la informa per coltivare i propri bassi interessi non può far altro che creare viscidi borghesi, individualisti, consumatori senza cervello e… infelici.
Glielo spiegate voi al signor Ministro?

(www.occhidellaguerra.it) – 10/01/2018 – Un governatore nigeriano Rochas Okorocha ha creato un nuovo ruolo istituzionale per sua sorella – come commissario per la felicità. Okorocha ha svelato questa sua idea bizzarra durante il giuramento di altri 27 nuovi commissari per Imo, uno dei 36 stati della Nigeria.

Ma sua sorella Ogechi Ololo in seguito duramente criticata ha affermato inizialmente che sarebbe stata anche responsabile “dell’appagamento delle coppie” – dicendo che in realtà era uno degli “scopi” del suo nuovo incarico.

Ad ogni modo, l’annuncio è stato accolto con derisione sui social media. Molti hanno messo in dubbio la necessità di un tale incarico e si sono chiesti cosa avrebbe comportato. Ma la sorella Ololo – che in precedenza era il capo dello staff di suo fratello, oltre a essere consigliere speciale per le questioni interne – ha assicurato che il suo nuovo compito “è vitale” e che le persone avrebbero capito “con il tempo”.

“La felicità è qualcosa che ancora manca” ha dichiarato, e ha aggiunto: “Il mio ruolo è quello di creare atteggiamenti positivi per il nostro popolo”. Ogni giorno, ha spiegato Ololo, il ministero assicurerà che le politiche pensate per rendere felici le persone, come l’istruzione gratuita, vengano gestite correttamente e giovino alla comunità.

Ma l’originale idea ha un precedente. Gli Emirati hanno anche il loro ministro di stato per la felicità che si occupa delle politiche per raggiungere una società più felice. Era il 10 febbraio 2016, quando il primo ministro degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum ha annunciato, attraverso il suo account Twitter, la nomina di sua eccellenza Ohoud Al Roumi come primo ministro di stato per la felicità.