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Giovani ‘Holden’ crescono. Tu non essere come loro. Combatti!

Il contributo che ci giunge dalla Comunità Militante Furor è una puntuale descrizione della giornata-tipo dell’adolescente di oggi, ammaestrato fin dalla tenera età a rimandare tutto ciò che è responsabilità, servizio, coraggio.
Sii davvero giovane. Riaccendi l’anima e falla vibrare! Mettiti in gioco e prendi in mano la tua vita! 

Quando pensiamo alle nostre vite, siamo soliti avere una prospettiva “altra”, nel senso che teniamo a come siamo visti dai nostri amici, familiari, dalla società in generale, e come possiamo fare per piacere, per avere più like. Tutto questo si traduce in un’inutile civetteria, uno spreco di energie, un’umiliazione del proprio essere, oltre che a pose improbabili. Non si trova più il tempo (e il coraggio) di chiedersi di cosa sia composta, a livello qualitativo, la nostra vita.

Questo tipo di carattere è sicuramente generalizzato nella società, ma è accentuato nella parte più giovane di essa. L’analisi di una giornata tipo di un ragazzo qualsiasi che vive gli anni 2000 è deprimente, piatta, decisa altrove.

Uno dei romanzi di formazione per milioni di ragazzi del ricco occidente è senz’altro “Il giovane Holden” di Salinger. La trama racconta di un ragazzo che, per scarsi risultati e lassismo, è espulso dall’ennesima scuola e va girovagando tutto il giorno per New York così da poter evitare, quanto più possibile, il giudizio dei genitori. Holden perde tempo, tutto il giorno. Holden perde tempo come la quasi totalità dei ragazzi moderni.

Proprio come Holden milioni di giovani si svegliano ogni mattina e meccanicamente e senza una reale coscienza di ciò che fanno, iniziano le proprie attività e le proprie relazioni da perfetti passivi. Non si chiedono chi siano, cosa stiano per fare o cosa vogliono essere. Famiglia, scuola e amicizie si vivono senza coscienza, senza riconoscerne la gerarchia e i valori.

Tutte le ansie e le frustrazioni che provoca il mondo moderno si riversano nei rapporti familiari nei quali è letteralmente capovolta la gerarchia così da avere genitori inermi e flaccidi, che preferiscono diventare “amici” dei propri figli. Quest’ultimi pur di non sorbirsi gli isterismi del proprio figlio decidono di chiudere entrambi gli occhi sulle cattive amicizie, sugli spinelli, sulla cattiva educazione. Una generazione senza disciplina e carattere.

Salutati frettolosamente mamma e papà con un “cià” e intascata una lauta paghetta, il giovane isterico è pronto a tuffarsi nel mondo. Solitamente lo aspetta la scuola, un’istituzione che è ormai una vera e propria azienda. Tra “debiti”, “crediti” e “offerta formativa”, l’esemplare d’isterico, è preparato a una vita da oggetto del mercato globale. La scuola lo introduce a un mondo che per essere migliore ha bisogno di sottrarre valori e essere politicamente corretto fino alla nausea.

Il resto della giornata trascorre in modo frenetico e confuso. Ogni esemplare di giovane isterico vive la propria passione triste. Travolto da mode effimere, vive l’amore borghese, floscio nello spirito e nelle mutande, ama le palestre in cui ogni muro è ricoperto da specchi, in cui si può ammirare da ogni punto di vista, si concede, infine, il “meritato” sballo quotidiano. La società lo vuole proprio così e lui non si fa trovare impreparato. Se il giovane Holden chiede agli sconosciuti “dove vanno a finire le anatre di Central Park in inverno”, l’esemplare di giovane isterico si domanda, al massimo, dove vanno a finire le storie d’instagram.

Il giovane isterico e il giovane Holden hanno molto in comune. Entrambi si lasciano travolgere dalle emozioni, dalle passioni senza riuscire a opporre alcun tipo di resistenza e controllo. Entrambi rimandano il giorno in cui dovranno fare i conti con la propria vita.