In Olanda la prima app di incontri “anti-molestie”

La sta sviluppando l’azienda olandese LegalThings. Gli utenti potranno stabilire in anticipo che cosa vogliono o meno fare a letto tramite un contratto virtuale. E così il sesso perde tutto il suo eros, la sua passione, il gioco delle parti: diventa l’unica cosa che i moderni sanno fare, un contratto, con clausole dal sapore politically correct. E’ questa la libertà sessuale per cui avete combattuto nel’68?

(www.repubblica.it) – 18/01/2017 – L’app per dare il consenso prima del sesso LegalFling si basa sulla tecnologia blockchain. La sta sviluppando l’azienda olandese LegalThings. Gli utenti potranno stabilire in anticipo che cosa vogliono o meno fare a letto tramite un contratto virtuale. Ma l’idea ha sollevato qualche perplessità

«Storiella legale»

Un’azienda olandese, LegalThings, sta sviluppando un’app che permetterà ai suoi utenti di dare il consenso preliminare in vista di un rapporto sessuale con una determinata persona (o con un gruppo di persone). Per farlo basterà cliccare sulla relativa icona: cuoricino per il sì, croce per il no. Sarà anche possibile specificare per quanto tempo si intende dare il proprio consenso – due ore, un anno o quanto ci pare. Per chi ha guardato la quarta stagione di Black Mirror è impossibile non pensare all’episodio «Hang the DJ». L’app, denominata LegalFling (il termine inglese “fling” significa storiella, avventura), è stata annunciata mercoledì 10 gennaio da LegalThings attraverso un comunicato stampa, in cui si dice genericamente che sarà disponibile nel Google Play store e nell’App Store in seguito all’approvazione, rispettivamente, di Google e di Apple.

LegalFling si basa sulla tecnologia blockchain: ogni volta che un utente dà o meno il proprio consenso sessuale a un altro utente viene generato un cosiddetto Live Contract tra le due parti. Il documento viene registrato immediatamente su una blockchain dedicata: dal momento che la blockchain per sua natura è decentralizzata, nessuno può alterare il contratto. Il Live Contract è un accordo legalmente vincolante, anche se il suo eventuale peso in tribunale dipende dal Paese in cui si risiede. «Chiedere a qualcuno di firmare un contratto prima di fare sesso mette un po’ a disagio», afferma Rick Schmitz, il ceo di LegalThings, nel comunicato stampa con cui è stata annunciata l’app. «Grazie a LegalFling, un semplice click di consenso è sufficiente per giustificare legalmente il flirt». D’altro canto, è pur sempre possibile cambiare idea e revocare il proprio consenso (sempre tramite l’app). LegalThings sottolinea inoltre che «trovarsi in uno stato di incoscienza presuppone sempre un “no”».

WhatsApp e i risvolti legali

Secondo quanto preannunciato, l’app presenterà una serie di funzionalità. Si potrà mandare una richiesta di consenso attraverso WhatsApp o un’altra app di messaggistica, stabilire i propri limiti a letto e usare tali impostazioni anche una relazione a lungo termine, inviare una lettera di diffida con un semplice click nel caso sia stata commessa una violazione: «Con LegalFling diffondere filmati intimi è una violazione del contratto e intraprendere un procedimento giudiziario è piuttosto semplice», recita il sito dell’app. «Ottenere il consenso esplicito ed esprimere ciò che si vuole e non si vuole fare prima del sesso dovrebbe essere la norma, ma in genere ciò non accade», si legge nella sezione FAQ. «LegalFling è un modo divertente ma chiaro di stabilire le regole del gioco prima di giocare».

Le perplessità

L’app ha suscitato qualche perplessità. «Questa è una rappresentazione profondamente errata del consenso sessuale», sostiene Melanie Ehrenkranz su Gizmodo. «Un contratto generico prima di impegnarsi in un rapporto sessuale dà l’idea che il consenso non sia altro che una seccatura da verificare una volta sola. Al contrario, il consenso è qualcosa che viene dato continuamente mano a mano che si procede nel rapporto sessuale». Il sito TheNextWeb presenta un’opinione simile: «Anziché strumenti utili a intraprendere una battaglia legale qualora si venga accusati di molestie sessuali – perché è di questo che LegalFling sembra trattarsi al momento -, sarebbe necessario incoraggiare maggiormente dialoghi e confronti riguardo a ciò a cui stiamo dando consenso, su ciò che ci piace fare a letto, e con chi».

Il problema delle app di consenso

LegalFling non è la prima app che punta sull’utilizzo della tecnologia come strumento per dare il consenso sessuale: tra le altre, Good2GoSaSieWe-Consent svolgono esattamente la stessa funzione. Con questa applicazione LegalThings mira a snellire il procedimento necessario a ottenere il consenso e a rendere i contratti sicuri e inappellabili attraverso la tecnologia della blockchain (anche se l’idea di utilizzare la blockchain ai fini di dimostrare il consenso sessuale del partener risale a qualche anno fa, come emerge da questo e da quest’altro post su Reddit). «Più che affrontare il tema di come stabilire il consenso sessuale, lo scopo di queste app sembra essere quello di tutelare gli utenti da eventuali azioni legali», osserva Gizmodo, che nota inoltre come i dirigenti delle aziende in questione siano tutti uomini. «Le app di consenso promuovono una conversazione sbagliata e pericolosa, secondo cui il consenso una volta dato è irrevocabile. Inoltre applicando il consenso a qualsiasi atto sessuale, una volta che hai acconsentito al “sesso” a livello generale qualcuno potrebbe obbligarti a fare qualcosa che non vuoi», ha detto a Lifehacker Jaclyn Friedman, l’autrice di Yes Means Yes!: Visions of Female Sexual Power & a World Without Rape. «Spingere quell’idea è più pericoloso di non parlare affatto del consenso».