Movimento cinque infami

Incompetenti, buonisti e… infami.
Da quando siamo piccoli ci hanno educato che la spia ‘non è figlio di Maria’, bensì di ben altra madre (e non sempre se ne conosce il padre). E adesso, i Cinquestelle costruiscono parte della propria campagna elettorale proprio sull’infamia. Manderanno in giro provocatori e seminatori di tentazioni per ‘scoprire’ i malfattori della corruzione. Contro ogni principio giuridico (se sono provocato, allora sono imputabile come un reo ‘autonomo’?), si pone il giudizio etico per questi ‘capi-popolo’ da quattro soldi (che ci ricordano i taglia-gole della rivoluzione francese) che hanno l’armadio pieno di scheletri e si fanno giudici, ma soprattutto tentatori diabolici, dei crimini del loro sistema.

(www.repubblica.it) – 02.02.2018 –  “Serve la reintroduzione di un agente provocatore per la sconfiggere la corruzione”. Alessandro Di Battista lo ha detto stamattina a Massimo Giannini nella puntata di Circo Massimo, trasmessa in diretta da Radio Capital.

Il leader nobile dei Cinque stelle, che ha rinunciato a candidarsi ed esclude un suo ruolo come ministro in un ipotetico governo guidato da Movimento, ha indicato la reintroduzione dell’agente provocatore come una dei primi due provvedimenti di legge che Luigi Di Maio dovrebbe portare in Consiglio dei ministri se ricevesse l’incarico di formare un governo e riuscisse a realizzarlo.

“In questo paese in cui la corruzione ha raggiunto livelli impressionanti – ha detto Di Battista – serve una legge durissima per combatterla. Per me è necessario prevedere la figura dell’agente corruttore, che tenta il politico offrendogli una mazzetta. Se il politico la prende, va in galera”.

L’altra legge che Di Maio dovrebbe realizzare come primo provvedimento, dice ancora Di Battista, è la creazione di “una Banca pubblica per l’investimento sul modello tedesco, non indirizzata al profitto ma al sostegno alle imprese”.

Caustico il suo parere sul fronte del centrodestra: “Salvini è tenuto per gli attributi da Berlusconi. Lì comanda totalmente Berlusconi. Ma dove va Salvini? Non farà mai, mai, il presidente del Consiglio”.

Quanto al suo futuro immediato, invece, Di Battista ha ribadito che non sarà ministro di un eventuale governo pentastellato: “L’ho già detto, a luglio partirò per la California e poi andrò in America Latina”.