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I compagni frignano (e Gentiloni corre in soccorso)

I compagni radical chic del Cinema America – quelli, per capirci, che godono della bendizione del Quirinale, dei grandi registi italiani e di tutto il PD – frignano. Il motivo? Quei cattivoni del Comune di Roma (Cinque Stelle) hanno imposto che una delle remunerative manifestazioni estive del Cinema America non venisse loro assegnata d’ufficio, bensì gestita tramite bando comunale pubblico.

Di fatto, grazie a queste connivenze di altissimo profilo, i rivoluzionari dè noantri hanno occupato per anni una centralissima piazza del quartiere Trastevere organizzando kermesse cinematografiche con modalità piuttosto fosche e contando su un sostanziale avallo del Campidoglio che, per loro, ha sempre chiuso non uno ma entrambi gli occhi in quanto ad autorizzazioni.

Oggi, nella Roma pentastellata, certi equilibri sono cambiati ed ecco che a dover competere con tutti gli altri proprio loro, i paladini dei diritti, non ci stanno: la piazza dev’essergli data, punto e basta, sennò vanno a piangere dalle colonne de La Repubblica e nel palazzo.

Presto detto. Sul tema è addirittura intervenuto il premier Paolo Gentiloni che, evidentemente rimasto senza migliore occupazione in questa fase elettorale, ha detto: “Da presidente del Consiglio […] Spero proprio che la rassegna del cinema America in piazza san Cosimato possa proseguire. Sarebbe una decisione giusta e anche una bella notizia per Roma”.

Il compagno frigna e chiama, il politico risponde: questa è la vostra rivoluzione? A noi assomiglia più ad un film mediocre e già visto.