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La follia evoluzionista

La Teoria della Evoluzione partorita dal naturalista inglese Charles Darwin era stata concepita su misura per sostenere i sovvertimenti e le scempiaggini della nuova civiltà moderna, un oscuro progetto nato per minare alle basi le Leggi Eterne della Tradizione e negare ogni Volontà Divina nella nascita dell’uomo. Oggi non possiamo che considerare la panzana evoluzionista uno dei tanti mezzi con i quali la sovversione cerca di livellare la persona su un piano puramente materiale, annullando completamente ogni aspirazione di tipo spirituale.

a cura  della Redazione

Con questo articolo si cercherà, senza inoltrarsi nei meandri delle scienze biologiche, di analizzare la tendenziosa teoria evoluzionistica dell’uomo, dagli albori della vita fino ad oggi, sovvertitrice di un ordine primordiale che nulla ha a che fare con le scimmie e con qualsivoglia aberrazione pseudoscientifica alla “Jurassic Park”.

Fu nel periodo a cavallo tra il settecento e l’ottocento, momento storico ricco di rinnovamenti politico-sociali che stravolsero negativamente gli Stati europei, che prese piede il progetto di screditare i Principi Immutabili, su cui si erano fondati gli Stati fino ad allora, per mezzo della scienza e soppiantarli con la nuova ideologia illuminista (1), portata in trionfo con la Rivoluzione Francese.
Occorreva, innanzitutto, smentire l’esistenza di Dio e quale miglior modo di farlo se non quello di mettere in discussione la creazione dell’uomo?

Bisognava anche proclamare la “Libertà” dell’uomo, ma non dal male, bensì la libertà da parte dell’uomo di assoggettare la natura con la tecnica, a tal punto da stravolgerne ogni Legge e sistema. Tutto questo ovviamente doveva essere compiuto attraverso la “scienza”, strumento principe dell’ideologia illuminista, per far sì che una volta per tutte la razionalità vincesse sul metafisico e per dare al tutto una parvenza di veridicità incontestabile. Gli scienziati formularono delle teorie evoluzionistiche, senza preoccuparsi tanto di fare le dovute osservazioni o di reperire delle prove attendibili in quanto si sarebbero create artificialmente in seguito. Tali teorie avevano lo scopo di negare la creazione dell’uomo da parte di Dio, ed ovviamente poter dimostrare la derivazione dell’uomo dall’animale, in seguito a casuali quanto improbabili mutazioni e sviluppi di organi. Questo mirava ad abbattere definitivamente tutto ciò che la Tradizione insegna, e negare ogni Volontà Divina nella nascita dell’uomo.

Furono diversi gli scienziati che si cimentarono in questo compito sovvertitore, tutti contribuirono a creare un tassello per il grande mosaico che oggi si chiama “Teoria della Evoluzione Darwiniana”.

Attualmente tale teoria è studiata e imposta come dogma in tutte le scuole e il Darwin fu solo l’ultimo e per certi versi incolpevole autore (2). Tale panzana, partorita dal noto naturalista inglese, fu subito eletta come madre ideale di tutte le ideologie “forti” dell’epoca, da quella Liberale a quella Capitalista, passando ovviamente per quella Socialista. Era stata concepita su misura per sostenere i sovvertimenti e le scempiaggini della nuova civiltà moderna.
E’ possibile, infatti, riscontrare dei veri e propri parallelismi tra quelle che sono le formulazioni scientifiche della “Teoria” e le formulazioni politiche su cui si fondarono le moderne società di fine ottocento.

Una prova ulteriore, da parte dei fautori evoluzionisti, dell’oscuro progetto di minare alle basi le Leggi Eterne della Tradizione. La scienza moderna escludeva, perché antiscientifica, la creazione speciale o la guida Divina nella formazione di tutte le specie, compresa quella umana. A sua volta la politica sosteneva che la Civiltà e le Comunità umane sono realizzabili con l’esclusione di ogni elemento trascendente, proclamando la morte di Dio.
Gli scienziati, inoltre, sostenevano e sostengono tuttora che, nel corso dell’evoluzione, gli animali superiori sono derivati dagli animali inferiori (3), dal punto di vista politico tutto ciò si andava a concretizzare sconfessando l’origine divina dell’Autorità (4).
La conseguenza si dimostrerà nefasta perché giustificherà il fatto che le classi dirigenti sono tali solo perché volute dalla massa per elezione democratica.

Ovviamente per gli evoluzionisti le teorie propugnate erano valide anche per l’uomo. Darwin dichiarava infatti che prima o poi l’uomo più evoluto sterminerà e si sostituirà all’uomo meno evoluto, in seguito ad un processo da attribuire alla selezione naturale. Questo legittimò il colonialismo e la sopraffazione da parte delle potenze europee nei confronti dei popoli indigeni dell’America e dell’Africa. Queste corrispondenze tra scienze e politica è facile riscontrarle anche oggi, inculcate e leggibili nelle menti degli uomini e nelle costituzioni di tutti gli Stati del mondo.

In definitiva si può affermare che l’evoluzionismo non è che uno dei tanti mezzi con i quali la sovversione cerca di livellare la persona su un piano puramente materiale, annullando completamente ogni aspirazione di tipo spirituale.

NOTE

1: L’Illuminismo, movimento culturale diffusosi in Europa nel XVIII sec., sostiene che tutto ciò che non si può spiegare attraverso la ragione non può essere ritenuto valido ed attendibile. Nega, quindi, l’esistenza di Dio e di ogni aspirazione spirituale da parte dell’uomo, riducendo ogni messaggio religioso ad una pura invenzione umana.
2: Fin dall’inizio Darwin non fu troppo convinto delle sue teorie, a causa di numerose rilevazioni scientifiche che ponevano in bilico le sue tesi contenute nel testo “L’origine delle Specie” che fece stampare solo dopo sei anni dalla stesura anche in seguito a pressioni esterne (per approfondimenti: “Rapporto sull’Evoluzionismo” Ed. Il Cinabro, pp. 23,24,25).
3: Ammettere che l’uomo derivi dalla scimmia è secondo la visione tradizionale, e di tutte le vie che ne fanno riferimento, un’autentica bestemmia, in quanto nega l’origine divina dell’uomo. Semmai è l’uomo che degenerando può assumere le caratteristiche fisiche, psichiche e spirituali di una povera scimmia.
4: Durante la Rivoluzione Francese il Re di Francia fu spodestato dai rivoluzionari in quanto rappresentava l’autorità, colui che aveva qualità e funzione di capo (anche se per ciò che riguarda la persona di Luigi XVI poniamo delle riserve), proveniente non dal basso, attraverso elezioni democratiche, bensì dall’alto, di origine divina. Eliminare il Re significava, per i giacobini, abbattere definitivamente ogni Legge tradizionale che ancora resisteva, in nome dell’ateismo e della falsa libertà democratica.