Lotta all’evasione fiscale? Un falso mito. Ecco i veri numeri

Il mito della lotta all’evasione fiscale è falso: vessazioni sui piccoli e occhi chiusi sui grandi evasori. Ecco i numeri.
E’ sempre più diffuso il mito della lotta all’evasione fiscale che, nei fatti, si traduce in politiche repressive contro le piccole e piccolissime imprese italiane che vengono ogni giorno subissate di tasse e balzelli odiosi. Duro è il pugno dello Stato contro gli evasori, da qualche anno a questa parte.
Ma siamo sicuri che questa politica della fermezza sia uguale con tutti gli evasori e che, soprattutto, il cosidetto “nero” derivi soprattutto dall’evasione dei tanti piccoli evasori (spesso, più per necessità che per arricchirsi)?
No. I numeri dimostrano il contrario. E cioè che la proficua attività di recupero delle tasse non pagate è dovuta in larga misura al recupero su quei grandi capitali e ricchezze occultate, spesso all’estero. Tuttavia, queste politiche repressive sono utili e funzionali ad un cappio sempre più stretto sulla gola degli italiani: controllo dei conti bancari, diminuzione del denaro contante, limitazione nelle transazioni e molto altro, diventano il corollario perfetto alla dittatura democratica che ci circonda.

(it.businessinsider.com) – 12/02/2018 – L’Agenzia delle Entrate ha recuperato 103 miliardi in 7 anni. Quindi l’evasione fiscale non c’è più. O no?

I 19,1 miliardi dell’anno scorso erano già un record, ma nel 2017 l’Agenzia delle Entrate ha superato se stessa. Alla presenza di Gentiloni e Padoan, il 31 gennaio il Direttore Ruffini ha infatti annunciato che nel 2017 sono stati recuperati ben 20 miliardi di evasione fiscale.

L’escalation sembra in effetti impressionante. Nel 2011 l’Agenzia delle Entrate “recuperava” già 12 miliardi, e da allora le cifre sono cresciute regolarmente. Da cittadino e onesto contribuente, mi aspettavo quindi che con un ritmo del genere l’evasione annua totale, stimata da tutti in più di 100 miliardi, sarebbe stata definitivamente sconfitta nel giro di sette-otto anni. La mia aspettativa era infatti basata su un’idea di “recupero” molto semplice, per la quale lo Stato scopriva che qualcuno non pagava le tasse, e quel qualcuno da quel momento in poi le tasse le avrebbe pagate.

Fosse stato così, già ora l’evasione fiscale con il maxi “recupero” del 2017 non esisterebbe praticamente più. Guardate questo grafico, relativo al periodo 2011-2017.

Mette a confronto l’evasione fiscale totale con i “recuperi” cumulati a partire dal 2011, che arrivano nel 2017 a 103 miliardi, una cifra assolutamente equivalente a quella dell’evasione:

1

Ma come si vede dal grafico l’evasione fiscale invece continua ad esserci (nel 2015 era ancora a 100 miliardi, anche se erano stati “recuperati” già 66 miliardi). E allora? Evidentemente la mia definizione di “recupero” non è quella giusta.

E infatti gran parte dei tanti miliardi “recuperati” vengono damisure una tantum e iniziative spot (rottamazione delle cartelle, compliance, voluntary disclosure ecc.). Se per esempio sottraiamo dal totale il risultato di queste misure emergono incassi da attività di controllo vere e proprie pari a 7,5 miliardi nel 2015 e a 6,4 miliardi nel 2016. Una briciolarispetto alla vera evasione, che è quella da occultamento.

E che la vera evasione sia solo stata scalfita, nonostante i magniloquenti annunci dell’Agenzia delle Entrate, è del resto confermato dalla triste vicenda del Fondo per la riduzione della pressione fiscale, la cui esistenza è ignota ai più.

Eppure per il Fondo si era partiti con proclami roboanti. Tipo questo:

L’onere del risanamento deve ricadere soprattutto su chi ha finora evaso i propri doveri di cittadino. La lotta all’evasione deve essere rafforzata e i benefici di tale lotta devono essere distribuiti soprattutto a chi ha finora sempre pagato, in particolare le classi meno abbienti. Per questo proponiamo la costituzione di un Fondo per la riduzione della pressione fiscale: i cittadini devono vedere in concreto che se tutti pagano le tasse, ciascuno ne paga di meno, ed essere così coinvolti nella lotta all’evasione.

Giustissimo. Lo diceva Matteo Renzi, nel suo programma per le primarie 2012.

Detto fatto. Il comma 431 della legge n. 147 del 2013 (legge di stabilità 2014)  istituiva il Fondo per la riduzione della pressione fiscale cui destinare, a decorrere dal 2014, i proventi della lotta all’evasione. Ma tutti? No. Soltanto la differenza fra incassi e previsioni. Ma tutta la differenza? Ancora no. Solo la componente strutturale (cioè quella su cui si può fare affidamento anche per gli anni successivi). Togli questo e togli quello, sapete quanto è andato al Fondo nel 2017? 370 milioni. In media i circa 40 milioni di contribuenti potrebbero quindi usufruire di una riduzione delle tasse di circa 9 euro a testa. Non è molto, dite? Mica vorrete essere disfattisti? Ricordatevi sempre che tutti i grandi viaggi iniziano con un piccolo passo.