Armati di Kultur! Novità dagli scaffali

CAVALLERIA

Titolo completo: Cavalleria. Una via sempre aperta.
Autori: Mario Polia, Cosmo Intini, Curzio Nitoglia
Anno: 2017
Pagine: 200

Il libro: Essere Cavalieri, oggi, non significa prendere il cavallo e partire per la guerra con spada e corazza, ma semplicemente raccogliere l’eredità dei veri cattolici che ci hanno preceduti e continuare a viverne lo spirito. Certo, basterebbe il Vangelo. Lo sappiamo, ma occorre che questo venga predicato nella sua verità e integrità. Lo spirito della Cavalleria non inventa nulla di nuovo, ma rinvigorisce e purifica un ideale di vita cristiana che sembra essersi perso nel mare dei compromessi, degli accomodamenti, dei mescolamenti con la mondanità. Recuperare lo “spirito” della Cavalleria è possibile, perché la Cavalleria è una Via sempre aperta. Oggi più che mai vuol dire affrontare la vita sociale con una virile tempra che sia finalmente cristiana in maniera integra.

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DIO E IL POETA

Titolo completo: Dio e il poeta
Autore: Guido de Giorgio
Anno: 1985
Pagine: 176

Il libro: Guido de’ Giorgio (1890-1957) è una delle figure più rappresentative ed esemplari del pensiero tradizionale. Laureato in filosofia con una tesi di argomento orientalistico, si trasferisce in Tunisia dove ha rapporti con rappresentanti dell’esoterismo islamico e, all’indomani della prima guerra mondiale, entra in contatto con Guénon con cui stringe una salda e duratura amicizia. Nel frattempo conosce A. Reghini e J. Evola e collabora con la rivista “Ur” e “Krur”. Nel 1930 ispira la pubblicazione della rivista “La Torre”…. decide di condurre un’esistenza solitaria e ascetica sulle Alpi, trovando rifugio in una canonica abbandonata. Qui compone le sue opere principali: La Tradizione Romana e Dio e il Poeta. Quest’ultima rende testimonianza di uno sforzo a vibrare all’unisono con le verità d’ordine metafisico espresse nelle Sacre Scritture cristiane, islamiche e indù, di cui era profondo conoscitore. A dispetto di quanto può apparire da una lettura superficiale, Dio e il Poeta non è assimilabile alle opere di F. Nietzsche, come sembrerebbe suggerire una vaga somiglianza di piglio e d’intonazione.. La fusione di un contenuto elevato con uno stile ritmico incalzante – che quasi rievoca quello di certi poemi sufici – corda d’arco sempre tesa in direzione dell’Inesprimibile, dell’insondabile, dello Zero metafisico, conferma l’anelito mai domo nel cercare in se stessi le verità che hanno informato le autentiche civiltà tradizionali.

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ARJUNA E L’UOMO DELLA MONTAGNA

Titolo completo: Arjuna e l’uomo della montagna
Autore:
a cura di Alberto Pelissero
Anno
: 1997
Pagine
: 180

Il libro: Il testo è un episodio autonomo tratto dal Mahabharata. Arjuna, l’eroe già noto agli appassionati che hanno letto la Bahagavad Gita, incontra un misterioso personaggio con cui ingaggia un mortale combattimento. L’uomo si rivela poi essere un’incarnazione di Siva.

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L’UOMO DI LUCE NEL SUFISMO IRANIANO

Titolo completo: L’uomo di luce nel sufismo iraniano
Autore:
Corbin Henry
Anno:
1988
Pagine:
176

Il libro: L’Oriente cercato dal mistico è in direzione del nord, al di là del nord, e soltanto un cammino ascensionale può avvicinare a questo nord cosmico scelto come punto d’orientamento. La dimensione polare come dimensione trascendente dell’individualità terrestre implica l’esistenza di una figura-controparte, di un celeste “alter ego” che consente il raggiungimento del polo ponendosi come “guida sovrasensibile” del ricercatore. Lo scopo di questo libro è precisare meglio cosa sia tale orientamento e dove esso conduca, rivelando altresì l’intero segreto della guida invisibile, del compagno celeste del mistico itinerante, figura di luce, immagine e specchio in cui si arriva a contemplare la teofania nella forma corrispondente al suo essere. L’autore tenta di fissare l’identità di questa figura sotto i diversi nomi che vengono dati alle sue apparizioni, poiché questa guida di luce è quella che riconduce alla terra di luce.

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LA RELIGIONE ROMANA

Titolo completo: La religione romana
Autore: Agostino Pastorino
Anno: 1973
Pagine: 240

Il libro: Agostino Pastorino, nato a Masone (Genova) nel 1920, è preside del Liceo scientifico statale “G.D. Cassini” di Genova. Libero docente di Filologia classica, ha insegnato all’Università di Genova e, attualmente, è comandato alla cattedra di Storia Romana presso la facoltà di Magistero dell’Università di Torino. Ha pubblicato lavori di filologia classica, di letteratura cristiana antica, edizioni critiche, con commento filologico, storico, versione italiana (Giulio Firmico Materno, ​De errore profanorum religionum​, Firenze, 1956, 2a ed., con trad. ital. 1969; Decimo Magno Ausonio, ​Opere​, Torino, 1971)

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 IL MISTERO DEL GRAAL

Titolo completo: Il Mistero del Graal
Autore: Julius Evola
Pagine: 264
Anno: 2002

Il libro: Nuova edizione riveduta.

Con un saggio introduttivo di Franco Cardini . Chi conosce la storia del Graal e dei cavalieri della Tavola Rotonda soltanto attraverso il Parsifal di Richard Wagner o le divagazioni di certi ambienti “spiritualistici”, il film Excalibur di John Boorman o i moderni romanzi di “fantasy” da questo libro di Julius Evola sarà condotto in un mondo insospettato e suggestivo, ricco di simboli, di elementi metafisici e di significati profondi. Basandosi su tutti i principali testi originali della leggenda e di cicli affini (antichi francesi, inglesi e tedeschi), viene precisato il senso del mistero del Graal, mistero che non ha un carattere vagamente mistico, ma iniziatico e regale, e che si lega ad una tradizione anteriore e preesistente al cristianesimo, mentre presenta connessioni essenziali con l’idea di un centro supremo del mondo e di un misterioso dominatore. Delle varie avventure cavalleresche, svolgentisi in un’atmosfera strana e “surreale”, l’Autore indica il significato nascosto, rifacentesi essenzialmente ad esperienze e prove interne. Anche il simbolismo della “donna” e dell’eros viene adeguatamente spiegato per le valenze che ha in questo specifico contesto. Dopo di che, l’esame si porta sul significato che ebbe l’improvviso apparire e scomparire delle leggende del Graal nel Medioevo occidentale. Esso rappresentò la più alta professione di fede del ghibellinismo ed ebbe strette relazioni col templarismo. Julius Evola considera poi varie correnti che in un certo modo ripresero l’eredità del Graal dopo la distruzione dell’Ordine dei Templari e il declino del Sacro Romano Impero. Nel parlare dei Templari, poi dei Catari, del “Fedeli d’Amore” (cui appartenne anche Dante), degli ermetisti e via via fino ai rosacruciani, l’Autore dischiude al lettore altri inediti àmbiti culturali. Di notevole interesse, per il punto di vista originale, sono le considerazioni finali sul senso della massoneria e sulle sue trasformazioni nel tempo, oltreché su quei temi delle leggende trattate che non sono soltanto di ieri ma presentano una perenne attualità che si ritrova – insospettabilmente – sino ai nostri giorni tecnologici e materialisti. Nell’arco degli ultimi quattro o cinque lustri abbiamo inoltre assistito ad un continuo pubblicare di saggi e romanzi sul Medioevo, la Cavalleria e il Graal sia come nuove opere, sia come ristampe di testi classici. In questo clima – tratteggiato per ampie linee comparatiste corredate da un’ampia bibliografia nel saggio di appendice a questa nuova edizione – Il mistero del Graal svolge ancora oggi, e forse oggi più che mai, una propria funzione essenziale: non soltanto come testo di amplissima erudizione, di insospettate rivelazioni, di affascinante lettura, ma soprattutto come strumento metodologico di un’interpretazione simbolica insuperata, tale da consentire il formarsi di un punto di vista eterodosso e controcorrente rispetto alla cultura e alla storiografia ancora predominanti.

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FEDELTÀ FEUDALE

 Titolo completo: Fedeltà Feudale
Autore: Emmanuel Malynski
Anno: 2014
Pagine: 176

Il libro: “L’epoca del rispetto dei valori: così possiamo definire il Medioevo. Un rispetto, non imposto ma innato, verso le qualità intrinseche dei caratteri, quindi delle funzioni, superiori. Da ciò discendeva la fedeltà feudale : autentica devozione provata da chi riconosceva, e in essi si riconosceva, i grandi del mondo e le ‘grandezze’ che costoro esponevano. In quell’epoca si rispettavano tutti i valori, a eccezione dei “valori’ di borsa – i soli veramente stimati al tempo d’oggi.” “Grandi e piccoli, ricchi e poveri, uomini dei campi, proprietari e proletari siamo tutti, sotto il riguardo sia individuale che sociale, servi del capitalismo (…) Pagando le imposte sempre crescenti crediamo di compiere un dovere civico: in realtà paghiamo soltanto un tributo al capitale internazionale (…) Senza denaro, non possiamo produrre, consumare, crescere, morire, mangiare, dormire, respirare. E il peggiore dei mali è che tutto questo ha finito per sembrarci affatto normale.”

Fedeltà feudale è il titolo che viene dato a questa ristampa del volume di Emmanuel MalynskiFedeltà feudale e ‘dignità umana’, apparso nel 1976 per i tipi delle Edizioni di Ar. Nella visione controstorica dell’Autore, la ‘dignità umana’ è in verità il guadagno, ovvero la quintessenza del mercante, dell’usuraio, del capitalista: di quelli che sono, per il Malynski, i tipi fondativi, e perciò normativi, del mondo che, attraverso le rivolte democratiche, i movimenti liberali le guerre nazionaliste, è succeduto all’universo della fedeltà feudale, dell’onore. Sono onore e guadagno – dunque idèa e anti-idèa. natura e contro-natura – a disegnare, contendendosene l’anima, il paesaggio della cultura umana.

Il Medioevo si presenta come un paesaggio di città in rovina e sterpi che si smangiavano le strade, di banditi e pestilenze, di leggi che non riuscivano più ad assicurare l’equilibrio sociale e di orde barbariche che irrompevano a creare ancora più scompiglio. Il popolo, funestato dai più diversi terrori, braccato dalla sorte, gettò la maschera e, ammessa la propria incapacità di autonomia, mosse in cerca di protezione: ebbe bisogno di un Signore o del Signore.

Nacquero così quei centri attrattivi che furono i castelli, da un lato, i conventi, dall’altro. Sotto molti aspetti, in origine, ciò che canta la tradizione cavalleresca, e l’animo nobile di oggi decora, era un espediente cui i popolani bisognosi ricorrevano per sopravvivere. Eppure, anche un fenomeno scatenato da un dato di fatto così meschino – la pavidità e pochezza dell’uomo comune – si decantò sino a comporre un’etica fondata sulla fedeltà, la lealtà, l’onore. Sbugiardare le illusioni ideologiche di oggi: questa è l’opera, esemplare nel rivoltare il veleno in farmaco, compiuta da Emmanuel Malynski e dagli autori che ne hanno seguito le tracce.

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I FONDAMENTI DELLA POLITICA TRADIZIONALE

Titolo completo: I fondamenti della politica tradizionale
Autore: Philippe Baillet
Anno: 1987
Pagine: 49

Il libro: Questo saggio non riflette opinioni individuali dell’autore ma raccoglie, condensandole, le proposizioni sul tema della connessione tra l’Autorità spirituale e il potere temporale, enunciate da uno degli esponenti contemporanei della sapienza tradizionale: Ananda K. Coomaraswamy. Lo scritto di Baillet vuole essere così una ‘convocazione’ di coloro che, avvertite entro di sé esigenze di purificazione intellettuale, si propongono di svilupparne la possibilità, coltivando gli elementi della vera conoscenza.

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MIRCEA ELIADE

Titolo completo: Mircea Eliade. Le forme della Tradizione e del Sacro.
Autore:
AA.VV
Anno:
2012
Pagine:
176

Il libro: Questo volume raccoglie gli atti del convegno, svoltosi a Perugia il 6 ottobre 2007, organizzato dall’Antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraim (Grande Oriente d’Italia) e dall’Accademia Nazionale dei Filaleti in occasione della ricorrenza del centenario della nascita di Mircea Eliade, il celebre scrittore, storico e antropologo rumeno. Il convegno ha inteso non solo rendere gli onori magistrali a questo misconosciuto maestro del pensiero spirituale laico moderno, ma ha anche offerto spunti di riflessione sulle ardite intuizioni di Eliade riguardanti la trasformazione delle forme del sacro, a partire dalle culture primitive per giungere a quelle cosiddette progredite, e, soprattutto, sulla strategicità delle sue illuminanti e geniali idee, nella prospettiva dell’avvento di una auspicabile e rinnovata “scienza del sacro”. Con un atteggiamento correttamente obiettivo, l’opera di M. Eliade, può oggi, ormai molto a posteriori, essere ripresa, dal dimenticatoio nel quale è stata per molto tempo, ed essere rivalutata per spiegare anche il grande vuoto spirituale e la profonda crisi di identità di cui è malato l’uomo moderno o, per meglio dire, post moderno.

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I CANTI DELLA GUARDIA DI FERRO

Titolo completo: I canti della Guardia di Ferro
Autore: AA.VV.
Anno: 2017
Pagine: 78

Il libro: All’apparire del fenomeno legionario, il panorama sociale della Romania si caratterizza per la presenza massiccia di un contadinato autoctono estremamente povero, sul quale si è venuto a sovrapporre, in tempi recenti, uno strato straniero; il ceto medio locale, molto esiguo, vive a contatto immediato col mondo agricolo. In tale situazione, la realtà nazionale coincide con quella popolare, specialmente contadina, mentre la borghesia cittadina si identifica in buona parte con l’elemento forestiero. Molti canti poplari, divennero la base delle musiche della Guardia di Ferro Legionaria.

 

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