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Gli americani comprano Italo. E il Governo? Resta a guardare

Sovranità questa sconosciuta o, per meglio dire, non applicata. La storia della recente acquisizione di Italo, infatti, ha tutti i contorni del tragicomico. Verrebbe da ridere, ma così non è, perché l’effetto finale è l’ennesima riduzione di sovranità dell’Italia. Infatti l’acquisizione di attività strategiche da parte di soggetti extra-UE è subordinato ad un controllo governativo sulla base del cosidetto “Golden power”: la possibilità dell’Esecutivo, cioè, di valutare se tale operazione contrasta con gli interessi nazionali.
Come mai il Governo non si è espresso sulla vicenda, limitandosi a qualche vago accenno in un paio di interviste? Molto semplice, perché per la mancanza di una legge che renderebbe effettivo questo potere anche nel caso di interesse strategico legato ai Trasporti, non può tecnicamente farlo. Eppure i ministri Piercarlo Padoan (Economia e finanze) e Carlo Calenda (Sviluppo economico) avevano espresso l’auspicio che Ntv si quotasse in Borsa invece di essere venduta. Tutti – a chiacchiere – sapevano esattamente quale fosse la nostra priorità strategica, ma nessuno ha mosso un dito.
A cosa abbiamo assistito, dunque? All’ennesimo golpe silenzioso dove il Governo anzichè precipitarsi in aula per votare una legge che gli avrebbe consentito i suoi pieni poteri ha svogliatamente lasciato che le cose andassero da se e che il mercato facesse il suo corso. E’ solo stupidità e ignoranza? Non crediamo.

(www.businessinsider.it) – 18/02/2018 – Gli americani comprano Italo e il governo sta a guardare. Ecco perché non ha potuto fare nulla.

C’è stato o non c’è stato un vaglio istituzionale sul passaggio di proprietà di Ntv dagli azionisti privati italiani a un soggetto estero? Ovvero: il governo ha esaminato o no l’offerta del fondo Gip sulla società Nuovo trasporto viaggiatori seguendo le indicazioni della legge sulla Golden power?

La risposta alle due domande è “no”. Non c’è stato alcun vaglio governativo dell’operazione nonostante la Golden power – ovvero i poteri speciali dell’esecutivo sulle acquisizioni di società italiane ad opera di soggetti extra Ue – si estenda anche al settore dei trasporti, come indicato dalla legge del 2012.

Perché il governo non si è interessato? Semplicemente perché mancano provvedimenti attuativi nel comparto trasporti che consentano all’esecutivo di intervenire per esaminare le operazioni che rientrano nella legge sulla Golden power. Eppure i ministri Piercarlo Padoan (Economia e finanze) e Carlo Calenda (Sviluppo economico) avevano espresso l’auspicio che Ntv si quotasse in Borsa invece di essere venduta.

Ecco quello che una fonte governativa al corrente degli iter normativi sui poteri speciali dice a Business Insider Italia: “Le modifiche introdotte dal decreto fiscale non sono ancora operative. Mancano infatti i decreti attuativi, in corso di predisposizione”. Quindi il governo non ha potuto opporsi – nel caso lo avesse voluto – all’acquisto della società presieduta da Luca di Montezemolo e guidata dall’amministratore delegato, Flavio Cattaneo, al fondo americano Global Infrastructure Partners (Gip).

La fonte governativa fa riferimento al decreto fiscale intitolato “Disposizioni urgenti materia finanziaria e per esigenze indifferibili” della fine dello scorso anno. E i decreti attuativi che mancano – appannaggio in particolare del ministero dello Sviluppo economico retto da Carlo Calenda, di concerto con il ministero dell’Economia guidato da Piercarlo Padoan – sono previsti dall’articolo 14 del decreto fiscale.

L’articolo 14 in questione riguarda “Modifiche al decreto legge 15 marzo 2012, n. 21, in materia di revisione della disciplína della Golden Power e di controllo degli investimenti extra Ue“. “L’articolo 14 – spiega una nota dell’ufficio studi della Camera – interviene sulla disciplína dell’esercizio dei poteri speciali del governo in ordine alla governance di società considerate strategiche nel comparto della sicurezza e della difesa, dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, di cui al decreto-legge n. 21 del 2012“.

In particolare, la legge prevede una “generale sanzione amministrativa pecuniaria ove siano violati gli obblighi di notifica, funzionali all’esercizio dei poteri speciali da parte del Governo nel comparto della difesa e della sicurezza nazionale (comma 1, lettera a) e si estende l’esercizio dei poteri speciali applicabili nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, al settore della cd. alta tecnologia (comma 1, lettera b, nn. 1-5)”. Inoltre, “si individua un criterio specifico cui il governo deve attenersi nell’esercizio dei poteri speciali, con riferimento a quelle operazioni di acquisto da parte di soggetti extra UE di società che detengono attivi strategici nel settore energetico, dei trasporti e delle comunicazioni, ove l’acquisto di partecipazioni determini l’insediamento stabile dell’acquirente”.

Ma che cosa poteva e doveva fare il governo se avesse approvato i decreti attuativi? La disciplina dei poteri speciali contenuta nel D.L. n. 21 del 2012, ribattezzata legge sulla Golden power, specifica che “tali poteri consistono nell’imposizione di specifiche condizioni nel caso di acquisto di partecipazioni in imprese che svolgono attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale; nel diritto di porre il veto all’adozione di delibere societarie aventi ad oggetto, tra l’altro, le vicende straordinarie delle società di rilevanza strategica; nel diritto di opporsi all’acquisto, a qualsiasi titolo, di partecipazioni in dette imprese”.

Con riferimento agli aspetti procedurali dell’esercizio dei poteri speciali e le conseguenze che derivano dagli stessi o dalla loro violazione, aggiunge la legge, “sono nulle le delibere adottate con il voto determinante delle azioni o quote acquisite in violazione degli obblighi di notifica al governo, nonché le delibere o gli atti adottati in violazione delle condizioni imposte”.