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Per cosa combattiamo (Chieti, 17.02.2018) – recensione

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Dopo la trasferta a Catanzaro, la Comunità Militante Raido si è recata a Chieti, ospite di Ordine Futuro Abruzzo. Il circolo, arricchito anche da un banchetto librario, era gremito in ogni ordine di posto. L’evento ha visto la partecipazione di molti militanti giovani, a dimostrazione della vitalità della Comunità abruzzese.

E’ Sergio Saraceni, Responsabile di Ordine Futuro Abruzzo, a dare il via all’incontro, dalle cui parole risuona forte e chiaro il richiamo alle Virtù che devono animare e pervadere la vita di ogni militante, in ogni momento, avendo bene come principio ispiratore il “Vita est Militia Super Terram”.

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A seguire la Comunità Militante Raido ha preso la parola, nell’intento di enucleare il “per cosa combattiamo”, ovvero i motivi della lotta quotidiana ed il percorso che il militante attraversa durante la sua vita.

Ecco dunque che inizialmente sentiamo dentro di noi un non ben specificato senso di ribellione verso ciò che ci circonda; un rifiuto intransigente e totale verso il marciume caratterizzante il mondo moderno. Questa generica sensazione di rivolta deve essere poi sublimata, indirizzata verso l’alto attraverso l’utilizzo di una bussola, il cui ago si muove secondo i dettami della Tradizione. Verità, Giustizia, Onore sono elementi imprescindibili per dirigere la prua verso il Nord.

Interiorizzare, introiettare e proiettare verso l’esterno tali valori spinge il militante a combattere contro se stesso e contro l’esterno, in un’ottica di Grande e Piccola Guerra Santa, rappresentativa, la prima del combattimento contro i nemici esteriori; la seconda evocativa di un’azione impersonale che non bada ai frutti dell’azione stessa, ma la innalza a lotta contro i nemici che l’uomo porta dentro di sé. La Vittoria può avvenire solo se si possiede un orientamento interno, soltanto se la circonferenza è disegnata prendendo come punto di riferimento il centro, riprendendo la metafora-simbolo del compasso.

chieti-4Tutto ciò deve avere come base la Formazione del Militante, ossia dare forma all’azione che si intraprende. E’ qui che si è sottolineato l’importante ruolo della Comunità, fondamentale mezzo per difendersi dalla tentazione di ergersi ad avvocati di noi stessi. Essa è una Scuola – come diceva Corneliu Zelea Codreanu – “in cui si entra uomini per uscirne eroi”.

Un’ottima cena ed una serata dal forte tono cameratesco chiudono questa trasferta. Un ringraziamento particolare va ai ragazzi di Ordine Futuro, la cui ospitalità “romana” è simbolo di un comune universo di valori che non conosce frontiera.