In memoriam | Mikis Mantakas


 Il 28 febbraio 1975, via Ottaviano, Roma: un plotone di fuoco si presentò davanti alla sede del 
Msi Prati; i difensori della sezione usciti per fronteggiarli, vennero bersagliati da colpi di pistola.
Pochi colpi secchi e Mikis Mantakas, 21 anni, cittadino greco, iscritto all’Università di Roma, da un anno militante del Fuan, rimane a terra senza vita.

Ragazza che aspettavi, un giorno come tanti:

 un cinema, una pizza, per stare un po’ con lui,dai apri la tua porta, che vengo per parlarti…“Sai, stasera… in piazza… erano tanti, e…il tuo ragazzo è morto…è morto questa sera”.

Vent’anni sono pochi per farsi aprir la testa dall’odio di chi invidia la nostra gioventù, di chi uno straccio rosso ha usato per bandiera, perché non ha il coraggio di servirne una vera.

La gioventù d’Europa stasera piangerà chi è morto in primavera per la sua Fedeltà. Le idee fanno paura a questa società, ma ancora più paura può far la Fedeltà: la Fedeltà a una terra, la Fedeltà a un amore, sono cose troppo grandi per chi non ha più cuore.

Un fiore di ciliegio tu porta tra i capelli, vedendoti passare ti riconoscerò e…Sole d’Occidente che accogli il nostro amico, ritorna a illuminare il nostro mondo antico. Dai colli dell’Eterna ritornino i cavalli, che portano gli eroi di questo mondo stanchi.

Ragazza del mio amico, che è morto questa sera, il fiore tra i capelli no, non ti appassirà. Di questo tuo dolore, noi faremo una bandiera, nel buio della notte una fiamma brillerà. Sarà la nostra fiamma, saranno i tuoi vent’anni, la nostra primavera sarà la libertà.

“Nel suo nome” (Amici del Vento)