Il ‘puparo’ Casaleggio sotto attacco del New York Times. Sta cambiando qualcosa?

Potrebbe essere potenzialmente l’uomo più potente d’Italia, eppure poche persone sanno chi è. Gli ambasciatori stranieri lo cercano, anche se non ha un incarico pubblico. Sostiene di essere un semplice membro di un movimento politico, offrendo volontariamente assistenza tecnica gratuita ma, di fatto, tramite la la sua piccola società milanese controlla i voti, i candidati e le politiche del principale partito italiano. Oggi, anche al di là dell’Atlantico, iniziano a chiedersi chi sia, davvero, Davide Casaleggio: il volto “occulto” del M5S. Costa sta cambiando nella percezione di Casaleggio e, in generale, del M5S prima tanto osannato all’estero?

(www.ilfoglio.it) – 05/03/2018 – Il New York Times ha dedicato un lungo articolo all’“uomo misterioso che gestisce il Movimento 5 stelle nell’ombra”, ovvero Davide Casaleggio, definito come il “Mago di Oz” che si nasconde dietro il sipario del partito capeggiato da Luigi Di Maio: “Potrebbe essere potenzialmente l’uomo più potente d’Italia, eppure poche persone sanno chi è. Gli ambasciatori stranieri lo cercano, anche se non ha un incarico pubblico. Sostiene di essere un semplice membro di un movimento politico, offrendo volontariamente assistenza tecnica gratuita, ma i critici dicono che lui e la sua piccola società milanese controllano i voti, i candidati e le politiche del principale partito del paese”.

 

Il New York Times riprende l’inchiesta del Foglio che ha rivelato l’esistenza, ma soprattutto il contenuto, dello statuto dell’Associazione Rousseau: “Lui e i suoi sostenitori dicono che ha offerto la piattaforma come uno strumento per il partito, ma i documenti recentemente rivelati dalla stampa italiana sembrano mostrare che egli mantenga il controllo assoluto sull’associazione che gestisce la piattaforma web”. E ancora, sempre citando i documenti rivelati dal Foglio: “Dal momento in cui eredita il potere sul partito dopo la morte del padre nel 2016, Davide Casaleggio ha consolidato il controllo”.

Naturalmente il padrone assoluto dell’Associazione Rousseau e, attraverso Rousseau, del M5s non ha voluto rispondere alle domande del New York Times su questi argomenti, come peraltro aveva già fatto con noi: “Il signor Casaleggio ha rifiutato le ripetute richieste per un’intervista, spiegando che non si fida dei media”. È normale che la stampa internazionale si preoccupi di un personaggio che con soli 300 euro è diventato il padrone di una scatola nera che gestisce, senza alcuna trasparenza né forma di controllo, la vita democratica e le finanze di un grande partito. Meno naturale è che di questa vicenda e del sistema di potere messo in piedi dal presidente della Casaleggio Associati non se ne sia occupata la stampa italiana, soprattutto quella che ha il grande privilegio di poterlo intervistare. Ma se quella è la stampa di cui Casaleggio “si fida”, un motivo ci sarà.