Letto da un militante | Diario dal carcere (C.Z. Codreanu)

Titolo completo: Diario dal carcere
Autore: C. Z. Codreanu
Pagine: 66
Edizioni di Ar, 2011

Breviario d’ascesi, diario di una Grande Guerra Santa che, condotta tra le umide pareti di un carcere, contro le umide pareti del proprio io, ha santificato il martirio del Guerriero.

In queste pagine è riportato e vissuto il profondo dialogo interiore di chi, limitato costretto nello spazio, ha percorso l’unica via che rimaneva: quella verticale, della pura ascesi, che conduce in Alto.

Egli, che ha consacrato la Legione di San Michele Arcangelo, le “Guardie di Ferro”, a conoscere ed a domare il proprio ego tramite l’azione ad affrontarlo tra i nemici della Patria – perché è l’ego il più grande nemico della Patria – ha così sublimato la sua battaglia interiore, rendendo la sofferenza uno strumento di liberazione.

In questo diario d’ascesi, in questo dialogo appassionato, a fare compagnia al Guerriero, a Corneliu Zelea Codreanu, sono gli Esempi degli antenati, gli spiriti dei camerati caduti sullo stesso fronte, i pensieri di quelli, come lui, perseguitati. In quegli anni in cui la repressione si tingeva del rosso del sangue dei martiri.

Scaldato dal ricordo della madre, della moglie, degli affetti più cari; raggelato dall’angoscia del male che avrebbero potuto subire. Perché in quegli anni, sì, gli artigli dei servi attentavano anche agli affetti più vicini a questi Eroi, che tutto hanno dato. D’altronde il nemico sa bene che per stare accanto a queste figure si è costretti a partecipare, anche solo un poco, alla loro grandezza, per sopportare il peso del loro giogo, ricevuto dalle Forze di cui si misero al servizio. Quelle invincibili per l’Eternità.

Tutto era martirizzante, tutto era santificante.

Ma soprattutto, il cuore Guerriero era confortato dal Sacro, dalla Fede nel Cristo e nella Beata Vergine, che mai Egli ha abbandonato ed a cui costantemente rivolgeva le sue preghiere. Perché l’Eroe, quello autentico, sa bene che la battaglia non può combatterla da solo, nella sua finitezza; come invece fa il titano, che infatti poi cade.

Con le sue azioni e le sue parole, Codreanu ci insegna sempre cos’è e come si mette in pratica un approccio spirituale alla vita. Questo si concretizza in gesti semplici, nel sacrificio e nel servizio, che egli ha saputo portare alle estreme conseguenze, benedicendo anche la sofferenza. Il Capitano è dunque l’esempio massimo per chi, tramite la militanza, ha scelto di conquistare non solo la terra, ma soprattutto i Cieli.

La compagnia confortante degli uccellini e dei topi, la desolazione del freddo, dell’umidità, della sporcizia; la gioia che l’anima umana incontra in una manciata di minuti all’aria aperta, alla luce del Sole, dopo decine di giorni al buio, allietarsi nel ricevere quei piccoli doni che i familiari, quando riuscivano, gli facevano arrivare. Di questa violenta semplicità noi non abbiamo la più assoluta idea.

E ancora, il racconto del processo farsa e delle strategie della difensiva.

Egli mette in discussione tutto: le modalità della sua azione, la purezza della sua Fede. E lo riassume in una maniera ancor più sublime, più eroica, più santa. Giunge così trasfigurato, Nuovo, di fronte al martirio finale.

Questo testo, dall’approccio profondamente meditativo ed “interiore” completa la testimonianza del Capo della Legione di San Michele Arcangelo. Queste pagine di fuoco rappresentano un’ancor più viva speranza per chi ambisca a percorrere, ancor più sicuro, i sentieri già battuti dai nostri Eroi.

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