domenica, settembre 23, 2018
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Italia? Macché provincia, è terra di nessuno

Come si chiama uno stato in cui possono entrare militari di uno stato straniero e fare il bello e il cattivo tempo? Si chiama ‘provincia’. E come si chiama uno stato in cui entrano e spadroneggiano militari e civili di molti stati stranieri, tra cui statunitensi, francesi, tedeschi, etc. etc.? Si chiama “terra di nessuno”. Ecco, leggete cosa è successo a Bardonecchia e stampatevelo in mente (oltre che sul tricolore): l’italia è terra di nessuno, preda di chiunque.

(www.repubblica.it) – 03/04/2018 – La Francia insiste: “A Bardonecchia non c’è stata violazione della sovranità italiana”. 

Il prefetto Torino Saccone in Valsusa per ringraziare i volontari della Ong: “Fate un ottimo lavoro”

La Francia non cambia atteggiamento sulla vicenda di Bardonecchia: “Non c’è stata nessuna violazione della sovranità italiana, solo un stretta applicazione dell’accordo del 1990 che consente di effettuare da una parte e dell’altra delle frontiera dei controlli”: lo ha ribadito  il gabinetto del ministro dell’Azione e dei Conti pubblici, Gerald Darmanin. Un parere che era già stato espresso sabato ma che non aveva soddisfatto la Farnesina che ha deciso di sospendere la possibilità per gli agenti francesi di intervenire sul suolo italiano. In settimana, si è appreso, il direttore generale delle Dogane francesi, Rodolphe Gintz, sarà in Italia per incontrare il suo omologo italiano e “ripristinare l’accordo, ora sospeso”.

Secondo il gabinetto del ministro Darmanin, anche lui atteso a Roma (la data non è stata ancora stabilita), gli “sconfinamenti per controlli”, previsti dall’accordo del 1990 sia da parte francese sia da parte italiana, sono “frequenti”. Ne avvengono “in media uno o due al mese, compresi quelli nei locali in questione”, cioè la stazione di Bardonecchia. Inoltre, precisano le fonti, “in questo caso non si trattava di un controllo migratorio ma di una ricerca di stupefacenti”.

Per il ministro Darmanin, che ha chiesto dal Direttore delle dogane di recarsi al più presto in Italia, “gli incontri dovrebbero consentire la ripresa dell’accordo di cooperazione doganale in tutti i suoi punti, compresa l’utilizzazione del locale nella stazione di Bardonecchia”. Il gabinetto del ministro ha precisato anche che “non si ricordano finora incidenti” del genere nell’esecuzione dell’accordo tra Francia e Italia e che proprio la logica dell’intesa vuole che tali, previsti, sconfinamenti possano avvenire “senza la necessità di avvertire i doganieri dell’altro paese”. “Il fatto che il locale sia stato di recente messo a disposizione di una ong non cambia in nulla il fatto che resta a disposizione dei doganieri francesi”.

Oggi intanto è salito a Bardonecchia il prefetto di Torino: “Sono stato a Bardonecchia per portare il mio saluto al sindaco e a chi opera nella saletta vicino alla stazione” spiega il prefetto Renato Saccone che questa mattina ha incontrato il sindaco Francesco Avato, i mediatori culturali del Comune e i volontari di Rainbow4Africa. “Ho voluto ringraziare gli operatori e i volontari del centro per l’ottimo lavoro che stanno facendo la saletta della stazione, un progetto che nasce dalle Istituzioni ed è gestito dal comune di Bardonecchia”, così ancora il prefetto Saccone.

La visita del prefetto è stato un incontro istituzionale dopo i fatti di venerdìquando un gruppo di doganieri francesi ha fatto irruzione nella sala vicino alla stazione adibita all’ospitalità dei migranti che da qui tentano il passaggio in Francia attraverso il Colle della Scala. “Di quel che è successo si sta discutendo a livello nazionale, un dialogo che va oltre le competenze di una singola prefettura”, ha precisato Saccone che sabato aveva incontrato anche il vescovo di Susa e i sindaci coinvolti dall’emergenza migranti.
 
Il lavoro dei mediatori culturali ingaggiati dal Comune di Bardonecchia e dei volontari dell’associazione Rainbow4Africa non si è mai fermato. Nelle ultime ore è stato soccorso un migrante minorenne. “Il progetto non si ferma – spiega il sindaco di Bardonecchia, Francesco Avato – il nostro obiettivo è continuare a lavorare per evitare che Bardonecchia diventi una nuova Ventimiglia”.

Tra l’altro il prefetto Saccone doveva incontrare il collega francese a Chambery il 16 aprile per discutere del progetto di cooperazione tra Italia e Francia, vertice deciso prima del caso Bardonecchia. Ora l’incidente diplomatico potrebbe anche far slittare o cancellare l’appuntamento. Quasi certamente prima di quella data il ministro francese responsabile delle Dogane Gerald Darmanin incontrerà rappresentanti del governo italiano per chiarire le ombre. Ieri intanto il ministro ha deciso di sospendere i controlli di gendarmi e agenti delle Dogane in territorio italiano e ha sottolineato come l’Italia “sia una sorella della Francia”.

Bardonecchia è “un paese solidale”. A dirlo è don Franco Tonda, il parroco della località dell’Alta Valsusa sulla nuova rotta dei migranti. “Hanno iniziato ad arrivare la scorsa estate – racconta -. C’era bel

 

tempo, passavano senza fermarsi. Con l’inverno, però, la situazione è peggiorata”.

Anche la parrocchia, con i volontari della Caritas, si è subito mobilitata per assistere i profughi di passaggio.
“Abbiamo raccolto indumenti da regalare, come qualche giacca a vento, e portato bevande calde. Il Comune si è subito attivato. Ma nonostante si spieghino ai migranti i pericoli del viaggio, loro vogliono andare avanti…”