(Geo)Politica, Articoli, Furor, In evidenza

Monsanto e Bayer si fondono: prima ti ammalano, poi ti curano

(a cura della Comunità Militante Furor)

Gian Giacomo Mora e Guglielmo Piazza sono i due sventurati che nell’estate del 1630 furono accusati di essere gli “untori” della peste a Milano. Condannati a morte, giustiziati con il supplizio della ruota. Manzoni racconta questo processo nel testo “Storia della colonna infame”, nella quale critica ferocemente la decisione dei giudici, rei, secondo il Manzoni, di aver deciso in base alla paura dell’epidemia e non in base a dati certi e inconfutabili.

Oggi gli untori tornano alla ribalta e, ne siamo sicuri, anche il Manzoni sarebbe in grado di riconoscerli a prima vista. Monsanto e Bayer, il più grande produttore di sementi al mondo e la casa farmaceutica più potente e ricca d’Europa, agricoltura e chimica si fondono, diventano una sola cosa. Non utilizzano più “unguenti”, non ti toccano, non ti guardano negli occhi prima di infettarti, non li incontrerai mai. Ti infetteranno mentre ti nutrono (la Monsanto è leader mondiale nel settore delle sementi per agroicoltura), poi ti verranno a proporre la cura miracolosa (la Bayer è leader mondiale nel mercato farmaceutico). I nuovi untori sono sottili, astuti. Si preoccupano di contaminare la vita che non vediamo, la vita che nasce e cresce a pochi centimetri sotto terra in attesa del nutrimento che la sostenterà: il seme. Ma non preoccuparti, tra qualche anno ti ammalerai, sì, ma saranno gli stessi untori a curarti, tutto torna, nelle loro tasche.

Quello che sta succedendo è figlio dell’assurdo disegno mondialista che vede tutto in mano di pochi, quei pochi senza scrupoli che puntano a manipolare la vita, la morte, la malattia e chiaramente la guarigione. Ogni occasione è buona per racimolare denaro, sfruttando l’attaccamento morboso alla vita, e, chiaramente, quale miglior mossa se non quella di metterla in pericolo?

Con questa mossa il controllo (sleale) sull’agricoltura e quindi sul cibo che arriverà sulle nostre tavole sarà totale ed i motivi per cui ciò è pericoloso vanno dalla distruzione della concorrenza sul mercato alla possibilità di stabilire cosa assumerà quotidianamente l’intera popolazione mondiale. Anche l’Unione Europea ha sciolto le ultime riserve sulla fusione. Non avevamo dubbi in merito.

Al povero Gian Giacomo Mora fu distrutta la casa e sulle macerie eretta una colonna “infame”. A Monsanto e Bayer siamo pronti a stendere il tappeto rosso nel nome del progresso (sic!) e dell’economia (arisic!).

Ok (condizionato) della Ue alle nozze tra Bayer e Monsanto

(www.repubblica.it) – 06/04/2018 – Bruxelles dà l’ok alla fusione (contestata da molte organizzazioni ambientaliste) ma chiede al colosso tedesco di cedere attività per 7,4 miliardi di euro.

La Ue dà via libera (condizionato) alle nozze da 66 miliardi tra Bayer e Monsanto malgrado l’opposizione di agricoltori e ambientalisti. Per ottenere l’ok definitivo di Bruxelles, il gruppo tedesco dovrà cedere attività per circa 6 miliardi. Leverkusen sarà costretta a disfarsi di buona parte del settore sementi – già in fase di dismissione alla Basf – tra cui quelle del cotone e della soia e l’intero comparto ortofrutta, della piattaforma di ricerca per il grano ibrido e di alcuni erbicidi a base di glifosasto nel Vecchio continente. Con il semaforo verde europeo, la fusione tra le due società ha ottenuto il via libera da 30 autorità nazionali, la metà di quelle necessarie. L’ultimo ostacolo consistente da superare è ottenere l’approvazione da parte del Dipartimento di giustizia degli Usa.

L’ok della Ue è per noi un grande successo – ha detto il numero uno di Bayer Werner Baumann -. Grazie alla fusione con Monsanto aiuteremo gli agricoltori di tutto il mondo a creare cibo più nutriente in modo sostenibile con beneficio per i consumatori e per l’ambiente“. Il decollo delle nozze transatlantiche non è stato (e non sarà) semplice. La fusione darà vita a un gruppo che controlla da solo un quarto del mercato dei semi e dei pesticidi mondiali. E consolida nelle mani di tre colossi – oltre al neonato Bayer-Monsanto ci sono Chemchina-Syngenta e Dow-Dupont – il 75% del settore.

La nostra decisione riflette la necessità di mantenere un sano mercato competitivo in particolare nell’agricoltura digitale, nei fitofarmaci e nelle sementi” ha detto il Commissario Ue alla concorrenza Margaret Vestager. Le associazioni ambientaliste si sono opposte all’operazione coniando l’hashtag #mergerfromhell, matrimonio infernale, per condannare la concentrazione in poche mani del potere sui semi, accusando Bayer e Monsanto in particolare su Ogm, glifosato e l’utilizzo dei neonicotinoidi ritenuti responsabili della stragi di api nel continente.