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VIDEO | La vera storia dell’unità d’Italia

Come andarono davvero le cose nel 1861? Un breve e simpatico cartone animato spiega in soli due minuti gli scempi compiuti da Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi e Camillo Benso di Cavour per unire l’Italia.
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Nello studio della cause vere e profonde di un processo storico ricordiamo sempre che oltre ai fatti, alle date, alle diversità delle idee e degli uomini che hanno agito, è sempre bene riferirsi alla ‘terza dimensione della storia’, a quel piano del ‘dietro le quinte’ o se si vuole della ‘guerra occulta’.
Finchè si resterà sul piano ‘materiale’, non si potrà andare oltre la critica di uomini e vicende sicuramente discutibili, senza però cogliere come questi altro non furono che strumenti – più o meno consapevoli – di forze che videro nell’unificazione d’Italia un mezzo, più che un fine, per colpire l’autorità spirituale e tradizionale.
Il Risorgimento infatti determinò una frattura nel tessuto nazionale, causando lo scontro di due modi di intendere la comunità nazionale e  l’amor di Patria, due modi inconciliabili tra loro, due realtà politiche antitetiche. Da una parte, la visione dei legittimi fedeli della Tradizione, intesa come identità e radicamento, aristocrazia di sangue e di suolo cioè gerarchia che conferisce un carattere sacro alla politica; dall’altra, la visione borghese e giacobina auspicata da massoni e liberali, una visione democratica completamente estranea alla cultura e all’identità del popolo italiano.
Dal punto di vista tradizionale non si è contrari all’unità d’Italia, ma si è contrari a come questa unità si è realizzata, alle forze che questa unità hanno realizzato e ne rivendicano la paternità: quelle forze liberali, massoniche e democratiche che hanno agito e agiscono in nome dell’Antitradizione.
Nascosto dietro l’idea di nazione, il Risorgimento ha rappresentato lo strumento per lottare contro il principio tradizionale e, in linea con quanto prima segnalato in  riferimento alla terza dimensione della storia, ha più di un punto in comune, nonostante la distanza temporale di secoli e la differente fase storica di affermazione, con il Rinascimento: con quel periodo cioè, in cui i principi del mondo moderno ebbero particolare impulso di contro a quelli tradizionali.
Se pensiamo ai fondamenti ideologici e culturali, questi sono praticamente gli stessi (individualismo, eguaglianza, razionalismo, relativismo, progressismo, laicismo, per non dire materialismo e ateismo) cosi come quelli politici e sociali ( mercantilismo, liberalismo, utilitarismo: in una sola parola democrazia) a dimostrazione che la ‘nostra storia patria’ ha rappresentato lo scontro di portata ben più vasta della semplice questione nazionale: uno scontro tra visioni del mondo e modi d’essere inconciliabili tra loro.