Strage di Bologna: per i giudici la “pista palestinese” (Carlos “lo sciacallo”) non esiste.

I giudici del processo all’ex NAR Gilberto Cavallini non hanno ammesso la testimonianza del terrorista Carlos “lo sciacallo”, chiesta dalla difesa dell’imputato. Così impedendo, di fatto, la prosecuzione delle indagini nella direzione di quella pista palestinese che, forse, molto potrebbe dire su cosa accadde realmente a Bologna il 2 agosto del 1980.
Non sono bastati i 40 anni dalla morte dello statista Aldo Moro che volle la pace con i palestinesi siglando il cosiddetto “Lodo Moro”, né la recente notizia che nei diari di Arafat tale lodo veniva menzionato palesemente di cui vi abbiamo scritto nei giorni scorsi. La verità non deve essere cercata. Ma noi sappiamo bene che “nessuno di noi era a Bologna”!

(www.repubblica.it) – 13/04/2018 – Strage di Bologna, esclusa la pista palestinese.

I giudici del processo a Cavallini non hanno ammesso la testimonianza del terrorista Carlos, chiesta dalla difesa dell’imputato.

La ‘pista palestinese’ non entrerà nel processo a Gilberto Cavallini, l’ex Nar di 65 anni accusato a 38 anni di distanza di concorso nella Strage del 2 agosto 1980. I giudici della Corte di assise di Bologna hanno escluso dai testimoni nomi indicati dai difensori dell’imputato, a sostegno di questa ipotesi alternativa alla verità giudiziaria, tra tutti Ilich Ramirez Sanchez alias ‘Carlos’, il terrorista detenuto in Francia. Secondo la Corte, l’indagine bis archiviata nel 2015 è stata esaustiva e non ha trascurato nulla. No anche all’ex senatore Carlo Giovanardi.

Invece Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, i tre condannati definitivi, di cui per l’accusa Cavallini fu complice: erano negli elenchi di tutte le parti. Sì anche a Carlo Maria Maggi, ex leader di Ordine Nuovo.